Intervistato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco ha parlato anche del ritorno in giallorosso dopo ben quattordici anni.
Società solida
Tra i motivi del sì c’è stato senza dubbio l’avere di fianco un club strutturato ed importante: «Devo dire la verità: io spesso mi incontravo, nei post partita, con il presidente Sticchi Damiani. Ci salutavamo da avversari, e mi diceva sempre: “Prima o poi lavoreremo insieme”. Questa cosa mi è rimasta sempre un po’ impressa. Poi Pantaleo Corvino mi è stato addosso per un paio di settimane: “Devi decidere”, mi ripeteva. Io avevo anche qualche altra situazione in ballo, ma al di là di quello, è stato convincente il modo in cui mi hanno approcciato: la volontà di volermi a tutti i costi, i pensieri che avevano su quello che dovevo proporre, i loro obiettivi. Insomma, un insieme di cose».
Rapporto con il Salento
Sul rapporto con il territorio salentino ha influito anche il fatto che suo figlio Federico ci abbia giocato di recente: «In questi anni ho sempre mantenuto i contatti con la gente che avevo conosciuto nel 2011. C’era un ottimo rapporto con tutte le persone con cui ho lavorato e con tante altre persone della città. Poi c’è stato anche mio figlio in questo club per cui ci sono tornato spesso per vederlo giocare. Ma anche prima ci tornavo in vacanza. Ho sempre amato il Salento. C’era mio figlio Federico che mi diceva sempre: “Devo prendere casa”. Io ho sempre tergiversato per lui e sono sempre stato un po’ tra i consulenti di famiglia. Però oggi, se tornassi indietro, gli direi: “Prendila subito la casa”. Di Lecce e del Salento mi piace la gente. In generale. Poi chiaramente noi siamo un po’ legati al risultato, alla parte finale. Incide su tante altre cose ma fa parte del nostro lavoro. Lo sappiamo».
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.









Ba cattatela a n autra parte,🤣
…e noi amiamo te mister