Il Lecce ha il peggior attacco della Serie A. E anche contro il Genoa ha giocato tutt’altro che male, senza però riuscire a vincere.
“Il problema, ancora una volta, riguarda l’attacco. O, per meglio dire, la fase offensiva. Sì, perché se il Lecce arriva al giro di boa del girone d’andata con il non invidiabile primato di essere il peggior attacco dell’intera Serie A (appena 11 reti realizzate), questo vorrà pur dire qualcosa. A mancare non è certo l’impegno: il 63% di possesso palla e gli undici tiri effettuati sono lì a certificarlo. La questione riguarda semmai la qualità complessiva. Se il campo fosse lungo settanta metri, il Lecce avrebbe molti più punti in classifica. Purtroppo invece le partite si decidono nei successivi trenta metri. E là il Lecce fa una fatica terribile. Non è solo un problema di finalizzazione quindi, ma anche di rifinitura, cioè di creare le premesse perché poi si possa andare alla conclusione verso la porta avversaria”. Così Michele Tossani sul Nuovo Quotidiano di Puglia.
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Il problema è che siamo scarsi. Fine dell’articolo.
Il problema è avere la grinta e la voglia di vincere, iniziando dall’allenatore (forse non ci si rende conto che siamo terzultimi), non si può sempre sperare di avere la fortuna come a Venezia.
Avere il 63% di possesso palla di cui la metà erano passaggi tra centrocampo, difensori e portiere, purtroppo non potrà mai incidere per vincere una partita giocata in casa in uno scontro diretto con una concorrente per la salvezza
A mio parere, il problema che espone quest’articolo, è che ormai da anni a questa squadra manca un centrocampista regista e rifinitore, uno che faccia salire la squadra e detti i tempi di gioco, un fantasista, per capirci una alla Nicolas Viola del Cagliari, di piede sx visto che abbiamo tanti destri. Si è voluto insistere per tanto tempo con Oudin ma ormai è lampante la scarsità di questo giocatore…