MODELLO. “Lo conosco dal 1995. Lui era il direttore sportivo del Casarano ed io un calciatore del Lecce. Mi volle nella sua formazione e, da quel momento, tra noi c’ĆØ sempre stato un rapporto di stima ed affetto. Mi ha trasmesso il fascino della professione e, quando ho deciso di appendere le scarpette al chiodo, ho intrapreso questa strada guardando a lui come un modello”.
INSIEME. Da alcuni anni sono al Lecce, dove mi ha voluto con sĆ© e per me ĆØ un onore. Siamo una squadra. Faccio fatica a parlarne perchĆ© si potrebbe pensare che sono di parte, ma non ho alcun dubbio circa il fatto che sia il numero 1 nel suo campo. E’ geniale, perfezionista, non si accontenta mai. Cura ogni minimo dettagli di tutti gli aspetti dei quali si occupa. Pretende costantemente il massimo, innanzitutto da sĆ© stesso e poi dagli altri”.
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