Il cammino in Serie A di Lazio e Lecce riprenderà domenica alle 18 nel match valevole per la dodicesima giornata. Roberto Rambaudi, per quattro anni attaccante della Lazio anche con Zeman, che lo lanciò a Foggia nell’anno del nono posto (1991/1992), ha parlato delle insidie che la squadra di Maurizio Sarri potrà incontrare in un match dove in attacco manca già Castellanos.
Gara da non sottovalutare
Per Rambaudi il momento positivo del Lecce prima dello stop (due clean sheet di fila e 4 punti tra il successo di Firenze e il pari interno con l’Hellas Verona) è un aspetto secondario: “Dopo la sosta, giocando fuori casa, le piccole credo abbiano sempre un po’ di più da guadagnarci. La Lazio deve indirizzarla subito, non deve entrare prendendo l’impegno sottogamba”. Il classe 1966 elogia Ramadani, schierato dall’Albania nel match perso in casa contro l’Inghilterra, e presenta così il Lecce: “4-3-3 con gente di gamba, che ruba palla, che gioca nelle transizioni. Dipende poi se davanti ci sarà Stulic o Camarda, gli esterni sono veloci. Berisha è abbastanza estroso. Bene anche Ramadani. Parliamo di una squadra che può metterti in difficoltà nelle ripartenze”.
Di Francesco? Bravo, ma
Infine la risposta su Di Francesco: “Lo conosco, so come lavora. Poi è vero che vedendo i risultati ci possiamo chiedere come faccia a ritornare sempre in A, ma per me è bravo. A Frosinone, nella parte finale di stagione, ha anche avuto tante defezioni. Lì e a Venezia è retrocesso ma, col materiale che aveva, ha fatto buone cose, stando anche a come giocava la sua squadra”.
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Allena in A grazie al Lecce, che gli riconosce lo stipendio più basso della categoria tra i suoi colleghi (500 Mila euro).
In linea con quello che prendeva Giampaolo.
Il secondo ha conquistato la salvezza, il primo potrebbe imitarlo.