Mancosu, il doppio salto storico e il divorzio turbolento. L’ex capitano torna a Lecce

Il grande ex di Lecce-Cagliari è il 35enne, alla prima gara da avversario dei giallorossi con la maglia della squadra della sua città

Una storia d’amore intensa, importante e ricordata dai più con affetto nonostante la brutta fine. Marco Mancosu ritorna al Via del Mare da calciatore del Cagliari al suo secondo anno in Serie A, dopo l’ottimo campionato 2019/2020, l’apice del suo quinquennio da tesserato della società di via Costadura. Con i rossoblu, dove il cagliaritano è cresciuto, Mancosu segnò in Serie A il 27 maggio 2007 ad Ascoli nel giorno dell’esordio nella massima serie a 19 anni.

Mancosu arriva a Lecce nell’estate del 2016, dalla Casertana, con la fama di centrocampista goleador, confermandosi già con 6 segnature nella prima stagione iniziata da Padalino e chiusa con la delusione dal dischetto di Alessandria. A Rizzo subentra Fabio Liverani e Mancosu, da mezzala, si sposta anche sulla trequarti a supporto degli attaccanti divenendo una delle garanzie del Lecce che, dopo sei anni, uscirà dall’inferno della Serie C. Con l’arrivo di Costa Ferreira e Tabanelli, Mancosu gioca mezzala nell’ideale terzetto con Arrigoni e Armellino e, in B, passa in pianta stabile tra le linee per equilibrare il 4-3-1-2.

Dopo i 7 gol e 5 assist in terza serie, il sardo raccoglie la fascia di capitano, eredità di Lepore, e diventa secondo cannoniere del Lecce dietro Andrea La Mantia da punto fisso tra le linee al primo vero campionato di B (7 presenze a Empoli nel 2009/2010). La cavalcata fino alla Serie A con il trofeo alzato al cielo dopo Lecce-Spezia 2-1 fa stropicciare gli occhi: il Lecce torna prorompente nell’Olimpo del calcio condotto da un ragazzo taciturno proveniente dalla Sardegna. In A, nell’anno del lockdown con annessi rimpianti per la mancata salvezza, giungerà la migliore stagione della carriera di Marco Mancosu.

Il Lecce subisce tante, troppe, reti, ma crea gioco e attacca con tanti uomini riempiendo l’area. Senza un realizzatore dalla tecnica pura, l’”affollamento” genera dei calci di rigore, e per batterli serve un rigorista infallibile. Lo diverrà Mancosu, per 9 volte a segno nella massima serie su 14 reti che varranno l’undicesimo posto nella classifica goleador insieme a Lautaro Martinez e Berardi. I tiri dal dischetto, battuti con il saltello per ingannare il portiere e mettere dentro nell’angolo sguarnito, da delizia diventeranno croce di Mancosu. Nel decisivo Genoa-Lecce 2-1 nel silenzio di Marassi, Marco non inquadra la porta prima del pareggio fortuito su un tiro-cross. Deciderà il rimpallo sul tiro di Jagiello. Nell’ultimo atto (Lecce-Parma 3-4), Mancosu quasi saluta il Via del Mare camminando da solo nel deserto di un rettangolo verde assai silenzioso dopo la retrocessione.

Nel 2020/2021, sul campo, non saranno da ricordare le cifre realizzative. L’arrivo di Pantaleo Corvino crea una frattura tra l’area tecnica e il gruppo dei calciatori rimasti dalla Serie A capeggiato da Mancosu. Un primo trasferimento al Cagliari sfuma nel finale del calciomercato dopo le avances del Monza nella pausa estiva più corta di sempre e, mentre il pallone comincia a rotolare agli ordini di Corini qualcosa scricchiola. Un post polemico seguito da una conferenza stampa dove si getta acqua sul fuoco apre una stagione difficile a livello di equilibri di squadra. Nell’ultimo atto del Mancosu giallorosso, la storia termina senza il lieto fine. Il sardo spara alto il rigore del vantaggio nella semifinale playoff con il Venezia e il Lecce guarda i lagunari volare verso la Serie A.

La stessa annata sportiva ospita però una partita ben più importante vinta da Mancosu, operatosi il 26 marzo, nel pieno di un campionato, e lo stralcio delle parole pubblicate in un iconico post raccontano l’essenza dell’uomo prima che del calciatore: “La vita può non essere sempre giusta perché non penso che né io né nessun altro a questo mondo meriti di avere un tumore ma penso anche che non debba mai mancare il coraggio, il coraggio di affrontare ogni tipo di avversità che la vita ci mette davanti, il coraggio di prendersi responsabilità, il coraggio di mostrarsi deboli ed essere più forti di quanto si creda. Questo per me significa essere UOMO e sinceramente, credetemi, di tutti gli errori che faccio, di un rigore alto o di un errore davanti al portiere, di queste cose non me ne frega un cazzo perché sono cose che succedono solo a chi si prende la responsabilità di fare, di avere coraggio, di provare, di sbagliare e riprovare ancora”. Tanta solidarietà da parte di compagni, avversari e tifosi.

Il rapporto con il Lecce si chiude nel peggiore dei modi. Mancosu, dopo la trasferta in amichevole a Heerenveen, chiede alla società di essere ceduto. Ad agosto del 2021, il Lecce e il procuratore Kael Grimaldi finiscono alle denunce dopo post provocatori, interviste prima rilasciate e poi cancellate e fisiologiche conseguenze e reazioni. Elegante e tra amore e delusione quella del presidente Saverio Sticchi Damiani. Seppur poco gradevole (eufemismo) per i sostenitori giallorossi, il finale non ha cancellato le pagine di storia scritte sul campo da Marco Mancosu, il simbolo della prima rinascita dalle ceneri. Mentre Marco Baroni ricostruisce il Lecce, Mancosu si trasferisce alla SPAL per un anno, dove tornerà anche da ex al Via del Mare per la prima volta nella gara vinta 1-0 con gol di Helgason, uno dei passi decisivi verso la promozione di due anni fa. Applausi sporadici nel riscaldamento e poi il saluto sotto la Curva Nord di spontanea iniziativa prima di 90′ senza incidere.

L’anno scorso, il sogno di Marco Mancosu è diventato realtà. Dopo la retrocessione del Cagliari in Serie B, il ritrovo con Fabio Liverani per ricomporre la coppia che ha fatto grande il Lecce. Il “nuovo esordio” nel suo stadio è di quelli da incorniciare: titolarità dietro le punte con il Cittadella ed esultanza sotto gli Sconvolts ad avviare una rimonta nei minuti finali. Il ribaltone è un segno del destino. Ranieri prende le redini del Cagliari dopo il novembre nero di Liverani e termina quinto a sessanta punti. Nei playoff, la finale col Bari è storia: assist a Lapadula nell’1-1 dell’andata e contributo finale nell’assalto chiuso dal gol di Pavoletti che ha gelato il San Nicola. Ad oggi, l’impiego nel campionato corrente è col contagocce (una sola titolarità e 154′ totali), ma il ritorno al Via del Mare sarà per sempre come un derby del cuore per Marco, diviso e voluto bene tra due terre, la Sardegna natìa e il Salento che per anni lo ha adottato, con buona pace dell’ultimo anno.

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2 anni fa

Neanche convocato

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2 anni fa

Ottimo ricordo di Marco Mancosu 🟡🔴. Il resto è fuffa

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2 anni fa

Mancosu chi? quello che con i suoi rigori sbagliati prima ci condannò (Genoa) a una retrocessione e poi (Venezia spareggio) a una mancata promozione…bene sia andato via!

Nicola
Nicola
2 anni fa

Scappato di notte…che VERGOGNA…

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2 anni fa

MANCOSU DEVI ANCORA DELLE SCUSE, TIE E DHRU MNERDA DE GRIMALDI

Amore Lecce
Amore Lecce
2 anni fa

👏👏👏👏👏👏👏

Tommaso riccio
Tommaso riccio
2 anni fa

Mancosu sempre in noi❤️❤️

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2 anni fa

nelle ultime 5 partite il Lecce ha realizzato un punto in più rispetto al Cagliari…

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2 anni fa

Rispetto e affetto per lui,che ha lottato senza risparmiarsi,e ha onorato la maglia giallorossa.MERITA SOLO STIMA

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2 anni fa

Prevedo gemellaggio tra le due tifoserie.

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2 anni fa

Forza Cagliari forza Lecce comunque vada sarà sempre festa buon anno amici nostri

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