ALBANIA. “E’ una squadra che non può non tenere conto della storia del suo paese. In Albania ci sono quasi tre milioni di persone, ma molti di più sono gli albanesi in giro per il mondo, emigrati dopo la diaspora: circa nove milioni. Nella maggior parte dei casi i giocatori li andiamo a cercare. Per farlo, abbiamo costruito un sempre più raffinato sistema di scouting”.
INDIVIDUARE TALENTI. “Viaggiamo tanto, ma altrettanto lavoriamo col video. Nella nostra lista A ci sono giocatori di 29 leghe differenti e questo vuol dire che, in ogni caso, dobbiamo tener conto dei contesti da cui arrivano, in molti casi diversissimi. Abbiamo creato un database di circa 800 giocatori potenzialmente convocabili”.
ITALIA. “Inevitabilmente. Per la vicinanza dei due paesi, per la storia, per l’importanza del campionato che porta i giocatori a crescere esponenzialmente. Guardate Djimsiti, grazie all’Atalanta è diventato un centrale fortissimo. Ma ne abbiamo diversi, compreso Ramadani che è approdato a Lecce dopo aver fatto un bel tour dell’Europa”.
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