Sentire parlare Giuseppe Palaia del Lecce, del “suo” Lecce, è sempre un concentrato di passione. Il dottore, figura paterna e “nonno” del club dall’alto delle sue 35 stagioni da responsabile medico, ha detto la sua sulle ultime gare della formazione di Di Francesco ai microfoni di TeleRama.
Il dottor Giuseppe Palaia, anche docente universitario, ha partecipato a un ciclo di seminari organizzato dal Corso di Laurea in Diritto e Management dello Sport sulla gestione dell’atleta oggi tra medicina dello sport e lavoro multidisciplinare, ruoli e responsabilità nelle équipe sportive, traumatologia sportiva, carichi di lavoro, recupero dagli infortuni e prevenzione, stress e lesioni motorie. Con lui c’è stato l’ospite di prestigio Javier Ernesto Chevanton.
Finale di lotta
“Il finale è abituale rispetto ai campionati di Serie A, sarebbe stato di vertice in B. Dobbiamo combattere. Io non vedo di buon occhio quando c’è una depressione totale per un risultato negativo o un’esaltazione totale per un risultato positivo. Bisogna rimanere nel giusto anche perché il Lecce non può fare un campionato di vertice. Il Lecce è un miracolo che sta dignitosamente calcando i palcoscenici di Serie A”.
Passato e presente
“Le ultime sono gare che si caricano da sé. Inutile creare questi stress continui che incidono anche sulla prestazione. È una squadra abituata a lottare, con una società abituata a lottare. Abbiamo vissuto dei finali come il famoso Lecce-Torino, è stato un fianle al cardiopalmo, ha dimostrato che una piccola squadra può eliminare una squadra più grossa”.
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