Éder Citadin Martins ha parlato della sua carriera in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. L’attaccante ha vestito in Italia le maglie di Empoli, Frosinone, Brescia, Cesena, Sampdoria e Inter. Durante l’esperienza blucerchiata, Eder scelse la Nazionale Italiana. In azzurro sono state 26 le presenze con 6 gol, tra cui la rete della vittoria in Italia-Svezia 1-0 durante la fase finale degli Europei 2016.
Poteva esserci il Lecce
Éder ha raccontato il suo impatto con l’Italia avuto grazie a Pantaleo Corvino, che lo avrebbe voluto portare nel settore giovanile del Lecce nel pieno del suo primo ciclo vincente: “Il primo a notarmi fu Corvino, tra Lecce e Fiorentina. Nel 2003 andai un mese in Puglia, ma il viaggio fu un incubo. Avevo 16 anni e atterrai con un cartello con su scritto ‘minorenne’. I poliziotti pensavano trasportassi chissà cosa. Spiegai a gesti che ero lì per il calcio. Uscii dal gate di notte”.
Il volo da Empoli
La scelta però fu per un’altra squadra attenta ai giovani: “Infine, scelsi l’Empoli per mantenere la parola data. L’inizio fu traumatico con gli allenamenti intensi di Cagni, che mi bastonava a fin di bene. Chiamavo mio padre piangendo dicendo che volevo andare via, ma l’Empoli si prese cura di me. Dopo il debutto in Serie A andai a Frosinone e feci 21 gol in un anno e mezzo, in B. Poi al Castellani segnai 27 reti e centrammo la promozione in A. Mi volevano Roma, Milan e altri club, ma l’Empoli mi mandò prima a Brescia e poi a Cesena”.
Gli altri incroci
Nella carriera di Eder ci sono stati tanti rimpianti. Il più grande fu la prima mancata qualificazione recente dell’Italia a un Mondiale: “Italia-Svezia, maledetto spareggio –racconta Eder alla Rosea parlando dell’Italia guidata dall’ex Lecce Gian Piero Ventura-. Colpa di tutti, ma Ventura non fu coerente. Belotti e Immobile giocavano anche quando non erano al 100%. A San Siro ci fregò la pressione, sarei potuto entrare nella ripresa: io e Insigne in panchina, poi ci fu quella scena con De Rossi”. Il trasferimento all’Inter arrivò dopo la proposta di andare al Leicester di Ranieri: “Avrei giocato dietro a Vardy, era fatta, ma Mancini e Ausilio mi fecero cambiare idea. Ranieri mi rispose da signore: ‘Se vuoi divertirti come un bambino vieni da noi”. All’Inter giocai pochissimo”.
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