Gravina rassicura: “Draghi non mi ha chiesto di fermare i campionati, ma sulle porte chiuse…”

Dal numero 1 della FIGC un chiarimento sui dialoghi intercorsi con il Governo. Ecco le sue parole a Tuttosport:

“La telefonata di Draghi è stata incentrata sul pragmatismo. Non c’è stato nessun aut aut né tantomeno il preannuncio dello stop a ogni attività agonistica. Al Presidente del Consiglio ho illustrato la situazione del nostro calcio, alla luce della quarta ondata del virus, lui ha voluto conoscere lo stato di un movimento che conta un milione di tesserati, è l’espressione di una tra le prime dieci aziende italiane, con un sistema professionistico che ha subito danni per oltre un miliardo a causa della pandemia. Di fronte all’incremento delle positività, La Lega B, la Lega Pro e i Dilettanti hanno già procrastinato rispettivi tornei. Porte chiuse? Come già accadde due anni fa, al tempo della prima e della seconda ondata, ribadiamo la ferma volontà di andare avanti. Esiste il rischio che un ulteriore incremento dei contagi ci riporti agli stadi con le porte chiuse. E’ già avvenuto in Bundesliga, mentre in altri Paesi sono state adottate decisioni che hanno comunque imposto la riduzione del numero degli spettatori. Nessuno può prevedere con certezza l’evoluzione della situazione. Ciò che conta è mettere in sicurezza il nostro sport e, anche su questo punto, la condivisione con Draghi è stata totale”.

Redazione

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