L’Italia sportiva gioisce per il gol di Francesco Camarda, speranza del futuro azzurro e, verosimilmente, del presente dell’Under 21 di Silvio Baldini. Il presente di Camarda è però soprattutto il Lecce, la sua prima esperienza lontano dal Milan dove gli si chiede lotta, sacrificio ed umiltà.
Massimo D’Amaro ha allenato il bimbo Francesco Camarda alla GSD Afforese: “Già a 5 anni si vedeva che aveva qualcosa in più degli altri bambini. ‘Testa, cuore e piedini’: era questo il nostro motto. Lui arrivava per primo al campo e se ne andava per ultimo. Ricordo che si fermava da solo in campo a provare i palleggi e le finte, mentre i suoi coetanei andavano in doccia”.
E sulla decisione di andare al Lecce per crescere: “Sono scelte difficili: è chiaro che ripetere un’altra stagione come la precedente, dove lo spazio che gli è stato dato è stato pochissimo, sia in Serie A sia con il Milan Futuro, non giovava a nessuno. Sui ragazzi in generale, anche in ottica Nazionale, dico che va data loro più fiducia e vanno fatti crescere. Altrimenti ci troviamo senza un bacino adeguato. Francesco ha la sua età e deve crescere: va aspettato. Lecce è un’ottima piazza, però bisogna farlo giocare e dargli tanto minutaggio. Sennò non sarebbe convenuto tenerlo al Milan?”.
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