Coppitelli racconta Dorgu: “Gli succedono cose da predestinato. Bravo il Lecce a tenerlo in Primavera…”

L'ex allenatore del Lecce Primavera, ora all'Osijek, ha parlato di Dorgu a calciomercato.com

coppitelli

Federico Coppitelli è stato il primo allenatore di Dorgu nel Lecce. Già dai primi allenamenti, il tecnico romano ha compreso le grandi qualità del danese: “Ero sicuro facesse un percorso speciale. Tra le sue caratteristiche c’è quella di sentirsi sempre a suo agio ogni volta che fa uno step successivo nella sua carriera, quindi direi bene. Inoltre ha una grande fisicità”.

Coppitelli racconta la conoscenza con Dorgu, rivelando poi i retroscena della sua scelta: “La prima volta che l’ho visto in ritiro in Calabria, al primo allenamento, dissi subito che era un giocatore diverso dagli altri. Avevo fatto un paragone con Singo che avevo allenato a Torino, dicendo che erano due giocatori simili. La scoperta? E’ stato bravo il capo degli osservatori Fabio Piluso che l’ha pescato in una partita della Danimarca Under 18: in quella gara era l’unico giocatore senza contratto che poteva essere tesserato facilmente, in tribuna c’erano gli scout di tante squadra importanti ma nessuno tranne il nostro aveva intuito delle potenzialità così importanti. Forse perché per il ruolo che fa non è un giocatore che ruba particolarmente l’occhio, ma a maggior ragione è stato bravo il Lecce a crederci“.

Il carattere schivo di Dorgu è svelato dal trainer con un aneddoto legato alla vittoria del campionato Primavera, quando il Lecce conquistò il terzo scudetto a Reggio Emilia superando la Fiorentina. Coppitelli rivela: Vi racconto questa: durante i festeggiamenti erano tutti in estasi per la vittoria del campionato, lui non dico che non fosse felice ma ha reagito in modo molto più pacato rispetto ai compagni. Mi è rimasto impresso un gol contro il Cesena: è partito da centrocampo dribblando tutti gli avversari”.

La maturazione è stata necessaria per rendere Dorgu oggi un calciatore del Manchester United. Racconta Coppitelli: “La bravura dei dirigenti del Lecce è stata quella di non fargli fare la spola: nell’anno in cui abbiamo vinto lo scudetto è sempre stato in Primavera, con la prima squadra non ha fatto neanche un allenamento. Poi, l’anno dopo, Corvino l’ha ritenuto pronto e l’ha fatto salire tra i grandi in modo definitivo”. 

Con Gotti e Giampaolo, Dorgu si è distinto per duttilità: “In campo è un giocatore che interpreta tanti ruoli con facilità e ha un’ottima comprensione del gioco, come ragazzo mi colpisce la sua tranquillità e la naturalezza con la quale sale di livello. E poi gli succedono quelle cose che capitano solo ai predestinati: gol al debutto con la Danimarca, all’esordio con il Lecce si ritrova davanti Felipe Anderson e fa benissimo. In cosa è cresciuto rispetto a quando lo avevo io? Sicuramente nella capacità di interpretare le situazioni grazie anche all’esperienza che sta facendo ad alti livelli; e oggi è anche un giocatore pericoloso in zona gol. Un suo ruolo ideale oggi? Oggi è difficile scegliere una sola posizione per lui. Se me l’avessi chiesto l’anno scorso avrei detto terzino sinistro, ora sta facendo molto bene da esterno alto: con le sue qualità è in grado di interpretare una stessa posizione in modo diverso“.

 

Redazione

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1 Commento
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Gennaro
1 anno fa

Dorgu è una mezzala o un’ala sinistra. Con Gallo terzino sinistro hanno fatto sfracelli! Come terzino ce ne sono tanti più forti di lui: ad es. Antonino Gallo; allora anche lui andrebbe venduto a 37,5 milini di euro?

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