Dalla Romagna: un “enfant prodige” per l’eventuale successione di Corvino?

Matteo Lovisa, 30enne ds della Juve Stabia, è stato menzionato come possibile profilo per il futuro del Lecce

Valorizzazione dei giovani non solo in campo, ma anche sulla scrivania. Anche se l’ultima notizia è il rinnovo triennale per un altro ciclo depositato da Saverio Sticchi Damiani e quasi “dolcemente imposto” da Saverio Sticchi Damiani al responsabile dell’area tecnica che, a partire da fine campionato, valuterà il suo futuro, arriva una suggestione.

L’edizione online del Corriere Romagna ha parlato del futuro del Cesena, che, dopo aver accolto Ashley Cole in panchina, a giugno cambierà governance con l’arrivederci di John Aiello, che resterà come socio e membro del CdA guidato da Mike Melby, nuovo azionista di maggioranza. Da lì, a cascata, sono nati gli interrogativi sugli assetti del club con future scelte di direttore generale e direttore sportivo. L’arrivo di Cole in panchina è stato un apripista dell’”internazionalità” voluta dal Cesena.

Direttori sportivi

E qui arriva la voce che toccherebbe anche il Lecce. Il nome più gradito per la direzione sportiva ai soci del Cesena è quello di Matteo Lovisa, giovanissimo direttore sportivo (30 anni martedì) artefice dei successi nonostante le difficoltà della Juve Stabia, figlio dell’ex patron del Pordenone che nel 2017 sfiorò la vittoria contro l’Inter a San Siro (sconfitta ai rigori). Da pochi mesi, Lovisa era responsabile tecnico di quella squadra. Il Cesena vorrebbe Lovisa, che andrebbe a sostituire Fusco. Secondo quanto si legge, il dirigente sarebbe nel mirino del Lecce se Corvino decidesse di fermarsi. Oltre al Lecce, anche il Verona vorrebbe ricostruire (vista la probabile retrocessione) con lui.

Il profilo

Lovisa, lo ripetiamo a 30 anni, è da cinque anni in Serie B e l’obiettivo, verosimilmente nel suo ultimo anno alla Juve Stabia, è il terzo playoff in cinque anni. Nel Pordenone che era “di famiglia”, Matteo ha imparato ad aggiornarsi e restare sul pezzo. La maglia dei ramarri è stata vestita da numerosi calciatori poi sbarcati in A: Di Gregorio, Folorunsho, Cambiaghi, Pobega, Ciurria, Vogliacco.

La svolta personale e professionale di Lovisa è nell’estate del 2024. Nella prima esperienza lontano da casa, il giovane vede la B come un punto di partenza e, con umiltà, fa subito centro. Le Vespe dominano in Girone C di Serie C e volano in B con il record di punti. In un’intervista, Lovisa ha descritto il suo metodo: Un bravo direttore deve saper giudicare il lavoro quotidiano, capire chi può emergere considerando tante dinamiche dallo spogliatoio, agli infortuni e altri incastri che magari portano un giocatore a giocare di meno. È un mondo che richiede sempre grande mentalitàconcentrazione e dedizione. Serve questo oltre il talento”.

In cadetteria, la Juve Stabia centra il playoff senza realizzare il sogno, accadimento successo anche con il Pordenone di famiglia. Lovisa valorizza i giovani in campo e in panchina. È sua la scelta di Abate in questa stagione al posto di Pagliuca, direttore d’orchestra dello Stabia 2024/2025 arrivato a quattro partite dal sogno Serie A.

Assonanze

Nella scelta dei giocatori, si apprende una certa assonanza con Corvino. Lovisa è sì un giovanissimo, ma guai a isolare il calcio in algoritmi e dati. I lettori più attenti troveranno più di un’assonanza leggendo magari due volte le successive parole di Lovisa, che però alla domanda sui punti di riferimento ha risposto Giuntoli: “La prima parte video, poi la scelta dal vivo è fondamentale. Difficile che prendiamo un giocatore avendolo visto solo al computer. Viene visto almeno un paio di volte dal vivo ma non c’è una tempistica prestabilita dipende da tante cose. Poi mi piace prendere informazioni sul ragazzo, sulla famiglia, voglio sapere di più su di lui e conoscerlo anche personalmente per capire se ha qualcosa di diverso rispetto agli altri. Le sfumature sono importanti”.

Un altro passaggio è anche la personalità nell’essere desideroso di accentramento: “Per me il direttore sportivo dovrebbe avere più peso e poteri. La figura del direttore sportivo è una di quelle cose che ha contraddistinto il calcio italiano nel mondo e se il nostro calcio sta andando verso una direzione che non è positiva due domande bisogna farsele, non si può continuare a dire che va tutto bene perchè non è così”.

Oggi poco più che suggestione

Il desiderio di fare calcio in un posto dove si possono mettere in pratica le idee è l’ambizione di Lovisa, giovanissimo e con tanto tempo per crescere ma già voglioso di sognare e lavorare in grande. Pantaleo Corvino è inossidabile nonostante i 76 anni, 51 di questi fatti di successi nel calcio dalla Terza Categoria a Vernole alla Champions League con la Fiorentina con longevità di più epoche nel Lecce in Serie A. Il suo desiderio di fermarsi sul campo come i cavalli di razza è stato esposto più volte, ma nell’ultima conferenza stampa, il piccolo spiraglio di fine della lunga era si è, tra le righe, aperto.

La voce, ad oggi non più di un’ipotesi, descritta da Cesena sull’accostamento Lecce-Lovisa ci permette di conoscere, e magari associare, due dirigenti appartenenti a lontanissime generazioni (Corvino potrebbe essere benissimamente nonno di Lovisa) ma uniti dall’ambizione, dal metodo e dalla valorizzazione del prodotto calcistico “con mano”.

Redazione

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3 Commenti
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Giorgio
5 mesi fa

Per come la vedo io sarebbe un grande affare. La sensazione esterna è che il Lecce sia entrato in un loop dal quale non riesce ad uscire. Corvino ha polarizzato l’attenzione su di lui. Da quando è tornato, SSD si è “corvinizzato”. Trinchera, che per me era un buon DS fino a quattro anni fa ha perso valore e smalto. È necessario tagliare la parte incancrenita e ricominciare con nuova linfa.

Leccese orgoglioso
5 mesi fa

Ottima scelta. Soprattutto perché Trinchera, se lo pagano, ruba solo lo stipendio. Ancora oggi non ho capito che ruolo abbia e cosa faccia in concreto

Tonitty
5 mesi fa

Sarebbe ora di cambiare, quell’altra ombra con la riga in mezzo non sembra all’altezza di prendere il timone

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