Per quanto preannunciabile (e letteralmente preannunciato) fosse, l’addio di Federico Baschirotto non ha certo lasciato indifferente l’ambiente Lecce. Un capitano che saluta è sempre un capitano che saluta, per di più se per tre anni è stato non solo titolarissimo ma anche un po’ il simbolo di un’intera piazza affamata di riscattarsi e sorprendere. Nonostante questo amalgama che ha contribuito a far viaggiare i giallorossi in modo gagliardo e vincente (perché sì, per impegno e prestazioni l’ex 6 il suo lo ha fatto eccome), qualcosa negli ultimi tempi si era se non rotto quantomeno incrinato con tangibile angolo nella voglia del roccioso veronese di proseguire la sua avventura nel Salento.
Sala stampa dello Stadio Olimpico di Roma, tarda serata del 25 maggio scorso. Il Lecce ha la Serie A saldamente in tasca, è tempo di festeggiamenti, sorrisi, abbracci, lacrime di gioia. Dopo Marco Giampaolo, a presentarsi davanti ai giornalisti (tra i 7-8 provenienti dal Salento c’è anche il sottoscritto) è stato il capitano Federico Baschirotto che, appena fatto capolino oltre la porta d’ingresso, ancora neppure appurato se e quanti addetti ai lavori provenienti da Lecce vi fossero, ci ha tenuto subito a lasciarsi andare in un sonoro “Adesso tutti sul carro, eh?”. Ci sono rimasto male.
E non ci sono rimasto male perché abbia detto qualcosa di scandaloso, né tantomeno di offensivo. Non ci sono rimasto male perché una carenza di empatia minima necessaria per conoscere le pressioni a cui un calciatore di Serie A è sottoposto (cosa che non dovrebbe sorprendere certo neppure il calciatore stesso, men che meno quello di una piazza da 30mila calorosi fedelissimi che avranno anche il diritto di mugugnare dopo 3 punti in 13 gare che rischiavano di compromettere un traguardo storico ma alla portata, ed in effetti portato). Ci sono rimasto male perché, in quei momenti di gioia straripante e genuina, di quelli in cui c’è solo da godere ed abbracciarsi (e piangere, personalmente non mi era mai capitato di farlo così intensamente per una gara di calcio. Edit: a fine pezzo ci sono ricascato), il primo pensiero di Baschi è stato quello di trasmettere questo messaggio. Ai tifosi? Alla stampa? Poco importa. Ma se lo ha comunicato in quei frangenti e con quelle modalità evidentemente lo covava non da cinque minuti prima.
L’accaduto lì per lì ha fatto pensare, ma sia in quella serata che nelle settimane seguenti c’era ben altro da raccontare. Almeno fin quando il direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino ha citato proprio il capitano nell’elenco dei giocatori che avevano manifestato l’intenzione di separarsi da quei colori a cui tanto hanno dato, ricevendo anche di più. Così, per forza di cose, i puntini si sono uniti ed ecco perché il suo passaggio alla Cremonese suona molto naturale e per nulla scandaloso. Qualcosa si era scalfito e quando un rapporto non funziona va bene chiuderla così, con una stretta di mano ed un ringraziamento sentito, carico d’affetto sincero. Ci sono semplicemente dei momenti in cui si capisce di non essere fatti l’uno per l’altro e questa è tra le più naturali delle sfumature vitali. Soprattutto con i presupposti, sia quelli bellissimi sia quelli che hanno allontanato, che ci tenevo a raccontarvi. Grazie Baschi. Con immutati affetto e gratitudine.
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Ciò che conta è l’ attaccamento alla maglia..ai nostri meravigliosi colori 💛❤️, alla nostra fede calcistica, alla nostra città e a tutto il Salento. Tutto il resto è merce di scambio!!
Mai prendere in simpatia i calciatori!!!!!!!
Condivido 👍
Ogni volta ci svendono il capitano a due lire…e il povero tifoso medio ingrato da la colpa al giocatore…al quale è stato offerto il doppio di quello che percepiva … secondo questi mentecatti avrebbe dovuto rifiutare…
Mi dispiace che è andato via, ma il calcio continua. Forza Lecce 💛❤️
Giusto!!
Una massa di ingrati senza rispetto.Questo siete!
Concordo.
Lui e Falcone non hanno fatto una buona annata (per motivi diversi) e sono stati criticati qualche volta (ci sta). Ora toccherà quasi sicuramente a Falcone fare le valigie.
Ormai Baschi appartiene al passato, non strumentalizziamo tutto, non ha senso. Baschi e’ stato il nostro capitano, ha sudato e onorato la maglia senza risparmiarsi. E’ stato spesso criticato da chi adesso lo rimpiange ipocritamente. Ha fatto una scelta e come tale dobbiamo rispettarla,. Andiamo avanti, si e’ chiuso un ciclo importante con la speranza che possa aprirsi un’altro altrettanto importante. Tifiamo per la nostra bellissima e amata maglia, il resto e’ solo aria fritta. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.
È vero è stato criticato, ma sai perché ora lo si rimpiange? Semplicemente perché chi andrà a sostituirlo se sarà uno di quelli visti fino ad ora mamma mia che scarsi, come si dice: dalla padella alla brace.
Quando sento parlare di ‘pressione’ per un calciatore di serie A devo contare fino a tre per non rispondere male. Premesso che siamo tutti uomini e non macchine, che ogni lavoro ha le sue pressioni, credo un po’ di rispetto per i padri di famiglia col mutuo e che fanno due lavori per sbarcare il lunario, per l’anziano che non sa se potrà pagare le bollette o le medicine ci voglia. Ecco, quella è la pressione. Se se l’è presa a male perché abbiamo fatto notare che 3 punti su 39 non portano alla salvezza, o che le prestazioni non erano all’altezza dello stipendio…beh prego, vada pure, non rimpianto.
Giusto
Un contenuto che serve solo a sporcare il rapporto con un giocatore che ha dato tutto….
Per una esclamazione, magari dettata da una giustificabile tensione per il lungo periodo negativo pre gara con Lazio, messa in relazione a quanto dichiarato da terze persone (il Ds Corvino) al termine di un vostro personalissimo processo logico, fate delle deduzioni e conclusioni tutte da verificare.
In pratica giudicate senza conoscere a fondo l’uomo.
Continuate a fare i giornalisti per favore