Obodo: “Di Francesco vuole giocare un bel calcio e ci mette tanta voglia. Quel 3-4? Non fu colpa sua”

Christian Obodo ha giocato con Eusebio Di Francesco nel Perugia 2003/2004 e poi l’ha ritrovato come allenatore a Lecce nella stagione 2011/2012

Queste le parole di Christian Obodo a Distinti Sud Est, programma in onda su Radio Orizzonti Activity: “Ringrazio sempre le persone che mi hanno dato la possibilità di star bene in Italia, Serse Cosmi è uno di questi perché mi ha dato la possibilità di esordire a Perugia a sedici anni e non è facile scegliere per una responsabilità così importante un ragazzo che arriva da fuori a quell’età lì. Poi è sempre importante avere sempre giocatori esperti come Di Francesco. Quando è arrivato mi ha fatto molto piacere e mi ha dato anche una grande mano di crescita. È sempre un piacere giocare con le persone che vogliono aiutare i giovani, come ha fatto Di Francesco quando è arrivato a Perugia”.

LECCE. “Lecce è una bella piazza, è nel mio cuore ed è difficile dimenticarla. All’inizio son stato bene. Dovunque sia andato, ho detto sempre che a Lecce si sta da Dio. L’ambiente, il pubblico, la città sono meravigliosi.
Eusebio era arrivato carico, ha voglia e gli piace giocare il bel calcio, ma purtroppo nel gioco c’è la sfortuna, uno perde e l’altro vince. Mi dispiace ancora per come è andata a Lecce quell’anno, ma Eusebio vuole giocare bel calcio e mette sempre grinta e voglia, ce l’aveva anche da calciatore. È un allenatore preparato e lavora sul campo.
Quell’anno eravamo tanti giocatori di palleggio. Riuscivamo anche a far divertire tanto. Purtroppo a volte si gioca bene, ma quando il risultato non viene diventa tutto più complicato e per questo è meglio a volte giocare bene e trovare il risultato. A Di Francesco piace giocare a calcio, divertire, giocare semplice con aggressività, grinta, voglia di voler arrivare prima sul pallone, poi ogni partita dura 90 minuti, chi arriva primo prende la merenda e il secondo purtroppo perde”.

RICORDI. “Lecce mi è piaciuta sin dal primo giorno in cui sono arrivato. Sono sempre innamorato di quella città. Abitavo nello stesso posto di Muriel e Cuadrado, io sull’attico, loro al primo piano. Avevamo il mercato vicino a casa nostra, ogni tanto andavamo a fare la spesa. Io sono stato a Perugia, Firenze, Udine, Torino, ma da nessuna parte mi è mai capitato di entrare nel mercato, voler comprare la verdura, la carne, il pesce e vedere che le persone volevano salutarci, pagare e offrirci tutto. I leccesi aprono la porta a chi viene da fuori per star bene tutti quanti. Poi è bello come i tifosi seguono la squadra, anche in allenamento, con affetto e amore. Ci sono sempre stati vicini fino alla fine, nel bene e nel male. Anche quando siamo retrocessi a Verona, loro erano lì e abbiamo pianto insieme. Posso dire solo belle cose di Lecce”.

LECCE-MILAN 3-4. “Ogni volta la gente ancora mi prende in giro. Finita la partita, ci siamo detti “Ma cosa abbiamo combinato?!”. Questa non è colpa dell’allenatore, è colpa di tutti, soprattutto dei giocatori perché siamo noi ad essere andati in campo. Perché io non posso immaginare no? Vinciamo contro una grande squadra con grandi campioni, vinciamo 3-0 dopo mezz’ora e a fine partita 3-4. Io non riesco a capirlo neanche adesso. Nelle partite importanti conta l’approccio. Se ti abbassi sembra che la partita è finita e invece non è finita e quindi devi stare dentro la partita per novanta minuti perché quando sbagli, anche poco, i campioni se ne approfittano e in quella partita hanno approfittato degli episodi in cui abbiamo sbagliato”.

L’intervista integrale qui https://www.spreaker.com/episode/con-christian-obodo-verso-l-inizio-dell-era-di-francesco–66599373

Redazione

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3 Commenti
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Toni
1 anno fa

Non è che lo sappiamo il 3-4 Milan. Lo confermiamo nella nostra immaginazione che fu imposto perché altro non si può definire una partita che stai vincendo 3-0 al primo tempo è poi al secondo tempo i giocatori del Lecce non giocavano più.

Luca
1 anno fa

Il link all’intervista non funziona

Commento da Facebook
1 anno fa

Quel 3-4 furono direttive dall’alto, lo sappiamo tutti

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