Lo spagnolo, come Hjulmand, ha migliorato il proprio rendimento nelle tre gare in cui il Lecce ha colto ben sette punti prima dello stop dopo un avvio di torneo già positivo di suo.
Da semisconosciuto a certezza del centrocampo del Lecce. Sfumato l’arrivo del centrocampista box to box Matthias Normann, l’uomo a cui chiedere presenza costante nelle due fasi di gioco è diventato Joan Gonzalez. Il classe 2002, l’anno scorso gioiello brillante della Primavera di Vito Grieco, si è preso, inaspettatamente per gli addetti ai lavori, uno slot nel centrocampo giallorosso sin dal più che probante esordio contro l’Inter.
Gonzalez, scuola Barcellona, ha giocato 15 gare su 15, festeggiando il gol alla sesta presenza riacciuffando il Monza al 2′ della ripresa dopo il vantaggio di Sensi e prima dei misfatti che hanno di fatto tolto, negando due rigori, la possibilità di anticipare di un turno la prima vittoria in Serie A. In quella gara, Gonzalez sfiorò anche la doppietta con il colpo di testa nel finale respinto da Di Gregorio. Nella gara successiva, l’autogol contro la Salernitana, forse il momento più basso di un avvio esaltante, fortunatamente, per lui e per il Lecce, reso solo una macchia dalla vittoria suggellata grazie all’arcobaleno di Strefezza.
In attesa del secondo gol in campionato, Gonzalez ha partecipato alla diametrale crescita del Lecce dopo la sconfitta casalinga contro la Juventus. Da Udinese-Lecce 1-1 a Samp-Lecce 0-2, Gonzalez ha aumentato la sua confidenza, alzando la media dei dribbling, tentati e riusciti, e toccando il 100 percento di precisione nei lanci lunghi a cambiare il gioco per ricercare le corsie esterne. Mica poco per un debuttante.
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Grande Gonzalez…E i prossimi saranno Berisha Vulturar e Samek