In una partita difficile da giocare per il contesto ambientale, la prima dopo la prematura scomparsa di Graziano Fiorita, il Lecce non riesce a dare continuitĆ al pareggio contro l’Atalanta. Il Napoli vola verso lo scudetto in una partita dove nel secondo tempo Conte ha cercato di amministrare il risultato badando a chiudere i varchi al Lecce, a sua volta incapace di creare nitide palle-gol.
L’andamento a due facce della partita ha equilibrato il possesso palla: 45% a 55% alla fine, con 71,6% a 28,4% per il Napoli nei primi 15′ e 56% a 44% nell’ultimo quarto d’ora per il Lecce. Il computo dei tiri (xG 0.58 Napoli 0.31 Lecce) si chiude in una sommaria paritĆ . 9-8 il totale, 1-2 in porta, 3-6 da area con un legno per i giallorossi (la traversa di Gaspar), 6-3 fuori e 2-3 respinti. Il lungo giropalla del Lecce, soprattutto nella ripresa, ha prodotto più passaggi chiave (6-4, 2 per Morente). Pochi cross utili: 5/21 Lecce, 1/8 Napoli. Non tanto distacco nella pulizia dei passaggi: 440-331 il dato totale a favore dei partenopei (89% a 86% la percentuale). Il leitmotiv della ripresa dice che il Lecce ha fatto più passaggi nell’ultimo terzo (88-63: Gallo, Pierret, Coulibaly, Spinazzola e Berisha a 9) e in avanti riusciti (200-181).
L’uomo del match Raspadori ha convertito in gol l’unica nitidissima occasione del match, capitalizzando 1 dei 4 tiri personali. La difesa azzurra ha limitato Krstovic (solo 1 tiro, Coulibaly 2). I 2 dribbling di Karlsson non hanno generato palle-gol mentre Kaba e Pierotti, primo anche per recuperi, sono stati i calciatori del Lecce più precisi palla al piede.
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Secondo tempo, il nostro, caratterizzato da voglia ed impegno.
Purtroppo, la nostra fase offensiva ĆØ pessima.
A Verona, con i padroni di casa giĆ salvi, ci giochiamo il 50% delle nostre chance di salvezza.