“Nello spogliatoio ho visto volti bui, tristi. Dobbiamo rialzarci”. Queste parole di Wladimiro Falcone descrivono il morale del Lecce dopo la brutta sconfitta di Udine, arrivata dopo una partita dove dopo aver rischiato di subire il gol dello svantaggio è mancata la reazione da convertire in palle-gol offensive. L‘errore di Ramadani con conseguente rete su punizione di Zemura, più che sul piano tecnico, in cui non sono mancati degli spunti di positività sul piano della tenuta difensiva, mette a nudo dei limiti mentali che la squadra ha dimostrato in quest’avvio di campionato.
Sul campo, soprattutto quando si tratta di attaccare, al Lecce serve l’uomo capace di prendersi delle responsabilità in più, su cui affidarsi nel momenti difficili e, soprattutto, con il temperamento giusto per rischiare la giocata e guidare i compagni anche durante l’inerzia negativa. Ci ha provato Dorgu, ma non si può pensare di basare tutte le idee offensive sugli strappi del diamante grezzo talvolta costretto a sacrificarsi sulla linea a quattro di difesa. Rebic, più contro il Milan che in altre occasioni, ha palesato tale stoffa, ma per assistere Krstovic e conseguentemente migliorare il tasso di conversione in gol dei suoi numerosi tiri, al Lecce serve appunto responsabilità e brillantezza, a partire dal centro della trequarti.
In quella posizione, si sono alternati in tanti: Rafia, Oudin, Berisha, Marchwinski (per pochissimo) e in ultimo Coulibaly. La prestazione dell’albanese è stata ottima contro il Torino, bloccato nella costruzione, ma il problema del gol (peggior attacco delle top5 leghe europee) va assolutamente risolto. Gotti spera in un ritorno di Banda. L’imprevedibilità dello zambiano sarà sì un’arma, ma solo se nelle incursioni palla al piede seguita da scelte migliori in fase di rifinitura. Per non parlare, poi, della necessità di un’alternativa al montenegrino. Quante chance avrà ancora la sperimentazione di Pierotti punta? Per sintetizzare, va bene una certa integrità difensiva, ma per salvarsi serve concentrazione, unità e, particolare non da trascurare nel gioco del calcio, il gol.
Il calcio moderno, purtroppo o per fortuna in base al pensiero di voi lettori, ha le sue dinamiche e i suoi codici comunicativi, ormai diversi anche rispetto a dieci anni fa. Reazioni spropositate a sostituzioni, dichiarazioni di saluti ad inizio campionato forse ormai fanno parte della quotidianità anche in altri lidi, ma certamente non sono cose che fanno gioire anche il più razionale ed equilibrato dei tifosi, per essere molto cauti. Inutile nascondersi dietro la retorica o chiedere paragoni con dinamiche di altri tempi, e altrettanto inutile creare allarmismi. E’ giusto però evidenziare la prima contestazione scoppiata dopo Udinese-Lecce 1-0. Per poter ambire di lottare per la permanenza in A il Lecce deve essere un blocco granitico. Anche alle qualità tecniche, forse, si potrebbe pensare dopo. Compattare questo blocco spetta a molti.
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