Lo si era capito già al momento del suo acquisto, complice la cifra, non estremamente elevata ma certo non irrisoria (3 milioni di euro), che il Lecce aveva speso per portarlo nel Salento. Poi ci ha pensato Pantaleo Corvino a fugare ogni dubbio in sede di conferenza stampa, lasciando chiaramente intendere che Kialonda Gaspar sarà l’erede di Marin Pongracic. Non possiamo averne certezza sulle prestazioni, certo sull’importanza nell’undici di Gotti: l’angolano è il titolarissimo al centro della difesa in tandem con Baschirotto.
E sembra non vedere l’ora di lasciare il segno, vista la grande grinta e la grande concentrazione che ci ha messo in queste settimane, tra allenamenti e primi test. Lo abbiamo visto in versione stellare con il Werder Brema, quando a brillare fu comunque tutto il Lecce. Molto bene anche con il Galatasaray (con lui in campo zero gol subiti ed uno fatto, il suo) e Nizza, contro le quali si è concesso mezzo errorino e tanti ottimi interventi. Soprattutto una grande confidenza con sé stesso, la sua condizione e la squadra, aspetti fondamentali per chi deve farsi trovare subito pronto.
Già fortemente apprezzato dai pochi salentini presenti sugli spalti austriaci, il feeling si è ripetuto chiaramente domenica scorsa con il Nizza. Gaspar è stato nettamente il più applaudito tra i giocatori che hanno lasciato il campo a gara in corso, rispondendo con la giusta emozione all’abbraccio metaforico del pur semi deserto Via del Mare. Il viatico per una stagione da protagonista c’è tutto. Ora toccherà a lui concretizzarlo.
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Certo passare dall’eleganza e maestria di Pongracic alla rudezza di Gaspar ( un secondo Baschirotto) ci vuole tanto coraggio in serie A