RITORNO A LECCE. «Il club allora era in autogestione, oggi è solido. Io ero alla prima esperienza in Serie A. Sono cambiato e sto ancora crescendo».
CRESCITA. «Resto curioso, amplio le mie vedute. Mi definivano integralista, ma non mi sono mai sentito tale. I giovani parlano di gioco e costruzione, io non facevo eccezione. Però il mio obiettivo è sempre stato il risultato, non l’estetica. Oggi cerco di mettere a loro agio i calciatori: al centro non ci sono i moduli ma l’intensità. Non esistono più i giocatori che passeggiano. Il modello è il PSG: corrono tutti, senza primedonne».
CAMARDA. «Vediamo se è pronto. Di sicuro ha una gran fame, forse anche troppa. Si dispera per ogni gol sbagliato. Ma l’errore è parte del processo di crescita».
CORVINO. «Prima di parlare di calcio, chiacchieriamo mezz’ora delle sue passioni: i quadri, le piante, soprattutto gli ulivi».
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Camarda solo un ragazzino…sicuramente di avvenire…ma non puoi responsabilizzarlo piu di tanto…..ma l’importante è fare plusvalenze….poi come va ….va
Società senza un euro
Tutt’altro.
Poi se non volerli spendere vuol dire non averli…
La tua invece? Fallita o prossima al fallimento?
Stai zitto e ringrazia il padreterno se siamo nelle loro mani.
Si riferiva alla sua
È passato da 750 Mila euro di stipendio a Venezia, ai 500 Mila euro a Lecce.
In A con lo stipendio più basso della categoria o in B, ammesso che avesse proposte.
E me?
Bè, in realtà è tornato esattamente in un Lecce in autogestione 😅 Solido sì, ma comunque il principio è lo stesso: la società deve vivere solo dei suoi ricavi, senza iniezioni continue di capitali da parte dei soci.
I ricavi, in realtà, sono più che sufficienti ad allestire una squadra per la salvezza.
I primi “investimenti”, 3 calciatori per una spesa complessiva di 2 milioni di euro, sono un indizio abbastanza chiaro sulla volontà della Società.
In effetti così dovrebbe essere: autofinanziamenro. Consapevolezza e responsabilita’ sono dogmi imprescindibili per evitare guai futuri.