“In A, il Lecce ha dovuto sempre soffrire. Quindi non si tratta di una novità. I tifosi lo sanno. Il mio auspicio è che alla fine del campionato, si possa fare festa per una permanenza che sarebbe storica. Per riuscirci, però, negli ultimi sei match, servirà maggiore furore agonistico. Quello stesso che mi sembra animi il centravanti Krstovic che, non a caso, è il vero uomo simbolo dell’organico. In un collettivo occorrono dei leader tecnici, ma anche dei leader caratteriali, che sono quelli che suonano la carica, che trascinano i compagni, che vanno dall’avversario a muso duro quando si tratta di difendere gli altri”.
Parola di Stefano Di Chiara. Ex calciatore giallorosso (con il fratello minore Alberto), dice la sua sul momento dei giallorossi.
“Probabilmente sono legato ad un calcio che non c’è più, ma il mio prototipo di allenatore resta Fascetti oppure Mazzone. Non mi riferisco agli aspetti tattici, che si evolvono. Penso a come erano bravi a caricare ciascun singolo giocatore. Lo facevano durante la settimana, nello spogliatoio, durante ogni incontro. Al Lecce attuale servirebbe una dose di cattiveria agonistica trasmessa anche dalla panchina”.
Intervista di Antonio Calò su La Gazzetta del Mezzogiorno.
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PICCHIA STEFANO PICCHIA STEFANO
A ragione Di Chiara serve cattiveria invece I nostri calciatori sono delle signorine
Anche dagli spalti; anche da casa.
C’è poca qualità e manca determinazione in tanti frangenti della gara;poi si aggiungono gli obbrobi arbitrali ed il quadro è completo