Pantaleo Corvino è stato protagonista di un animato di battito sulla radio dello sport sul calcio italiano e sulla tenuta dei settori giovanili. Il responsabile dell’area tecnica ha esordito facendo le sue considerazioni: “Ci rubano i calciatori fin dall’età di 12 anni, per questo il calcio italiano non può crescere! In Italia si critica tanto il modo di lavorare di noi direttori e responsabili tecnici, ma la realtà è molto più complessa. Vi posso assicurare che se nel nostro paese, a Lecce, a Verona a Reggio Emilia o dove volete, ci fossero calciatori forti, noi saremmo i primi a prenderli e a investirci tutte le nostre risorse. Il problema è che non ci sono. Non ci sono nel senso che quelli forti vengono presi dai grandi club sin dalla tenera età”.
Corvino continua approfondendo subito i casi che hanno portato lontano da Lecce i giovanissimi Okoumasson e Montinaro tornando poi sulle critiche piovute da Gravina e dal sistema calcio dopo lo scudetto Primavera del 2023: “A 12 anni, le norme attuali del nostro ordinamento sportivo e calcistico permettono a una società che fa gola di andare in Salento e portare via ragazzini che invece dovrebbero poter crescere serenamente da noi e magari fare poi lo step in grandi club soltanto a livello di prime squadre. È questo il motivo per cui il Lecce, due stagioni fa, ha vinto un campionato Primavera con 11 stranieri in campo. Ci vuole molta attenzione nella critica, perché è vero che le critiche fanno bene a noi per crescere, ma bisogna stare molto attenti a sapere ciò di cui si parla”.
Con Corvino ha dialogato l’ex attaccante e opinionista Francesco Graziani, che ha esposto il suo punto di vista raccomandando maggiore attenzione ai ragazzi italiani: “La mia non è una critica diretta al Lecce e e ai nostri direttori sportivi. È giusto che voi facciate il vostro mestiere nel modo migliore per quelle che sono le norme che a oggi vi impediscono di agire diversamente. Il mio è un discorso più ampio, per far sì che torniamo ad avere i grandi campioni in Italia, bisogna avere un occhio di riguardo in più verso i nostri ragazzi che, ti assicuro, ci sono”.
Il direttore tecnico del Lecce si è poi proiettato a quanto fatto nel suo secondo percorso giallorosso. Il club deve fare i conti con la tenuta corretta dei conti e con gli obiettivi di patrimonializzazione posti dalla dirigenza: “Se qui al Lecce avessi lavorato esclusivamente sui ragazzi del Salento, non avrei mai potuto consentire alla società di incassare decine di milioni da cessioni come quelle di Dorgu, Hjulmand, Pongracic, Gendrey e magari questa estate da Krstovic. In un mondo in cui vigono le regole della globalizzazione in tutti i settori, anche quello del calcio non può essere imbrigliato in una logica del “local” e del chilometro zero a tutti i costi, non può esistere”.
Graziani ha controbattuto portando un dato, che però lascia il tempo che trova: “Il discorso di Corvino è condivisibile ma resta il fatto che, almeno per me, avere il 68% di calciatori stranieri nel campionato di Serie A è un problema. Non si può pensare di tornare grandi con queste cifre”
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Io ascolto spesso Radio Sportiva e Graziani non ha mai speso buone parole per il Lecce, in realtà gli bruciano ancora le due retrocessioni del suo Torino per merito nostro
E tu continua a comprare al Carrefour
Con Plusvalenze
Metti qualche decina di milioni e andiamo a comprare dove fanno spesa gli altri! Tappatevi la bocca! Ci vuole realismo, non siamo dentro FantaManager!
E soprattutto, porta rispetto per il lavoro delle persone che ti consentono di leggere del mercato che fa il Lecce in serie A.
Se non avessero fatto un eccellente lavoro adesso eri in serie C!
Ane alla chiazza cuperta cu bindi cozze piccinne
Caro Corvino, il vero problema è che ad oggi società come Roma, Juve, Milan, Inter, hanno strutture societarie, organizzative e tecnici per il settore giovanile che il Lecce non ha: sicchè, non si possono criminalizzare i genitori di un ragazzo di 15 anni o i ragazzi stessi che, allettati dalle attenzioni di dette società, scelgono di far crescere i loro figli lontano da lecce …. non mi risulta che la nostra società attenzioni i ragazzi piu interessanti – a 13, 14, 15 o 16 anni – coinvolgendolil pienamente nel progetto lecce: anzi, a livello giovanile, le dinamiche dei rapporti società/genitori/giovani calciatori sono di fatto inesistenti, sicchè ci può stare che i genitori (e chi non lo farebbe oggi???), davanti ad una proposta di un’importante società di serie A a livello giovanile, decidano di reagalare ai loro figli un’opportunità di crescita calcistica che, diciamocelo pure, purtroppo a lecce ancora adesso non possono avere.
E’ auspicabile che la vis attrattiva di questa società migliori con la realizzazione di adeguate strutture sportive e, soprattutto, con la scelta di tecnici federali adeguati (senza nulla togliere a quelli attuali, che lavorano con grande dedizione e passione).
Per il resto hanno ragone entrambi.
Graziani, quando rappresenta un problema del calcio in genere e non del Lecce, essendoci troppi stranieri che di fatto impediscono ai giovani italiani di emergere:
Ha anche ragione Corvino nel momento stesso in cui asserisce che, con le limitate risprse finanziarie a disposizioni, il lecce non può fare altro che di necessità virtù e quindi cercare ovunque calciatori promettenti senza limitarsi al territorio …
Una soluzione sarebbe quella di bilanciare le risorse finanziarie disponibili, versando più denari alle società piccole o emergenti per consentire loro di coltivare i vivai, e meno a quelle già grandi e strutturate: ma ciò non accadrà MAI, perchè la verità è che le grandi società, per lo più indebitate sino al collo, hanno fame di soldi e sono appoggiate e favorite dai vertici della lega e della politica.
Quanti lecchini 😛😛😛
Generalmente chi “lecca” lo fa per avere qualcosa in cambio….ora mi chiedo, quando ci chiamate lecchini esattamente cosa pensate che ci dà la società Lecce?
…se per lecchini intendi coloro che hanno contezza delle difficoltà che si devono affrontare per compiere il miracolo sportivo che stiamo vivendo, riconoscendo lei doti dei fautori di questa meravigliosa impresa, allora siamo orgogliosamente tali! Io, quest’anno, invece di due ne farò tre abbonamenti, continuando a gioire e festeggiare per la strepitosa e storica salvezza! E verso chi tiene alto l’onore della nostra Maglia e della nostra Terra, andrà sempre il mio più vivo riconoscimento! Tutto ciò, tra l’altro, mi rende coerente con me stesso ed oltre modo felice…tu invece?! 😘
Concordo in tutto con te. Bravissimo per aver interpretato il pensiero delle centinaia di migliaia (anzi possiamo cominciare a dire con orgoglio dei milioni) di veri tifosi del Lecce, ormai presenti in tutto il mondo.
Chi fa delle critiche distruttive, o non è tifoso del Lecce oppure non si sta rendendo conto di cosa sta costruendo questa magnifica Società.
FORZA LECCE sempre.
Corvino è maestro in questo
Adesso tralasciando le simpatie e antipatie del caso che ognuno può avere per Corvino, e astraendosi dal caso particolare del Lecce: in un mondo del calcio come quello moderno in cui la fa da padrone il business, che interesse può avere mai una squadra medio piccola nell’investire soldi e tempo nella scuola calcio se poi le risorse buone che ne escono te le rubano a 0 le squadre più “grandi”? (cosa che probabilmente e giustamente farà anche Corvino anche se fa lo gnorri, visto che non è fessa).
Tutto ciò crea un ulteriore circolo vizioso in cui:
1) Le squadre grandi sono zeppe di magari 30/40 prospetti importanti a livello nazionale, ma che poi per forza di cosa ne fa giocare solo la metà (d’altronde si gioca in 11 a calcio) bruciando il resto. E non è che poi le “grandi” non vanno a pescare anche giocatori all’estero, aumentando ancora di più questa forbice;
2) I club minori perdono interesse anche a “coltivare” gli “scarti” delle più grandi, perché nonostante ognuno ha tempi di crescita differente, e investendoci qualche “perla” può venir fuori dopo, sfuggendo alle grandi, rimane comunque molto più fruttuoso andarsi a prendere gente talentuosa in età tesserabile all’estero da campionati con un costo minore.
E’ ovvio quindi che la colpa del graduale impoverimento del “talento” calcistico italiano è del sistema e non di certo del Lecce!
Poi si potrebbe anche parlare del fatto che ultimamente si insegna troppa tattica a scapito della tecnica, ma questo è tutto un altro discorso che meriterebbe un capitolo a parte…
grande mesciu
il bari e’ messo male
Certo che ora che si ritira Corvino con trinchera sara” una favola
Ogni volta che si tocca questo argomento, una mamma e un papà soffrono.