Il racconto del primo allenatore di Camarda: “Il Lecce? Deve giocare e avere tanto minutaggio”

Nel day-after del primo gol in A del 17enne, tmw ha intervistato il tecnico che ha guidato per primo l’attaccante

L’Italia sportiva gioisce per il gol di Francesco Camarda, speranza del futuro azzurro e, verosimilmente, del presente dell’Under 21 di Silvio Baldini. Il presente di Camarda è però soprattutto il Lecce, la sua prima esperienza lontano dal Milan dove gli si chiede lotta, sacrificio ed umiltà.

Massimo D’Amaro ha allenato il bimbo Francesco Camarda alla GSD Afforese: “Già a 5 anni si vedeva che aveva qualcosa in più degli altri bambini. ‘Testa, cuore e piedini’: era questo il nostro motto. Lui arrivava per primo al campo e se ne andava per ultimo. Ricordo che si fermava da solo in campo a provare i palleggi e le finte, mentre i suoi coetanei andavano in doccia”.

E sulla decisione di andare al Lecce per crescere: “Sono scelte difficili: è chiaro che ripetere un’altra stagione come la precedente, dove lo spazio che gli è stato dato è stato pochissimo, sia in Serie A sia con il Milan Futuro, non giovava a nessuno. Sui ragazzi in generale, anche in ottica Nazionale, dico che va data loro più fiducia e vanno fatti crescere. Altrimenti ci troviamo senza un bacino adeguato. Francesco ha la sua età e deve crescere: va aspettato. Lecce è un’ottima piazza, però bisogna farlo giocare e dargli tanto minutaggio. Sennò non sarebbe convenuto tenerlo al Milan?”.

Redazione

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