Un Lecce così tenero che si taglia con un grissino

I giallorossi pagano su ogni aspetto in questo periodo. Quello inaccettabile è però principalmente uno

Dalla tribuna stampa del New Balance Stadium di Bergamo c’era qualcosa che, più del gap tecnico e fisico nei confronti di un avversario più forte (ma non inarrestabile), mi aveva fatto preoccupare. Questa risiedeva nell’atteggiamento leggero che il Lecce si era ritrovato di colpo ad avere e che ne aveva causato l’essere spazzato via dall’Atalanta, qualcosa che una squadra che parte sfavorita (probabilmente contro chiunque quest’anno), proprio non può permettersi. Un campanello d’allarme che aveva prodotto un articolo dedicato alla necessità vitale che questa squadra aveva di riscoprirsi feroce.

Beh, se qualcuno avesse dubbi circa il fatto che gli articoli di giornale servono, salvo rari casi, “soltanto” ad informare ed intrattenere i lettori, pensando magari che le prestazioni degli interpreti in campo dipendano da cosa leggono dal cellulare nei momenti di relax a casa, ora magari tali dubbi possono considerarsi fugati. Mai “appello”, che poi più che tale era considerazione giornalistica e nulla più, è rimasto inascoltato. E ieri il Cagliari ha banchettato su una squadra apparsa così facile da mettere sotto scacco che nessuno si è accorto quanto al contrario abbia prodotto dalla cintola in su, numeri che non si vedevano dallo scorso inverno.

E numeri che restano fini a sé stessi, perché realizzare un gol, sfiorarne nitidamente almeno tre altri, avvicinarsi con costanza alla porta avversaria diventa inutile se all’avversario bastano puntualmente tre passaggi precisi per produrre azioni da rete. E ieri il Cagliari lo ha fatto tanto, lo ha fatto con estrema facilità e senza trovare di fronte la benché minima opposizione. Dalla mezzala o dal regista a Belotti, scarico al trequartista, palla allargata all’esterno e via verso la porta di un Falcone che ha evitato, con l’aiuto dei pali, l’umiliante goleada. Le volte che il Lecce è stato tagliato in diagonale davvero non si sono contate, ed il fatto che ciò non sia stato opera di Pedri, Ferran Torres e Lamine Yamal ma di una bella squadra che probabilmente chiuderà intorno al tredicesimo posto deve fare riflettere e non poco.

Perché le problematiche tecnico strutturali ce le porteremo avanti almeno (e si spera solo) fino a gennaio. La condizione salirà e scenderà, è così per ogni squadra. Ma a livello tattico e soprattutto di atteggiamento non si può scendere in campo in modo così impresentabile, non si può subire così un avversario in uno scontro diretto casalingo che persino l’anno scorso era stato terreno di conquista per i salentini. E se ci saranno gare, e saranno tante, in cui non sarà facile trovare le distanze ideali beh, è evidente che bisogna aggrapparsi a quella furia agonistica che ogni cenerentola, ogni piccola, ogni squadra che lotta per salvarsi non può non avere. E questa squadra non ce l’ha, al momento neppure lontanamente. Ieri nei venti minuti finali i calciatori del Lecce hanno iniziato a volare come i cocci post colpo nel tiro al piattello. N’Dri probabilmente deve ancora atterrare dopo l’intervento di Obert. Ogni iniziativa giallorossa nella fase clou trovava di fronte interventi duri, cattivi, senza fronzoli. E noi? Novanta minuti ad accompagnare le discese diagonali di un Cagliari che, con tocchi elementari e prevedibili, avanzava indisturbato senza neppure una spallata. Tutto questo è inaccettabile, è non provarci nemmeno. Date un’anima a questa squadra che sarà pure brutta e con poca qualità, ma ha il dovere di rendere orgogliosi i propri tifosi e fargli dire “oh, però hanno dato tutto”.

Redazione

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18 Commenti
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Toni
11 mesi fa

Corvino Trinchera in questo d’inizio campionato avete pescato solo Brocchi. Hanno ragione Luca Toni è Cristian Brocchi che siete due magna magna andate all’estero x comprare 20 calciatore a poco prezzo ne indovinate 1 max 2 buoni il resto li avete sul groppone quelli che avete adesso scarsi non idonei alla serie A nostra senza mordente senza sangue agli occhi. Comprate italiani è cresceteli come si deve. Basta con gli allenatori che fanno giocare persone raccontate è che pagano x vedere i figli giocare. Vi dico solo che un allenatore come il grande Attilio Adamo che non era un calciatore lui comandava tutto il vivaio è di calciatori hanno fatto carriera.

Sergio
1 anno fa

Articolo che rispecchia la realta’ in tutto e per tutto. Purtroppo questi siamo e questi saremo almeno fino a gennaio con la speranza di non essere gia’ seriamente compromessi. La positivita’ rimane ma il resto inizia a barcollare. Non abbiamo un leader in campo, un uomo spogliatoio, ci manca la qualita’ e, soprattutto, la “c a z z i m m a” che in napoletano vuol dire cattiveria. Siamo solo all’inizio ma se il buongiorno si vede dal mattino…

Andrea
1 anno fa

Due sono gli errori macroscopici nello strutturare la squadra di quest’anno.

1) Se prendi solo calciatori che sono delle scommesse, devi prendere un allenatore che abbia gli attributi e sia una CERTEZZA! Invece vai a pescare un ennesimo pluriesonerato, come i precedenti, che hanno inevitabilmente fatto sempre la stessa fine! Non è umano: è un errare diabolico!
Nicola sarebbe stato l’uomo giusto: quello che avrebbe tirato fuori il massimo da ogni brocco o scommessa che dir si voglia.
Invece no. Il terzo pluriesonerato. Alla fine spenderanno di più per mantenere gli esonerati piuttosto che prenderne uno ma buono.

2) non c’è un uomo spogliatoio. La partenza di Baschirotto (ditemi quello che volete ma in questo momento mi manca molto in difesa) ha lasciato un vuoto incolmabile non solo d’avanti alla porta, ma anche nello spogliatoio. Era quello che spronava gli altri e soprattutto dava l’esempio con il lavoro duro, costante e oltre il dovuto!

Non vedo possibilità di miglioramenti e per me Di Francesco ha già fatto il suo tempo: vediamo quanto dovrà durare questa agonia…

Last edited 1 anno fa by Andrea
Luigi
1 anno fa
Reply to  Andrea

Analisi giusta , condivisibile . Da aggiungere che come da più parti si legge sia pronto a sostituire Di Francesco il Fabio Cannavaro che vanta ( di fa per dire) una ottima conoscenza del campionato italiano. Datosi che ha allenato soprattutto a Dubai, in Cina( varie squadre) e 3 mesi l’ Udinese e il Benevento (non vedevano l’ ora che andasse via)il buon Fabio verrebbe a Lecce di corsa , anche perché sarebbe per Corvino & co. un buon conoscitore di quei mercati asiatici che manca al Ds ( non si sa mai qualche buona plusvalenza da fare) da quelle parti.

Sergio
11 mesi fa
Reply to  Luigi

Da fake tifoso del Cagliari ad analista fallito leccese e’ un attimo! Ane, ane, camina che di strada devi farne tanta…

Maurizio
1 anno fa

Complimenti ad Alessio Amato! Mi dispiace aver scoperto solo oggi, finalmente, nel panorama giornalistico sportivo locale, un giornalista di cosí alto livello. Grande stile nella scrittura, in tutti i sensi, e lucidissimo pensiero critico, senza le stucchevoli ipocrisie cerchiobottiste edulcorate a cui siamo abituati. Eupalla ce lo conservi sempre! 😊 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻

Sano realismo
1 anno fa

Ma i dirigenti dove sono!!!!????mi aspettavo che qualcuno dicesse che abbiamo fatto bene i primi 5 minuti…

Mercenari
1 anno fa

Bravo Alessio, sei l’unico ad essere un po’ obiettivo…

Amedeo
1 anno fa

Finalmente sento il primo giornalista che dice cose vere e concrete. Ciò mi meraviglia positivamente e spero che nelle prossime conferenze stampa del Dio Corvino qualcuno abbia il coraggio di dirgli in faccia quello che si pensa in relazione soprattutto a questa vergogna di squadra!

Commento da Facebook
1 anno fa

Squadra te pellegrini!!!! 😡😡😡

Nik
1 anno fa

Pienamente d’accordo

Riccardo
1 anno fa

Finalmente un articolo scritto bene e, soprattutto, che mette in evidenza, senza paura, quello che è evidente a tutti: zero qualità e zero grinta in campo. Attendiamo la reazione e qualche conferenza stampa che giustifichi l’ingiustificabile.

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