Resta in contatto
Sito appartenente al Network

News

Miccoli: “Il gol di Lecce-Prato? So io cosa ho provato quel giorno. Perugia, Firenze e Juve? Racconto tutto…”

L’ex attaccante, tra le altre, di Palermo e Lecce, ha partecipato a GoalCar, web serie in cui lo speaker radiofonico Carlo Nicoletti incontra nel Salento sei calciatori che hanno fatto la storia del calcio italiano e internazionale.

ROMARIO DEL SALENTO. “Io chiamato così nonostante fossi fan di Maradona? Diego è sempre stato il calcio per me, ma come caratteristiche mi piaceva tanto Romario. Subito dopo l’argentino c’è stato sempre lui”

IL MILAN. “Stavo a San Donato, poi andai al Lecce Club, in una scuola calcio affiliata al Lecce e mi portarono a fare un provino a Milano. Io andai via, fu un’esperienza importante per me, vincemmo anche lo scudetto Giovanissimi nel 1992 e in prima squadra c’erano van Basten, Gullit, Rijkaard. Adesso sono cambiate le regole, si poteva andare via a 12 anni invece che 14. Ma dopo i due anni lì, in cui mi sentivo abbastanza solo a Milano, decisi di tornare a casa. Non c’erano social, c’era solo la cabina telefonica con gli spicciolini”.

CASARANO. “Ho fatto tre anni di Allievi Nazionali e a 16 mi buttarono in prima squadra, feci 10 gol in primo anno. Andai poi a Terni e l’ultimo anno fu da record”.

PERUGIA. “Non ci volevo andare inizialmente. Ero di proprietà della Juventus, che mi volle mandare in prestito. Gaucci mi voleva fortemente ma ero stato alla Ternana, anche come capitano, ci tenevo a non mettermi contro i tifosi, sono stato trattato bene. Ma ho fatto un anno bello. Lo devo ringraziare a Gaucci perché mi ha permesso di mettermi in mostra in Serie A e di conquistare la Nazionale con Trapattoni. Ad oggi per i tifosi della Ternana sono un traditore ma non dimentico nessuna piazza in cui sono stato. Gaucci veniva spesso negli spogliatoi, feci gol al Milan e lui fece il gesto dell’ombrello in tribuna, l’emblema del presidente. Cosmi era duro durante la partita ma durante la settimana si stava bene. I compagni? Milanese, Vryzas, Amoruso, Blasi, Caracciolo. Nakata leggeva i libri nel riscaldamento”.

JUVENTUS. “C’era Del Piero, ma anche Trezeguet, Zalayeta e Di Vaio lì davanti. Ma in generale era una grande squadra. C’era Montero, una delle persone più vere mai incontrate nel calcio. Al di là del giocatore, come persona era eccezionale. All’inizio non sono stato benissimo. Ricordo i gol che feci col Perugia alla Juve, con Montero che me le promise al ritorno. Al rientro i tifosi se la presero con me per il tatuaggio di Che Guevara, ma alla fine abbiamo chiarito. Io feci quel tatuaggio non per questioni politiche ma perché lo aveva Maradona, il mio idolo. Far parte di un gruppo incredibile, formato da grandi campioni, è stato un privilegio. Si vuole sempre vincere in quel club e sono stato benissimo. Alla Juve imparavo a ogni allenamento. Non volevo andare via, volevo giocarmi il posto ma avevo mercato e decisi di andare alla Fiorentina”.

FIRENZE. “Arrivai a Firenze insieme a Maresca e Chiellini, tutti e tre in comproprietà. All’inizio ebbi difficoltà, dovevo essere ‘degobbizzato’, ebbi problemi all’inizio ma per la Fiorentina giocai con il tendine quasi rotto. Non voglio essere presuntuoso ma quell’anno senza dire che li salvai da solo…poco ci manca. Ricordo ancora il rigore col Brescia, so io cosa ho provato su quel rigore. Non c’era nessuno vicino a me, quel rigore si doveva segnare. Noi dovevamo vincere e il Parma non doveva vincere a Lecce. Ci salvammo dopo. Calciopoli? Col senno di poi mi spiego tante cose. Arrivò Corvino alla Fiorentina ma ad oggi non so perché non sono stato riconfermato, ci siamo chiariti tramite una persona cara. Preferivo restare alla Fiorentina e invece dopo una settimana si andò alle buste e io tornai alla Juve per essere trattato male”.

BENFICA. “La Juve mi propose il Portsmouth. Il Benfica lo trovai io insieme al mio procuratore. In Portogallo ebbi l’esperienza più bella che potei immaginare, una squadra leader del paese, spettacolare, stadio stupendo e tifosi meravigliosi. Lisbona è stupenda. Abitavo sul mare insieme a Simao, Nuno Gomes e Rui Costa. Ho fatto la Champions, un anno uscimmo in semifinale col Barcellona. Feci il secondo anno in prestito e poi tornai in Italia”.

PALERMO. “Dovevo andare al Napoli, che poi prese Lavezzi. Mi sarebbe piaciuto andare, con Lavezzi eravamo un po’ diversi, saremmo potuti convivere. Io andai al Palermo e sono diventato un idolo. Ho battuto insieme ai miei compagni tanti record, presenze, gol, sfiorammo la Champions per un punto. Ho avuto tanti allenatori: Delio Rossi, Zenga, Gasperini. Chi mi ha fatto sgobbare di più? A Palermo avevo un programma abbastanza particolare, personalizzato. Quella cosa che ho detto su Falcone non la penso, ho chiesto scusa a tutti, sono sette anni che lo faccio. Ho provato a contattare la signora Falcone. Se qualcuno mi dicesse cosa dovrei fare per farmi perdonare lo farei, volevo andare via in maniera diversa, non scappare da quella città come un mafioso. Io sono fatto così, posso piacere o non piacere ma mi sono comportato da capitano vero”.

IL SOGNO DI GIOCARE NEL LECCE. “Era un sogno di una vita. Io contro il Lecce non volevo neanche giocare, so io cosa ho provato quando segnai in Lecce-Prato, il mio primo gol sotto la Curva Nord, c’erano pochi spettatori, il periodo era quello che era ma a me interessava poco. Ho realizzato un sogno”.

MALTA. “Per ricaricare le batterie andai al Birkirkara con Giovanni Tedesco. Volevo riprendermi dopo l’ultimo anno, entrai nella storia nella vittoria col West Ham per 1-0 con un mio gol”.

18 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

18 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

Sondaggio sul mercato invernale: due terzi dei lettori promuovono Corvino e Trinchera

Ultimo commento: "RAGAZZI TRA TUTTI I COMMENTI NEGATIVI C'E' SEMPRE LA STESSA PERSONA, CHE PURTROPPO E' OSSESSIONATO DAl SALENTO IN TERMINI DI INVIDIA,PASSA LE GIORNATE..."

Gol dell’anno 2022, vince il siluro di Colombo che ha fatto tremare il Maradona (VIDEO)

Ultimo commento: "Giusto non abbassare la guardia, i conti si faranno alla fine, complimenti fin'ora più che meritati ma guai a scendere in campo convinti che..."
Advertisement

Miti

Uno dei tecnici più vincenti del Lecce

Carlo Mazzone

L'ariete d'area del Lecce

Cristiano Lucarelli

Uno degli idoli dei tifosi del Lecce

Ernesto Javier Chevanton

Tra i più grandi prodotti di sempre del settore giovanile

Francesco Moriero

Lo storico capitano del Lecce

Guillermo Giacomazzi

"Beto", uno degli immortali giallorossi

Juan Alberto Barbas

Bandiera e leggenda giallorossa

Michele Lorusso

Uno dei più forti attaccanti giallorossi

Mirko Vucinic

Bomber giallorosso per sette stagioni

Pedro Pablo Pasculli

Altro da News