I giallorossi restano a secco per la sesta volta consecutiva e nonostante una prestazione di buona produzione non rimediano neanche un punto a seguito della frittata compiuta da Falcone su passaggio di Gallo
Le impressioni a caldo viste ieri nel post-gara trovano un amaro conforto nelle statistiche. L’ossimoro è quasi obbligatorio per descrivere le sensazioni contrastanti nate dopo l’1-2 maturato ieri contro il Napoli ormai futuro Campione d’Italia. La squadra è viva e, come accaduto anche in altre sfide contro le big, si esalta giocando sull’avversario affrontandolo nell’uno contro uno costringendolo ad appoggi arretrati e corsa all’indietro. Gli uomini di Spalletti hanno fatto ricorso a ben 125 retropassaggi, dato maggiore rispetto alla media. Solo in un’occasione, in Napoli-Rangers 3-0 nei gironi di Champions League, la squadra dominatrice della Serie A ha fatto più retropassaggi. Dietro Lecce-Napoli 1-2, poi, la gara d’andata vinta a Francoforte contro l’Eintracht.
Al Via del Mare si è visto un Napoli in tono minore, o quantomeno che dà l’impressione di essere superabile. Non si spiegherebbe diversamente la differenza di xG. Il Lecce non ha saputo sfruttare più situazioni offensive, rimanendo sempre nella terra di mezzo tra azioni ben ideate e rifinitura errata per errori di precisione dei crossatori o movimenti sbagliati delle punte. Ceesay, al netto dei suoi purtroppo evidenti limiti tecnici, ha confezionato la principale occasione (0.46) cogliendo la traversa prima del gol di Di Francesco. I salentini sono stati più pericolosi del Napoli: 1.74 contro 0.6 in 11 tiri contro 8 (3 conclusioni in porta per parte).
Il Napoli ha beneficiato del vantaggio alla prima occasione utile (0.10 per il gol di Di Lorenzo, meno delle due occasioni di Lozano neutralizzate da Umtiti e Falcone) e ha fatto girare il pallone senza le verticalizzazioni e i tanti pericoli creati da Osimhen: 66.43 contro 33.57 di possesso palla e 708 passaggi (624 ok) a 315 (241).
Rispetto all’abulia di occasioni nelle precedenti gare, il Lecce ha concluso verso la porta ben 5 volte da calcio di punizione (2 di media) e, pur non avendo sfruttato i due calci d’angolo nei minuti di recupero), ma su 30 attacchi di posizione solo 2 hanno portato a tiri: troppo poco, anche se nel computo statistico delle occasioni manca la magistrale diagonale di Di Lorenzo a salvare Meret dopo l’1-2. Il dato conferma l’endemica (a 9 partite dalla fine non si può usare altro aggettivo) sofferenza del Lecce nel rifinire per gli attaccanti. In tale direzione si muovono anche i 2 cross precisi su 9. Il 22,22% è un altro dato sottomedia rispetto al già non esaltante 32%.
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Buona Pasqua waglio siete tenerissimi consigli ieri vi ha regalato l’uovo ahahahaha hihihih hahahahaha hihih peccato ci credevate ahahahaha hahahah hihihi ora la B è vicina…..domani passerò la pasquetta a torre dell orso ahahaha hihihi hahaha
Oggi è Pasqua ed è meglio limitarci agli auguri perché è dall’inizio del campionato che stiamo crescendo…mo ci cadono i denti e parliamo ancora di crescita.
Sine lo sappiamo che Baroni è limitato, peraltro lo dice la carriera che non è di categoria, ma cominciate a capire che non è lui che eventualmente decide se continuare o meno, e nemmeno colui che ha fatto il mercato.
Baroni, mo ca taci le valigie nu te scerrare la PlayStation
I punti fa fare sono con altre di media levatura…. Speriamo alla prossima… Più GRINTA
Di questo passo si rischia la b
.. serve mandare via l’allenatore prima che sia troppo tardi. Il giocattolo ormai si è rotto. Con una squadra da B che abbiamo non possiamo cambiarli tutti, almeno siamo la scossa con il mister#baroniabbande
Dobbiamo sfruttare il prossimo turno che il Verona va a Napoli e noi abbiamo la Samp col morale a pezzi.
Perché il Lecce ha il morale a mille?!
Siamo noi gli artefici del nostro destino: guardare altrove non servirà (ne abbiamo visti tanti di “biscotti” negli ultimi anni…)
Ora fuori gli attributi!
Intanto il Verona vince, accorcia il distacco e il Lecce.. dorme!