Napoli-Inter lotta (quasi) a due, il Lecce ne sfida ben sei per salvarsi. La griglia della Serie A 2025/26

In un mercato fatto più di cessioni che di acquisti ed ancora lungo in alto forze e distanze restano grossomodo invariate. Grande incertezza invece dietro, dove sorprese e testa a testa potrebbero confermarsi

Quasi tre mesi di attesa resa più faticosa dal caldo che ha attanagliato il Belpaese, ma finalmente è di nuovo tempo di Serie A. Tra poco più di 24 ore scatterà il via per il massimo campionato 2025/26, torneo che, pressoché per ogni obiettivo, si prospetta avvincente ed incerto. Un Lecce fresco della terza storica salvezza di fila si presenta ai nastri di partenza con qualche incertezza in più figlia di una squadra ancora da costruire in qualche elemento cardine, il tutto nel contesto di una piazza affamata come sempre.

Visto un mercato ancora pienamente in svolgimento ci sono comunque diverse squadre in ritardo ed altrettante quelle che, potrebbero sorprendere tirandosi fuori da una lotta nelle zone basse che al momento appare serratissima non meno di quella arrovellata della passata stagione. Bagarre che potrebbe essere più contenuta in vetta, dove Napoli e Inter potrebbero avere qualcosa in più, ma le grandi deluse Milan e Juve hanno cambiato, vogliono stupire e dovranno provarci pur guardandosi le spalle dalle solite Atalanta, Roma, Lazio e Fiorentina. Il tutto a comporre un prologo riassunto nella nostra griglia di partenza della Serie A 2025/2026.

LOTTA SCUDETTO:

Napoli – Prosegue la tradizione che la squadra Campione in carica sia anche la favorita per il nuovo torneo. Stavolta però più che le modalità (tirate) con cui è arrivato il fresco trionfo, più che le abilità di un allenatore che da tradizione paga qualcosa con l’arrivo delle Coppe che contano, più di certe difficoltà di mercato delle avversarie, a tenere in pole i vincitori che una campagna acquisti di alto livello. Oltre al big De Bruyne ecco elementi pronti all’uso come Beukema, Lang e Lucca ma anche alternative (Milinkovic-Savic, Gutierrez, Marianucci e non è finita) che danno profondità alla rosa

Inter – Tra propri demeriti ed altrui meriti, in dodici mesi hanno perso un vantaggio sulle dirette concorrenti (oltre allo Scudetto) che ne hanno compromesso i gradi di favorita. Partito Inzaghi, Chivu è da considerarsi una scommessa di quelle di notevole impatto, resta da vedere se sarà positivo o negativo. Parliamo sempre dei vice campioni d’Europa, dunque il margine dalla favorita è minimo, e la sensazione è che se i “soliti noti” dovessero ritrovare la continuità perduta la scorsa stagione da “zero tituli” potrebbe essere un lontano incubo

Juventus – In un’estate di novità ed incertezze ad approfittarne potrebbero essere le squadre più in difficoltà, tra le big, nella scorsa annata, compresi i bianconeri. Il gap dalla coppia di migliori c’è, è evidente, ma anche gli elementi a disposizione di un Tudor che ha mostrato di avere garanzie da dare così da inserirsi nel gruppo di chi non ha paura di sognare in grande. David e Joao Mario sono elementi interessanti, il rientro di Bremer può essere il vero colpo e almeno un paio altri sono in arrivo

Milan – Senza Coppe, con un Allegri che è certezza almeno di lotta Champions ed un mercato che si fa sempre più interessante, inserire i rossoneri nel gruppetto delle pretendenti al Tricolore potrebbe non essere un azzardo. Via chi è apparso un po’ troppo in calo nelle ultime stagioni, sono arrivati elementi dal curriculum importante come Modric ed altri in rampa di lancio come Estupinan, Ricci e Jashari. Dopo il flop della passata stagione questo può essere l’anno della riscossa

ZONA EUROPA

Atalanta – Il fattore Gasp più che gli addii di Toloi, Ruggeri e persino del capocannoniere Retegui è la sola cosa che tiene fuori la Dea da un gruppo Scudetto nella quale se la potrebbe giocare alla pari. Juric viene da due brutte esperienze ma non può certo essere considerato un novellino, ancor meno arrivando a lavorare per un collettivo forgiato sul suo mentore. Gli arrivi di Sulemana, Zalewski, Krstovic ed il rientro di Scamacca sono sufficienti a renderla la migliore tra chi ambisce soltanto all’Europa

Roma – Da chi Gasp lo perde a chi lo guadagna, ed è un vero colpo dell’estate. Nella Capitale il dopo Ranieri è un altro big che ha fatto scuola e che dovrà fare l’impresa, scontata fino a qualche anno fa ma meno dopo anni di flop, di riportare i giallorossi in Champions. A differenza che in passato non è arrivato il nome che fa paura, ma Bailey, Wesley, Ghilardi, Ferguson ed El Aynaoui sono materiale su cui lavorare, “alla Gasp”

Lazio – Con Baroni sorprese fino ad un tonfo finale (perché tale è restare senza Europa dopo una stagione a ridosso della quarta piazza) che rischia di portarsi dietro delle scorie anche nel Sarri-bis. Il ritorno di una delle colonne dell’ultima epoca del calcio italiano ha sorpreso, ma non basta che avvicinare i biancocelesti al sogno Champions già dalla griglia di partenza. L’indice di liquidità ha scandalosamente contenuto il mercato ai soli rientri di Cancellieri e Cataldi, ciò non significa che le basi per far bene non possano esserci

Fiorentina – Praticamente alla pari con la compagine romana, con velleità di avvicinarsi a chi è più su. Kean, Piccoli e Dzeko rendono l’attacco atomico, in mediana Sohm ha portato dinamismo, dietro Viti non basta per il salto di qualità ma c’è sempre alle spalle un De Gea su cui poggiarsi. E se Pioli sorprende come fatto in passato, sfruttando magari qualche defaillance dall’alto si può davvero sognare

Bologna – Sganciarsi da questo ambizioso gruppone? I rossoblù non è hanno assolutamente intenzione. Ed infatti le partenze prevedibili di Ndoye e Beukema sono state bilanciate dagli arrivi dell’interessante Vitik e degli esperti ma sempre sul pezzo Bernardeschi e Immobile, senza dimenticare un lanciatissimo Zortea. Italiano dovrà gestire l’impegno europeo, potendo comunque giocarsi le tue carte per dar fastidio anche in A

META’ CLASSIFICA

Como – La lotta Europa, almeno quella “estiva” fatta di carta e parole, non è ancora matura, e di certo i lariani sono troppo per invischiarsi di nuovo di una bagarre salvezza da cui l’anno scorso si tirarono fuori in grande stile ed anche un po’ tardino. Il “no” di Fabregas all’Inter ha fatto rumore e promette grandi cose come gli arrivi di Morata, Rodriguez, Baturina, Kuhn e Addai, talenti puri. Sembrerebbe un po’ scoperta la difesa, già punto debole nella passata stagione, e con colpi dell’ultima ora si potrebbe davvero guardare più davanti che dietro

Torino – Con Baroni è addio alla difesa a tre, si vedrà se anche alla poco più che mediocrità delle ultime stagioni. Il Toro è affamato e lo si vede dal trittico di punte Adams-Simeone-Zapata che tradisce nobili ambizioni. Proverà a giocarsi con il Como il ruolo di più accanita tra le disturbatrici, a patto di non cadere in un grigiore di gioco e di risultati che dalle parti del Filadelfia sta diventando abitudine

Genoa – Meno solida ma con tutte le carte in regola per mettere la testolina davanti rispetto alle squadre a rischio caduta. Il Grifone si presenta con qualche argomento in più rispetto alla scorsa estate, quando non a caso pagò tanto in avvio e senza l’ottimo impatto di Vieira e la crescita di alcuni singoli si rischiava di parlare di flop simil Monza. Qualche scommessa, qualche giovane su cui puntare ed un francese in panchina che vuole stupire ancora, assicurando una salvezza in carrozza già in inverno

Udinese – Se l’anno scorso la principale incognita era il tecnico, quest’anno la situazione si è ribaltata. Runjaic può fare la differenza e regalare solidità e geometri ad un undici che ha perso eccome alla luce delle pesanti partenze di Bijol, Thauvin e Lucca. Piotrowski, Camara e Miller proveranno a tenere almeno il minimo gap costruito rispetto alle inseguitrici, ma allo stato attuale delle cose non è detto siano sufficienti, con più che altro l’usato garantito guidato da Solet a far ben sperare

LOTTA SALVEZZA:

Cagliari – Tra le compagini che più hanno cambiato in zona salvezza, con pro e contro del caso, i sardi si tengono comunque sulla vetta del gruppetto di squadre in lotta salvezza. I colpi non sono mancati, vedi Esposito, Folorunsho, Kilicsoy e il riscatto di Caprile. Occhio però alle pesanti partenze di Piccoli e Zortea su tutti, nonché su un Pisacane all’esordio tra i grandi

Parma – Se il Cagliari è in tangibile vantaggio sulle altre, dagli emiliani in poi le distanze si assottigliano drasticamente. Per la qualità in alcuni elementi cardine (Bernabè e Pellegrino in primis), l’undici dell’esordiente (ed incognita) Cuesta si guadagna un piccolissimo vantaggio sulle altre. Attenzione però, perché gli addii di Leoni, Sohm, Man, Mihaila e Bonny potrebbero stendere una squadra che ha già incontrato impreviste difficoltà a salvarsi

Sassuolo – Neopromossa di lusso, con la Serie B c’entrava così poco da essere praticamente già ricca di argomenti salvezza al momento del ritorno nella massima categoria. Berardi-Larientè-Fadera con Pinamonti e le altre punte sono da top di gamma rispetto al proprio livello. Ben più dubbi su difesa e mediana meno esperte e che potrebbero pagare qualcosa, non dando al collettivo valore necessario a partire troppo a vanti già in partenza

Lecce – Rispetto alle tre già citate, i giallorossi pagano ad oggi qualcosa guidano il quartetto di squadre che, più o meno alla pari, partono dal fondo della griglia. I giallorossi hanno paradossalmente perso meno elementi di altre rivali, anche se Krstovic (soprattutto, decisamente soprattutto, con la necessità di un sostituto di livello) e Baschirotto erano elementi che pesavano. Le certezze di Falcone, Gaspar, Coulibaly e la frizzantezza di Sottil e Camarda consentono a Di Francesco di non dover rincorrere troppo ai nastri di partenza le ultime della classe

Verona – La più rivoluzionata delle squadre di bassa classifica, come da tradizione più o meno consolidata. Via Coppola, Ghilardi, Tchatchoua, dentro solo scommesse per lo più sconosciute. Un azzardo di non poco conto, con Zanetti che dovrà cercare ancora una volta di sorprendere dopo la salvezza meritata ma all’ultimo turno della scorsa stagione

Pisa – Seconda delle neopromosse anche nella nuova gerarchia, fa parte a pieno regime del quartetto di squadre che partono dietro a tutte, ma con meno distanza rispetto ai recenti campionati. Gilardino raccoglie l’eredità di Inzaghi in una squadra che aveva i suoi equilibri che non sarà semplice ritrovare. In difesa e in mediana soprattutto conferme più Lusuardi e Aebischer, davanti gli usati di Cuadrado a Nzola supportarti dalla freschezza di un Tramoni che vuole stupire

Cremonese – Ultima della classe ma che ha poco da invidiare alle tre squadre che la precedono. Il miglior acquisto è Nicola in panca, ultimamente una garanzia in termini di salvezza. Anche Sanabria, Zerbin, Bondo e Audero non sono certo da meno. La base è però quella della squadra meno attrezzata e che più aveva bisogno di innesti, con alcuni ruoli che ancora non convincono, come le corsie

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