Pezzotto, dopo la multa scattano le richieste di risarcimento a DAZN per gli utenti

Successivamente alle sanzioni della Guardia di Finanza, Sky, Dazn e Lega Serie A pronte a chiedere i danni a chi ha usato illegalmente IPTV

La stretta contro la pirateria televisiva entra in una nuova fase. Dopo le maxi-operazioni che negli scorsi mesi hanno portato all’identificazione di oltre 2.000 utenti italiani colpevoli di aver utilizzato servizi IPTV illegali – noti come pezzotto – la battaglia legale si sposta ora sul fronte civile.

Le prime azioni contro la pirateria risalgono a maggio, quando la Guardia di Finanza di Lecce, con il supporto del Nucleo Speciale Beni e Servizi di Roma, aveva condotto una complessa indagine culminata in una vasta operazione anti-IPTV. I soggetti coinvolti avevano ricevuto una sanzione amministrativa di 154 euro, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Ma ora arriva un nuovo e più severo capitolo. I detentori dei diritti, in particolare Sky, Dazn e la Lega Serie A, hanno ufficialmente avviato l’iter per richiedere un risarcimento danni nei confronti degli utenti multati. Una mossa resa possibile grazie al riconoscimento, da parte dell’autoritĆ  giudiziaria, del loro ruolo di parte lesa nella vicenda.

A settembre, le tre realtĆ  hanno inoltrato una richiesta formale alla magistratura per ottenere la lista completa degli utenti sanzionati. Una volta ricevuta l’autorizzazione dalla Procura competente, l’elenco ĆØ stato trasmesso ai legittimi titolari dei diritti, aprendo la strada a nuove conseguenze legali per gli utenti coinvolti.

L’intenzione dei broadcaster ĆØ chiara: non limitarsi alla multa, ma ottenere un risarcimento proporzionale ai danni economici subiti. Chi ha fruito di contenuti protetti tramite IPTV illegale ha violato il diritto d’autore, e ora potrebbe dover affrontare cause civili con richieste di risarcimento ben più onerose della sanzione amministrativa.

Con questa mossa, Sky, Dazn e Lega Serie A intendono anche scoraggiare la diffusione di un fenomeno ancora molto radicato nel nostro Paese, che provoca ogni anno ingenti perdite economiche ai danni dell’intero comparto dell’intrattenimento e dello sport. La nuova fase dell’operazione anti-pirateria, quindi, non si limita a colpire chi distribuisce i contenuti, ma punta dritto anche ai consumatori finali, trasformandoli da spettatori passivi a responsabili diretti della violazione.

Redazione

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