Il centrocampista tunisino ha rappresentato il cambiamento tattico nello scacchiere del Lecce in occasione del Trofeo Carranza. Il suo apporto potrà essere la vera differenza rispetto alla squadra vista lo scorso anno
Nel 4-2-3-1, specialmente in fase di non possesso, scelto dai giallorossi durante la partita amichevole giocata a Cadice, l’ago della bilancia è stato Hamza Rafia. L’ex Pescara, al doppio salto C-A dopo sei mesi massicci agli ordini di Zdenek Zeman, è stato un motore su di giri nel centrocampo. Partito mezzala destra in altri test, Rafia ha giocato in appoggio a Strefezza avanzando il proprio raggio d’azione specialmente sul primo possesso avversario al fine di sfruttare forza fisica e visione di gioco.
APPROCCIO. Lo spostamento ha agevolato la costruzione degli spazi nelle tante azioni offensive centrate del Lecce contro la squadra spagnola. Giocando sottopunta, Rafia ha contribuito a far accentrare la difesa avversarie aprendo i varchi sulle fasce in cui si sono fiondati Banda e Almqvist. In più, palla al piede, pochissime scelte sbagliate. A vederlo gestire la palla ci si interroga sul perché un calciatore capace di leggere le situazioni di gioco e con una visione così sia finito a battagliare in Serie C.
RICERCA DI COSTANZA. Provando a cercare la pecca di Rafia in una prestazione da 7 in pagella, la si troverebbe nella necessità di essere sempre presente nel vivo del gioco. Per trasporre le indubbie qualità e incidere anche in A, Rafia deve mantenere costante l’asticella delle sue prestazioni nell’arco dei novanta minuti. Ad esempio, mentre sembrava un po’ fuori dalla gara, il tunisino ha dribblato due avversari con una giocata di suola per poi scagliare al centro. Giocate improvvise che, nell’ottica della ricerca del gol in spazi e tempi veloci, potranno fare le fortune del Lecce. Riprendendo le statistiche di Lecce-Cittadella 3-0, al netto della caratura dell’avversario, si denota il 92% di passaggi ok (36 su 33) e il 59% di duelli vinti, percentuale alta per un centrocampista sbilanciato verso la fase d’attacco.
PARAGONE. Rafia è stato un elemento fortemente voluto da Roberto D’Aversa. Nell’anno e mezzo di stop, D’Aversa, pescarese, ha seguito spesso le partite degli abruzzesi, ammirando la (prima descritta) ascesa di Rafia lo scorso anno. Anche se gli equilibri tecnici e mentali vanno verificati in campionato, il profilo tecnico e tattico di Rafia è esattamente ciò che mancava l’anno scorso alla mediana di Baroni: centrocampista a predisposizione offensiva bravo a dettare l’ultimo passaggio, problema dei lunghi giropalla visti spesso contro avversari chiusi, e con il vizio del gol.
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Ragazzo con un grandissimo potenziale, ci penserà l’allenatore e la Società a renderlo un pochino più concreto e ad amalgamarlo con la squadra…👍
Buon prospetto da rilanciare, era considerato un talento, sicuramente ha qualità, sta all allenatore e a lui darsi da fare
Gran bel giocatore
Alla fine del primo tempo ha fatto una cosa da top player, passando di spalle con un tocco della suola tra due che lo pressavano e andando verso la porta. Beh è divertente, mi ha ricordato il gol di Strefezza contro il Parma.
Buon elemento…un po’ innamorato del pallone , dovrebbe dialogare di più con i compagni, ma a questo ci penserà il mister
e’ il tipico funamboletto che ti può risolvere la situazione complicata, spero non paghi troppo lo scotto con la serie A
Ragazzi, questo è veramente un buon giocatore
Per adesso sa dibblatu assulu
Antonio
Salento
Fake in delirio. Brutta bestia l’invidia, vero?!
Bravo. Non si deve però intestaddire come fa Banda
Un profilo di spessore che fa divertire il tifoso ,salta l’uomo con le giocate e vede il gioco.Se c’è il trucco ancora nessuno lo ha visto ne capito neanche i tifosi più accaniti(sempre alla ricerca della pecca)💛❤️