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La vita da mediano di Zan Majer: tre stagioni e mezzo a servizio del Lecce

Dopo due promozioni in A in tre stagioni e mezzo di militanza nel Lecce, lo sloveno lascia il Salento e chiude una parentesi fatta di tante gioie nonostante l’ultimo periodo in sordina.

“Sangue blu”, soldato Zan e altri soprannomi hanno accompagnato una vita sportiva di un calciatore che, grazie al Lecce e per il Lecce, è riuscito a stabilirsi nel difficile contesto italiano centrando le due promozioni in A dell’era Sticchi Damiani.

Zan Majer, passato ufficialmente alla Reggina a titolo definitivo, saluta il Lecce dopo aver firmato, nella sua ultima presenza con il Lecce, lo storico gol-promozione di Lecce-Pordenone 1-0. Il tripudio del Via del Mare alla sua stoccata di testa da centro area resterà giocoforza l’immagine copertina di tre stagioni e mezzo importanti che hanno permesso la piena maturità tecnica di un calciatore arrivato, come tanti, a Lecce per rilanciarsi.

Come nelle storie più belle, l’incontro tra Majer e il Lecce nasce quasi per caso. A febbraio 2019, i giallorossi di Liverani devono fare a meno di Manuel Scavone, vittima del pauroso scontro di gioco durante Lecce-Ascoli, poi sospesa. A calciomercato chiuso, l’allora direttore sportivo Meluso può ricorrere solo al mercato degli svincolati. Nella lista dei “disoccupati” c’è Majer, libero dopo la risoluzione del contratto con i russi del Rostov, dove giocava da un anno e mezzo nella sua prima esperienza fuori dalla Slovenia. Il calciatore accetta subito e, il 23 febbraio 2019, nell’infausta trasferta di Cittadella (4-1 per i veneti) c’è il debutto per 38′ di gioco. Majer sostituisce in rosa Scavone e si fa apprezzare per capacità di rottura e sostanza anche palla al piede.

A marzo, Liverani gli preferisce dall’inizio Tabanelli ma, nel finale in cui il Lecce conquista la serie A, insieme a Petriccione e Tachtsidis, alle spalle di Mancosu, c’è lui a far legna. Nel prologo del successivo campionato di A, Majer si toglie la soddisfazione della prima rete giallorossa, giunta nel 4-0 rifilato alla Salernitana in Coppa Italia. Anche nel massimo campionato, Liverani punta su di lui sul centrosinistra di mediana del suo 4-3-1-2 che, di fatto visto il poco impatto dei nuovi Shakhov e Imbula, è quello del 2018/2019. A gennaio, prima dell’esplosione della pandemia, il Lecce registra il reparto con Deiola, Barak e Saponara, ma Majer si ritaglia il suo spazio proprio al fianco del sardo e del ceco. In Lecce-SPAL 2-1 arriva anche la soddisfazione del gol da 3 punti, siglato con un preciso diagonale. Dei guai fisici, patiti già in inverno, lo bloccano nel post lockdown e, nel rush finale dell’estate 2020 per chiudere la Serie A. Alla fine, le presenze in A col Lecce saranno 27, con due assist e 1669 minuti accumulati.

Nel 2020/2021 inizia l’era Corvino bis a Lecce e Majer resta per far parte della rosa allenata da Eugenio Corini. Inizia ancora una volta da titolare, ma poi nel terzo slot insieme alle sicurezze Henderson e Tachtsidis (sostituito a gennaio da Hjulmand) si avvicendano gli esperimenti Bjorkengren, Paganini e Listkowski e Majer, con ormai assodata la regola dei cinque cambi, entra a gara in corso per dare corsa e freschezza. Nel girone di ritorno, con Hjulmand subito padrone della regia e Henderson avanzato sulla trequarti, Majer ritorna titolare, intervallandosi a gara in corso con Nikolov, e partecipa alla risalita con conseguente capitombolo finale che costringe il team di Corini ai playoff, poi conquistati dal Venezia. Il campionato si chiude con tre gol, tra cui quello segnato ancora una volta alla SPAL, ma nella gara, persa tra le mura amiche, che di fatto segnò il crollo del Lecce.

I rapporti tra Majer e l’area tecnica del Lecce s’incrinano ma, all’alba della stagione 2021/2022, inaugurata  da un altro gol di Zan in Coppa Italia col Parma, lo sloveno è sempre lì, lì nel mezzo (cit.). Il Lecce passa al 4-3-3 e, in attesa del pieno adattamento di Blin e Helgason, che si perfezionerà nell’ultimo spezzone di campionato, Majer è sempre una garanzia. Alla fine del girone d’andata i gol sono già due e le partite non giocate solo tre. Nel girone di ritorno, infine, il “taglio” di fatto dalla rosa. Majer retrocede in panchina, mentre Bjorkengren, Helgason e poi Blin occupano lo slot che era il suo e restano solo delle presenze spot: 90′ in casa contro il Crotone, un’ora di gioco tre giorni dopo col Cittadella e poi le apparizioni nell’infrasettimanale di Cosenza e nella trasferta di Perugia.

Nel nevralgico finale di campionato, Majer, il cui futuro con il Lecce è già irrimediabilmente segnato, è già perennemente in panchina. Mentre Baroni si conquista la chance per salire in A, non capitalizzata a Vicenza, Majer pensa già a ciò che sarà. Una storia così, però, non poteva chiudersi nell’anonimato. Da qui nasce l’idea di Baroni per Lecce-Pordenone con il Via del Mare pieno all’inverosimile. Majer gioca titolare e, come ampiamente noto, segna la rete che manda ufficialmente il Lecce in A. Una storia così, di sacrificio, silenzio e tanta buona volontà, non poteva chiudersi senza una copertina degna dopo 103 presenze, 8 reti e 9 assist.  Il presente dello sloveno, ora 30enne, è la Reggina di Filippo Inzaghi. Buona fortuna Zan!

 

 

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