RUOLO NATURALE. “Era un ragazzo bravo dal punto di vista tecnico, abile in velocità e sapeva controllare bene la palla. Anche con me giocava esterno d’attacco, che è il suo ruolo naturale: gli piace partire dalla fascia e poi accentrarsi verso la porta. Non lo vedo tuttora in un ruolo diverso da quello”.
IL PERCORSO. “In generale sono stati anni positivi. Io allenavo ancora l’Universitatea Craiova, quindi diciamo che il Parma me lo portò via. All’inizio lo seguii abbastanza. Ha avuto un primo periodo di adattamento ma poi è riuscito a dire la sua. Ma su questo non avevo dubbi perché Mihaila è un cavallo di razza: la velocità è il suo vero punto di forza, rapidi come lui ce ne sono pochi. Ha risentito invece sotto la tenuta fisica con diversi infortuni che lo hanno penalizzato, vedi soprattutto quest’anno che ha saltato quasi tutti gli ultimi tre mesi. Sia lui che Man sono ottime ali, ma Man è stato più continuo. Senza dimenticare comunque che anche Valentin è stato uno dei protagonisti assoluti della promozione in A del Parma di un anno fa. Ma questi infortuni hanno inciso parecchio. Forse il suo percorso nella squadra emiliana è finito”.
IPOTESI LECCE. “Di Francesco punta molto sugli esterni, quindi certamente Valentin potrebbe esprimersi bene con lui. Credo inoltre che lo stesso Di Francesco si sia confrontato con Corvino. Inoltre, andare in una piazza calda e appassionata come Lecce potrebbe aiutare Valentin a rilanciarsi dopo quest’ultimo periodo sottotono”.
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