Dopo aver assistito dalla panchina al match d’andata, stavolta Marco Mancosu sarà spettatore direttamente dalla tribuna della sfida tra il suo presente ed il suo passato. L’esperto trequartista sardo non sarà infatti a disposizione di Claudio Ranieri per Cagliari-Lecce, appuntamento che lo registra come assente al pari della stragrande maggioranza delle giornate precedenti. Quella che si avvia alla conclusione è stata infatti per lui una stagione caratterizzata in maniera netta dagli infortuni.
Dopo trentaquattro turni il classe 1988 ha sommato appena 5 gettoni per un totale di 154 minuti. Certamente non la quantità che si augurava quando, nemmeno un anno fa, festeggiava al San Nicola di Bari l’emozionante promozione della squadra della sua città, l’unica nella quale per sua stessa ammissione avrebbe voluto possibilmente (e non è andata immediatamente così) giocare se il desiderio di chiudere la carriera nel Salento non si fosse materializzato. E invece la sua seconda stagione dal ritorno in patria non è andata come sperato sul piano personale.
L’inizio è stato in salita, caratterizzato da un’operazione al ginocchio avvenuta l’1 agosto che lo ha reso convocabile la prima volta alla quarta giornata ed utilizzato solo alla nona nel pari di Salerno. Vincente ma non indimenticabile per la successiva gara, quella che lo ha visto registrare il minutaggio maggiore: con il Frosinone un rigore sbagliato ed il campo lasciato al minuto 63, sul punteggio di 0-3 per i ciociari poi clamorosamente ribaltato dai suoi. Ancora titolare ed ancora sostituito con il Genoa nel turno seguente prima del nuovo calvario fatto di panchine, un paio di spezzoni finali e l’ennesima operazione al ginocchio del gennaio scorso che lo tiene ancora fuori uso. E che, molto probabilmente, porterà alla parola fine la sua avventura nel massimo campionato italiano (il contratto con i rossoblù scade il prossimo giugno).
Lontani, insomma, i fasti salentini, quando era trascinatore tecnico e in termini di leadership di una squadra capace di trovare la doppia promozione e sfiorare una clamorosa salvezza in A nel 2019/20 quando proprio il sardo a suon di gol fece sognare il popolo salentino. Meno entusiasmante, anche a causa della solitudine sugli spalti dettata dal Covid, la stagione successiva, iniziata con qualche mal di pancia e culminata con la rottura con l’area tecnica giallorossa. Elementi che comunque certo non possono scalfire la gratitudine del popolo salentino nei confronti dell’ex capitano.
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