De Toma: “La Primavera si è rimessa in carreggiata. Da noi chi merita gioca”

Il club manager della Primavera giallorossa ha partecipato a Piazza Giallorossa, programma tv di TeleRama

de toma

La Primavera comincia a correre ed è il un momento decisamente positivo. La sosta di novembre arriva dopo due vittorie di fila, prima in casa contro la Cremonese e poi sul campo del Verona, a loro volta giunte dopo quattro pareggi. Sono ben 6 i risultati positivi di fila: 10 punti in sei gare dopo solo 3 nelle prime cinque (frutto del successo contro il Monza alla 4°). Giovanni De Toma descrive l’andamento della stagione

Magic Moment

Giovanni De Toma ha commentato così l’inversione di rotta durante Piazza Giallorossa e non esprime contentezza per lo stop forzato: “I ragazzi dopo un lungo periodo di assestamento, come vi dico sempre, si sono rimessi in carreggiata. All’inizio paghiamo dazio, ma adesso tra campionato e Coppa veniamo da tre vittorie di fila. La sosta? Per me sarebbe stato meglio giocare. Sia per la Primavera che per la prima squadra”.

“E’ colpa del Lecce Primavera”

La sconfitta dell’Italia contro la Norvegia scoperchia ancora una volta il tema del poco talento nel Bel Paese, che fece finire sul banco degli imputati secondo il presidente FIGC Gabriele Gravina anche il settore giovanile del Lecce. De Toma dice la sua: “La crisi della Nazionale? Prima si giocava di più per strada a calcio. La prima cosa che si faceva era quella di giocare a calcio e poi  le ‘frontiere’ erano meno circoscritte. C’era tanto da vedere, ora meno. In serie A sono tutti stranieri. Se giocano gli stranieri, è perché sono più bravi degli italiani. Da noi chi merita gioca, abbiamo italiani e stranieri“.

I miglioramenti

I successi del settore giovanile del Lecce creano notorietà attorno alla squadra giallorossa. Continua De Toma augurando si di trovare anche prospetti provenienti dal territorio: “Trovare nuovi talenti non è facile, come Dorgu o Berisha. È una strada lunga da percorrere. Prima c’era il sogno di arrivare a giocare nel Lecce. Ora un po’ meno, ma nell’ultimo periodo l’entusiasmo sta crescendo e sono contento per questo. Ho la pelle d’oca, mentre lo racconto. Anche il fatto di andare allo stadio. Noi siamo presenti in tutto il territorio. Prima c’era il sogno, anche nei paesi, di andare a giocare nel Lecce. Oggi lo sto rivedendo con questa società. Sarebbe importante scoprire qualche altro calciatore Conte o Garzya”.

Spogliatoio multilingua

Il lavoro del Lecce Primavera, coordinato appunto dal club manager, segue delle regole ben chiare anche fuori dal campo. De Toma confessa che in passato ci sono state delle eccezioni: “Si lavora in un certo modo, non si scherza. Dal ritiro abbiamo tolto il telefonino, si mangia senza. Devono parlare e conoscersi. Durante l’allenamento uguale. Da noi i ragazzi parlano italiano dopo due-tre mesi di inglese all’inizio, anche se abbiamo avuto qualche caso come quello di Dorgu”.

Redazione

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