Il direttore sportivo del Lecce ha parlato ai microfoni di TMW Radio facendo il punto su presente e futuro del club.
UNA B TOSTA. “Sinceramente ho capito di avere in mano una squadra vincente solo dopo la partita con il Pordenone, altrimenti ero sempre un po’ preoccupato. Dall’anno scorso ho capito che questa Serie B che ho ritrovato è diversa da quella che ho vissuto tempo prima. E’ bellissima, fino all’ultimo ha tenuto col fiato sospeso. Oltre alla competitività, con tante proprietà straniere presenti ma anche tante proprietà italiane facoltose che hanno investito. Questo fa capire che livello c’è”.
STRATEGIE VINCENTI. “Io sono arrivato neanche due anni fa ed era una squadra che arrivava da una retrocessione, che è pesata molto a livello economico. La strada intrapresa l’anno della Serie A aveva portato a 15 prestiti e a fine stagioni ci siamo trovati in un club senza patrimonio tecnico. Abbiamo dovuto abbassare il monte ingaggi e ringiovanire la rosa. Non era facile rimanere ad alto livello, ma era fondamentale per essere sostenibili nel lungo tempo. I giocatori bravi hanno dei costi. Quando ho potuto, ho investito, come con Coda e Di Mariano, ma in certi ruoli sono dovuto andare all’estero in mercati sostenibili. E abbiamo ottenuto il mix giusto per arrivare a questo risultato. Il calcio italiano è alterato oggi, non c’è più una scuola di management, una scuola di dirigenti vera. Oggi è più improvvisazione. Non ci sono più i manager di una volta”.
CODA. “Lui e Strefezza sono stati dirompenti. Se è ancora adatto per la Serie A? Il talento non ha età e lui ha una tecnica sopraffina, ha fisico, gamba, senso del gol come pochi. L’età al momento non conta”.
NUOVI OBIETTIVI. “L’ho detto oggi ai ragazzi, che noi andremo ad affrontare un ‘animale’ diverso dalla B. So che cosa è la Serie A e la fatica che potrà fare il nostro club. Per raggiungere degli obiettivi, dovremo avere idee e tanto lavoro da fare. Ci dobbiamo provare in tutti i modi”.
BARONI. “Quando lo incontrai l’anno scorso, sapevo di avere di fronte un tecnico che avrebbe dato equilibrio alla squadra. Ha capito subito cosa volevo ed è stato bravo a metterlo in pratica. Grandi meriti vanno a lui”.
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Mesciu leu sape ce a fare
Hai ragione goleccego
E tanti sordi… Caro corvino
Stiamo pagando ancora Benzar… A giugno se ne va
Ringrazia Meluso.
Ma alla fest Benzar non l’ho visto ! Proprio lui che ha dato in questi anni un grande contributo alle casse della ns società