Sia stato parte dei 12350 presenti sulle tribune del Via del Mare in quel pomeriggio del 16 giugno 2013 oppure no, ogni tifoso del Lecce ha un brivido di dolore nel ripensare a quel tristemente famoso Lecce-Carpi. Uno dei giorni più tristi della storia giallorossa, per quanto accaduto sul campo e fuori. Ma che oggi viene ricordato quasi con affetto, perché è proprio il suo apparire così lontano che rende chiaro il cammino verticale compiuto.
Nella giornata di ieri è ricorso il dodicesimo anniversario di una delle delusioni più cocenti della storia del calcio leccese. La formazioni di Gustinetti, che con Lerda prima e Toma poi sperperò occasioni a ripetizione gettando al vento la vittoria di un campionato vincere il quale, dopo lo scotto della doppia retrocessione d’ufficio, era praticamente un obbligo, ultimo l’opera ai playoff, prima perdendo al Cabassi e poi dilapidando l’immediato vantaggio di Bogliacino con un match al Via del Mare in continuo calando. Fino al (nuovo) gol di Kabine, fino al triplice fischio che fece entrare il Carpi nella storia ed il Lecce in un baratro lungo sei anni.
E dopo il fischio finale fu furiosa la reazione della frangia calda del tifo giallorosso, che sfogò le sue frustrazioni per l’incomprensibile tracollo di Giacomazzi e compagni prima cercando di accedere agli spogliatoi e poi con una serie di scontri con le forze dell’ordine all’esterno dell’impianto. La delusione che si palpava quella domenica pomeriggio al Via del Mare era qualcosa che tanti giovani appassionati non avevano mai vissuto prima.
Era l’inizio di un baratro si diceva, senza il quale però, chi lo sa, probabilmente oggi il Lecce non starebbe preparando quella stagione che rappresenta il punto più alto della sua storia ultracentenaria. Chissà oggi i giallorossi dove si troverebbero se i Tesoro avessero ottenuto il pronto salto tra i cadetti, chissà se senza quelle sofferte stagioni di transizione, utili però a porre basi più solide dopo quasi un decennio di semi-improvvisazione a livello strutturale (ben prima dei Tesoro, a cui vanno riconosciuti i meriti di aver rilevato un club che avrebbe davvero rischiato di salutare il professionismo), il trionfale cammino recente sarebbe stato possibile.
Discorsi che lasciano il tempo che trovano e che pure talvolta è giusto divertirsi a fare. Perché cosa ci avrebbe riservato o cosa ci riserverà il futuro non possiamo saperlo. Una certezza però ce l’abbiamo: quanto sembra lontano quel Lecce-Carpi!
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Bisogna ricordarle ogni tanto ste cose a quei c*glioni che criticano sta società
Da ricordare a quei ciucci rincojioniti ..ca fanno sempre i Professori kibamuerti Dove eravate ??? Nelle difficolta ‘ serie
Secondo me, si era convinti che si faceva solo una stagione in serie c1, come all epoca di Semeraro….ma a quanto pare, poi…ci siamo sbagliati
How many blasphemies…
È stata una tra le delusioni più brutte, sembrava un campionato senza storia dove il lecce aveva preso le distanze da tutti, per poi perderlo ai playoff dopo aver perso tante occasioni per chiuderlo definitivamente, una finale che lasciò l’amaro in bocca per lunghi anni ma che oggi fortunatamente rimane solo un brutto ricordo!
Se avessimo vinto, forse l’anno dopo saremmo andati dritti in A. In quegli anni la B era poca cosa e tante squadre fecero il doppio salto. Carpi, Frosinone, Benevento…
Si certo, in A con i Tesoro? Fantascienza!
Ricordo il brutto finale di quella partita….
Mi sembra ieri…
Ricordatelo ogni tanto a tutti quelli che sputano 💩 a tutto spiano su questa meravigliosa società!
grazie a chi per spirito di servizio verso il SALENTO ci ha tirato fuori dalla lega pro mentre altri legittimamente sia chiaro ogni dei propri soldi li investe come vuole però hanno preferito non rischiare capitali rimanendo ferni