Idee, campioni, tenacia e gioie finali: il film della stagione del Lecce


Il Lecce durante la prima amichevole con i dilettanti del Postal

Il Lecce inizia a preparare la lunga e atipica stagione 2022/2023 sul rettangolo verde del centro sportivo Mauro Marzari di Folgaria. Nell’Alpe Cimbra, la squadra di Baroni ha preso forma nella prima metà di luglio partendo (escludendo chi poi è andato via) da Hjulmand, Strefezza, Ceesay, Blin, Gallo e Gendrey, di fatto gli unici titolari presenti dal primo giorno più Baschirotto e Colombo (centravanti erede di Coda assieme al gambiano) arrivati negli ultimi giorni precedenti al primo test di “calcio vero”: il 2-3 contro il Bochum che legittimò agli occhi di tutti l’ascesa di Gonzalez. Il calciomercato più che sufficiente ha portato Falcone in porta, Di Francesco, elemento più esperto della squadra, Bistrovic, Cetin, Brancolini, Pezzella, il “regalo di San Pantaleo” Samek che rinforza la Primavera con ottica futura e l’interessante Banda, consolazione dopo la telenovela Normann. Lecce-Cittadella 2-3 del 5 agosto è stato il prologo di Coppa Italia precedente all’anticipatissimo debutto in A: a due giorni da Ferragosto è già Lecce-Inter.

La Curva Nord durante la prima di campionato

Contro la corazzata neroazzurra, il Via del Mare celebra il record storico di 19.750 abbonamenti e risponde presente al primo abbraccio senza molte aspettative tecniche. In attesa dei rinforzi agostani, Baroni schiera Baschirotto e Blin (subentrato a Cetin) al centro della difesa. Lo spostamento dell’ex Ascoli darà inizio a una favola sportiva arrivata fino alla maglia azzurra. Il gol di Lukaku dopo pochi minuti sembra essere l’inizio di una passeggiata ma già da lì nasce la forza e la compattezza del Lecce di Baroni. Falcone para il possibile, la difesa regge e i giallorossi, con sacrificio, restano attaccati alla partita dopo la sgroppata vincente al debutto di Ceesay tra Skriniar e De Vrij. Il guizzo di Dumfries lascia tutti a bocca asciutta, ma già dall’approccio è un’altra storia rispetto al 2019/2020. Il siluro di Berardi lascia a 0 il Lecce anche col Sassuolo.

Il primo giro di campo di Samuel Umtiti con la maglia del Lecce prima della partita contro l’Empoli

Il 25 agosto 2022 si consuma un fatto storico. Pantaleo Corvino chiude l’incredibile acquisto di Samuel Umtiti e il francese, out da due anni per problemi fisici e bizze con il Barcellona, atterra a Brindisi con un aereo privato che fa scalo da Perugia. Ad attenderlo c’è una folla festante di tifosi del Lecce. Umtiti scende dall’aereo e scoppia in lacrime presentandosi come un campione e un ragazzo sensibile: Lecce servirà per mettersi alle spalle un periodo brutto, la depressione e l’anonimato seguito alla gloria Mondiale nel 2018. Il miglior modo per risentirsi un calciatore, un calciatore amatissimo. Pongracic è l’altro rinforzo di lusso (l’anno scorso al Borussia Dortmund ma in rotta con il Wolfsburg) per la retroguardia.

Gonzalez esulta dopo la rete al Monza

I primi punti arrivano alla terza, in casa con l’Empoli. Parisi punge su una distrazione, Strefezza chiude bene un contropiede e nella ripresa Vicario mura Banda compiendo una delle parate più belle del campionato. A Napoli, contro la creatura che farà gioire dopo 33 anni una città, Colombo prima sbaglia un rigore e poi azzittisce lo stadio Maradona con una bordata dopo il vantaggio di Elmas. Il gol dell’anno. Il Lecce esce indenne dallo stadio dove cadono Ajax, Liverpool e Juventus. Il passaggio a vuoto di Torino (1-0, Vlasic) genera qualche preoccupazione sulla prolificità offensiva, ma la risposta arriva al Via del Mare: Lecce-Monza 1-1 grida vendetta. I brianzoli, a 0 punti, si sbloccano ma più che per i gol di Sensi e Gonzalez (il primo, storico, di un prodotto del settore giovanile nel Corvino-bis) la gara verrà ricordata per i due rigori solari non concessi ai giallorossi, con tanto di sfogo in conferenza stampa del presidente Saverio Sticchi Damiani. Monza toglie, Monza darà…

L’attimo del gol di Ceesay a Salerno

Abbiamo spesso diviso il cammino, vincente, del Lecce di Baroni in fasi programmatiche. La prima era “prima non prenderle”, non da intendere come il catenaccio italiano degli anni Novanta. Non disponendo di individualità capaci di spaccare la partita, i giallorossi devono giocare di corsa, sacrificio e tenacia in tutte le zone del campo per poi riuscire a ribaltare il fronte con velocità. Alla settima, giunge la prima vittoria. Baroni, squalificato per proteste dopo gli episodi di Lecce-Monza, segue dalla tribuna i suoi ragazzi all’Arechi di Salerno. Ceesay, dinoccolato ma preciso, dribbla Sepe e mette dentro il vantaggio. L’autorete di Gonzalez è solo una nuvola passeggera. Il destro a giro di Strefezza è un arcobaleno che fa esplodere di gioia i leccesi, con buona pace della pioggia torrenziale della nottata che ha accompagnato il ritorno a casa col cuore gonfio di gioia per una vittoria meritata.

L’abbraccio dopo il gol di Strefezza all’Olimpico

I giallorossi soffrono in casa contro squadre poco avvezze a fare bel calcio. Sarà una costante. Alvini lo sa e sfiora il colpaccio con la sua Cremonese. Falcone mette il mantello di Superman e porta un punto dopo i rigori-gol di Ciofani e Strefezza. Il 9 ottobre il Lecce torna a calcare i campi prestigiosi della Serie A e, quasi a rendere adatto il palcoscenico, fa debuttare Samuel Umtiti al centro della difesa con Baschirotto. L’espulsione severa di Hjulmand frena un Lecce sempre attaccato alla partita fino alla fine. Mourinho dirà “non vedevo l’ora di sentire il fischio finale” nonostante la superiorità numerica e il 2-1 con gol di Strefezza dopo il vantaggio di Smalling e il rigore vincente di Dybala (che s’infortunerà).

Ceesay batte Terracciano e porta in vantaggio il Lecce contro la Fiorentina

Nel monday night della 10°, Ceesay insacca dopo una magia di Gonzalez ma Kouamé pareggia: 1-1 con la Fiorentina in difficoltà. Il Lecce è comunque fuori dalla zona retrocessione e lo sarà per sempre durante tutto il campionato. Contro il Bologna, con il solito massiccio e commuovente seguito di salentini, la truppa Baroni spreca la prima di tante chance per fuggire. Thiago Motta inverte la rotta, e al Dall’Ara, Arnautovic fa risuonare “L’anno che verrà” al fischio finale. Il Lecce fatica a tirare in porta e lascia tre punti anche a una incerottatissima Juventus il 29 ottobre. Fagioli segna il gol della vita e Hjulmand, nel recupero, stampa il palo. Le gerarchie del campionato sembrano chiare, chi doveva accelerare ha accelerato e giù, nell’ordine di giornata, ci sono Spezia, Lecce, Sampdoria, Verona, e Cremonese. I numeri e le difficoltà necessitano però il passaggio alla fase due: il Lecce, squadra costruita con 5 milioni di investimenti in cartellini e quinta in Europa per età media più bassa, deve formulare la sua proposta di calcio a firma Baroni.

La rete di Banda a Genova

All’orizzonte s’intravede la lunga pausa per Qatar 2022. Il 4 novembre, un venerdì sera, i giallorossi, in maglia rossa con skyline del Centro Storico, giocano a Udine. La squadra pressa a tutto campo l’undici di Sottil e nel primo tempo passa in vantaggio con Colombo e sfiora lo 0-2 quando Gallo scheggia l’incrocio. La gara finirà 1-1 con gol di Beto e rischio finale, ma l’impressione è che il Lecce stia assimilando il cambio di marcia. La sicurezza giunge nei pochi giorni precedenti alla pausa. In 72 ore, quattro reti, due incassate e soprattutto sei punti. Baschirotto e Di Francesco suonano due ceffoni all’Atalanta e, nell’ultima partita del 2022, Colombo e Banda mettono alle corde, forse irrimediabilmente visti i problemi extra-campo, la Sampdoria, contestata. Parte dei meriti vanno anche all’ex Falcone, provvidenziale su Gabbiadini a inizio gara. Il Lecce va al riposo con 15 punti, 8 in più della Cremonese terzultima. Si brinda con nervi un po’ più calmi e, a dicembre, lo spettacolo è la “tercera” dell’Argentina a suon di “muchachos”.

Umtiti ringrazia il pubblico dopo Lecce-Lazio 2-1

Il 2023 si apre con un’altra giornata indimenticabile. Il 4 gennaio, durante Lecce-Lazio 2-1, Samuel Umtiti e il popolo leccese, stringono un patto d’amore. Immobile batte Falcone in uscita ed è 0-1. Il settore ospiti intona beceri cori razzisti all’indirizzo del francese e di Banda e, dalle tribune, si alza un coro spontaneo “Um-ti-ti, Um-ti-ti” per mettere a tacere gli imbecilli. Marinelli si rivolge a Umtiti, ma il numero 93 vuole “solo” fare il calciatore ed entusiasmare i propri tifosi. Si gioca, e come in una storia da film americano dove i buoni vincono, il Lecce, spinto dalle chiusure difensive e dai passaggi forti e precisi del suo campione in difesa, la ribalta. Strefezza spinge la palla in rete con una delle solite azioni di riempimento area al 57′ e al 71′, sempre in mischia, Colombo fa 2-1. Il Lecce riprende da dove ha lasciato. Sarebbe troppo bello centrare un altro successo, ma nel diluvio di La Spezia, quattro giorni dopo, Blin colpisce la traversa ed è 0-0. Corvino rinforza il centrocampo con Maleh, mentre Bistrovic saluta al pari di Cetin. A destra, arriva Cassandro per dare l’eventuale cambio a Gendrey. Baschirotto è ormai un marcatore. Listkowski, Bjorkengren e Rodriguez, attori della promozione, vanno in prestito al Brescia.

Baschirotto mostra i muscoli

Sulle ali dell’entusiasmo, il Lecce attende il Milan campione d’Italia, in difficoltà, alla 18°. Dopo un’occasione di Pobega, la squadra di Baroni gioca il miglior primo tempo del campionato e va “solo” sul 2-0. Il bis è il terzo gol stagionale di Baschirotto, la cui ascesa in due anni dalla C alla A a suon di muscoli e lavoro diventa una storia italiana. Il simbolo? L’Arnold pose per mostrare i muscoli come il re del body building Schwarznegger. La qualità del Milan rimette in equilibrio la gara e resta il rimpianto, che perdurerà fino a fine anno, di non aver vissuto nessuna “godereccia” vittoria in casa decisiva nei momenti topici del torneo. Al giro di boa, il Lecce perde a Verona (2-0, Depaoli-Lazovic e prestazione sontuosa di Hien) e permette la rinascita scaligera. Dal potenziale +14 in caso di successo si va a +8 e, da lì, Zaffaroni poggerà la risalita. Al giro di boa del campionato, il Lecce è a 20 punti. Sul fronte calciomercato, l’infortunio di Pongracic e la mancata cessione di Tuia inducono Corvino a puntellare il reparto con Ceccaroni e Romagnoli.

Mourinho al Via del Mare

Il ritorno inizia con la vendetta sportiva della Salernitana al Via del Mare. Al 20′ è già 0-2 (Vilhena, Dia) e l’immediato 1-2 di Strefezza non basta nella prima partita a Lecce della leggenda messicana Ochoa. Manca la vittoria “sporca”, il quadro del Lecce ammazza-grandi è ormai delineato e serve l’eccezione che conferma la regola e dà sicurezza. Giunge a Cremona, dove Baschirotto fa 4 in stagione e Strefezza incanta con un’altra traiettoria deliziosa sul secondo palo. Il Lecce riprende a camminare e lo fa anche contro la Roma. Il rigore di Dybala, il terzo in carriera contro i salentini, risponde all’autorete di Ibanez, ma la compattezza di Hjulmand, Umtiti e Baschirotto comanda: 1-1.

Blin esulta dopo il gol di Bergamo

Il momento più alto del campionato, con luci della ribalta e facili entusiasmi da spegnere, arriva il 19 febbraio. Atalanta-Lecce 1-2, risultato imprevisto e seconda vittoria contro Gasperini, che recrimina dopo il gol-lampo di Ceesay e l’inzuccata di Blin dopo tante occasioni non colte dai suoi. Falcone scrive un’altra storia da Oscar nel finale, sbagliando prima un facile stop sul gol di Hojlund e poi schiaffeggiando fuori dalla porta la bordata di Muriel. Lecce 13° a 27 punti, sopra Fiorentina, Salernitana e Sassuolo, a +10 dal Verona terzultimo. Baroni e Corvino predicano giustamente calma, mentre i tifosi si riscaldano nel freddo e lungo inverno immaginando una salvezza tranquilla. Non sarà così.

L’autorete di Gallo col Napoli

Dalla 24° alla 29° sei sconfitte consecutive in cui la compattezza difensiva e i massimo due gol presi a partita non bastano ad arraffare punti. Restano solo le buone prestazioni, Baroni, con coerenza e sicurezza, si focalizza sull’operato in campo dei suoi ragazzi cercando di scacciare via brutti pensieri. Thorsvedt fa gioire il Sassuolo, a San Siro con l’Inter Mkhitaryan e Lautaro aprono due volte la scatola difensiva e, in casa col Torino, altro primo tempo choc: 0-2 Singo-Sanabria in 3′ dal 20′ al 23′. Il Lecce, di nuovo, non tira più. Ceesay e Colombo faticano e sulle fasce Strefezza e Di Francesco non ispirano più come prima. Al centrocampo difficile chiedere inserimenti. La negatività continua nella doppia trasferta toscana. L’autorete di Gallo consegna tre punti alla Fiorentina che non fatica molto e ad Empoli un pareggio scritto diventa 1-0 a seguito della disattenzione che causa il rigore vincente di Caputo. Con questo fardello si arriva alla settimana di Pasqua: al Via del Mare arriva il Napoli già virtualmente campione. Le sfide proibitive esaltano il Lecce. Avvio arrembante e squadra sul pezzo nonostante lo 0-1 di Di Lorenzo. Nella ripresa, i salentini producono e ritornano al tanto agognato gol (mancava da Atalanta-Lecce) con Di Francesco. Altri punti contro le big e pace? Gallo, con la complicità di Falcone, fa ancora autogol e il Napoli vola via.

Remi Oudin

Il pubblico rumoreggia, il gioco del Lecce di certo non entusiasma e il cammino di certo non esaltante delle concorrenti permette un certo respiro. Tatticamente, alla squadra manca creatività nel cuore del campo. Gli attaccanti, al centro e sul lato, sono troppo soli e il centrocampo non riesce a dare rifinitura. Da qui nasce lo spostamento di Oudin, altro profilo da rilanciare dopo le eccessive critiche subite a Bordeaux. Baroni sposta l’ala destra nel terzetto di mediana per sfruttarne piede educato e creatività. La metamorfosi è resa esecutiva in Lecce-Sampdoria, altra gara da vincere assolutamente contro una squadra nei guai. 30 tiri (record) non bastano alla slot machine Lecce per fare uscire la monetina coi tre punti. Ceesay torna al gol nel primo tempo, ma Jesé fa 1-1. La Curva Nord contesta, ma Baroni resta tutto d’un pezzo. Leitmotiv di partita enigmatico in casa Milan. Banda colpisce il palo a pochi passi da Maignan e la stella di Leao trascina i rossoneri sullo 0-2.

Strefezza esulta portando il dito all’orecchio dopo il rigore all’Udinese

Lecce-Udinese 1-0 del 28 aprile è la boccata d’aria prima di rimettere la testa sott’acqua nel finale. Il Lecce è come quello studente bravo nella teoria, perspicace durante le lezioni, meticoloso nello studio a casa con tanto di doposcuola, ma, per gioventù, inesperienza e paura, ora un po’ timido nelle interrogazioni dopo i buoni voti del primo quadrimestre. Con l’Udinese il copione è il solito. Dietro si lavora bene ma sulla trequarti latita lo spunto vincente. Gendrey guadagna il fondo al 61′ e Udogie lo atterra. Rigore. Strefezza mette in rete un pallone pesante quanto un macigno e il Lecce, alla giornata 32, è a +4 da Spezia ed Hellas Verona con la possibilità di giocarsi in casa gli scontri diretti con liguri e veronesi.

Istantanea di Juventus-Lecce

Maggio si apre con l’infrasettimanale in casa Juventus. Forte dei tre punti della partita precedente, il Lecce gioca più sciolto e si pone alla pari contro la Vecchia Signora. Ceesay pareggia dal dischetto la punizione di Paredes, ma il tiro terrificante di Vlahovic fa 2-1 prima della pausa. Nella ripresa, la Juve fallisce il colpo del ko e ancora Ceesay sfiora il pari. Peccato. La regola dei giallorossi belli con le grandi e in difficoltà negli scontri diretti ha la sua copertina in Lecce-Verona 0-1 (34°). Le (poche) idee degli scaligeri imballano il team Baroni a suon di palloni sparati verso Djuric. Il Via del Mare, in silenzio senza gli ultrà, si riempie a gara in corso ma lo spettacolo è il gol da fuori di Ngonge. Altro match-ball sfumato.

Gioia dopo il gol dell’1-2 in Lazio-Lecce

Si va a Roma a quattro gare dalla fine, nel bel mezzo di tabelle e calcoli già da tempo su pagine di carta e stampata e finestre web. L’insegnamento della Serie A 22/23, oltre alle squadre (diremmo quasi) mai rinunciatarie anche a obiettivo raggiunto, è l’imprevedibilità dei risultati. All’Olimpico, brilla finalmente Oudin e il Lecce passa da 1-0 a 1-2. Baroni tira giustamente i remi in barca nel finale e, dopo il palo di Pedro, Milinkovic-Savic fa 2-2. Sarri e Baroni sono contenti alla fine, resta il rimpianto di non aver sbancato il campo della Lazio ma, due giorni dopo, Spezia-Milan 2-0 fa storcere il naso. Mai guardare i risultati degli altri e pensare al proprio cammino. E’ il terzo comandamento di Baroni e della Serie A 2022/2023.

Il gruppo unito prima di Lecce-Spezia

Si arriva così a Lecce-Spezia, dentro o fuori che le due squadre giocano avendo già appreso la sconfitta del Verona a Bergamo. La regola del Lecce 22/23 non sbaglia mai. 0-0 al 90′ e razionale positività per un traguardo sempre lì all’orizzonte che si mischia alla delusione per non aver chiuso il discorso con una vittoria tra le mura amiche. A bocce ferme, con lo Spezia retrocesso dopo lo spareggio col Verona, assume un significato importantissimo il salvataggio di Askildsen su Ekdal. I più attenti ci rimprovereranno la sua mancata nomina nell’elencazione degli acquisti estivi. Non è una dimenticanza, è la ricerca di dare un giusto tributo anche a chi finirà nel dimenticatoio sportivo dopo il rientro alla Sampdoria. Senza il salvataggio del norvegese, mai largamente sopra la sufficienza quest’anno, il finale sarebbe potuto essere ben diverso. Un applauso anche a te Kristoffer.

Falcone esulta dopo il rigore parato a Gytkjaer

A 180′ dalla fine, la tensione sale e Baroni ritorna alla fase 1 per Monza-Lecce. I brianzoli non sono più la bella inconcludente dell’andata e sognano l’Europa nel giorno del ringraziamento al proprio pubblico. Blin, motore del centrocampo al posto di Hjulmand infortunato con cuore da leccese in accento francese, serra le fila con la difesa. Il Monza non trova nessun varco non tirando in porta. Di certo, non va meglio al Lecce, con Ceesay che si sfianca a correre da solo a quaranta metri dalla porta.

Ciò che succede tra il minuto 84 e il minuto 101 è antologia. Iliade applicata al calcio. Come gli Achei sconfissero Troia grazie all’epico cavallo dopo sangue, scudi e frecce, il Lecce della passione, dei conti in ordine e delle idee batte il Monza dei milioni. Falcone intercetta con il polso un pallone che sembra una freccia dritta al cuore del Lecce e, nel momento più importante, para il primo rigore da portiere del Lecce. La squadra regge e Baroni opta per l’azzardo mandando in campo Colombo invece di Helgason.

I tifosi del Lecce a Monza

In campo ci sono tutti e il settore giallorosso è gremito. Serve tenere il punteggio per poi giocarsi tutto a Lecce col Bologna. Mancano una manciata di secondi e Colombo va in pressione aggredendo un pallone morente sulla linea di fondo. Calcio d’angolo. Maleh, altro elemento sottotono, dà il suo contributo alla vittoria e lotta con Gytkjaer che colpisce di braccio. Fischio, var, rigore. Battito che sale nell’attesa della decisione di Doveri e sfiora la tachicardia mentre Colombo calcia centralmente. Gol. Lecce salvo. Doveva andare così.

I supporter giallorossi esplodono di gioia, Baroni s’accascia a terra quasi a liberarsi tutto quel peso accumulato per non far soffrire le pressioni ad una squadra tanto giovane quanto piena di potenziale e Colombo, da attaccante criticatissimo, diventa uomo della provvidenza tornando a segnare dopo sei mesi. A Lecce nasce una festa improvvisa: bambini, supporter e famiglie vestono giallorosso e sui balconi tornano a comparire bandiere e magliette giallorosse. Dopo 12 anni, il Lecce è ancora salvo in Serie A. Saverio Sticchi Damiani gongola mentre raggiunge il risultato più alto della sua presidenza e Corvino, da padre-padrone, si gode il successo in solitudine ma, ne siamo sicuri, con tanta passione e orgoglio mascherata da severità da nonno salentino che, di nascosto da tutti, sorride e magari versa una lacrima.

Marco Baroni in panchina col Bologna

Il campionato si chiude con Lecce-Bologna 2-3. Ferguson, lo scozzese che avrebbe potuto vestire giallorosso, annulla la bomba di Oudin dopo il vantaggio di Banda e la doppietta Arnatuovic-Zirkzee, e per la prima volta Baroni incassa tre reti in campionato. Fa niente. Il più è fatto. Le immagini finali sono memorabili. La standing ovation tributata a Umtiti all’uscita al 90′ chiude un cerchio nato sulla pista dell’Aeroporto Papola-Casale e chiude col lieto fine una favola sportiva. Il francese, non contento, saluta ancora i presenti allo stadio dopo lo spettacolo di luci da brividi e piange da solo in panchina con gli spalti semivuoti. La notte del 4 giugno è un’altra notte d’amore dopo il 28 maggio e Piazza Libertini, dove si radunano gli ultrà, si colora del rosso dei fumogeni. Il Lecce vince anche grazie al calore del suo popolo, all’amore della sua Curva e alla sua capacità di trascinare. Le gioie, però, non finiscono.

La Primavera solleva al cielo il trofeo

Il desiderio di riportare la Primavera in alto è l’altra ambizione, forse ossessione, di Pantaleo Corvino. Dopo la salvezza dell’anno scorso all’ultima giornata, il dirigente allestisce una squadra multietnica e ben fornita in ogni reparto. Le chiavi vanno a Coppitelli, insegnante di calcio amatissimo dai giovani con successi a Roma e Torino. Anche qui, la prima forza è la difesa. Borbei incassa pochissime reti e il Lecce veleggia a metà classifica ai piedi della zona playoff. A cavallo della pausa, la metamorfosi. I ragazzi di Coppitelli parlano una sola lingua in campo, Burnete esplode al terzo anno salentino segnando raffiche di gol e il Lecce guarda tutti dall’alto. 17 risultati utili consecutivi, di cui 14 vittorie, fanno parlare tanto che dalla FIGC arriva la riforma sulle rose. Il multietnico Lecce, parafrasando i festeggiamenti della Curva A a Napoli, vince lo stesso lo scudetto “in” Italia. Dopo il primo posto nella regular season, Burnete e Corfitzen ribaltano il Sassuolo nella semifinale giocata in casa dei neroverdi. La finale di Reggio Emilia contro la Fiorentina, infine, è altra epica. Partita lunga, piena di errori e episodi convulsi, decisa al 121′. Quando tutti pensavano ai rigori, Hasic spinge di testa in rete la sponda di Hegland (per lui si potrebbe fare il paragone con Askildsen) e il Lecce è Campione d’Italia per la terza volta.

Una stagione indimenticabile. Perfetta nelle sue complicazioni. Grazie.

Redazione

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3 anni fa

Il.monento più bello è sempre lo stesso..Quando scende in campo la mia maglia a strisce verticali Giallorosse! 💛❤️

Ivo
3 anni fa

Grazie a tutti per averci fatto sognare 💛❤

Pier
3 anni fa
Reply to  Ivo

A questo ringraziamento mi accodo anche io. Grazie

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