Gianluca Petrachi, direttore sportivo salentino del Torino, ha espresso forti critiche alla gestione dei vivai italiani durante la sua partecipazione al premio “Inside The Sport 2026” a Coverciano. Come riporta MondoPrimavera.it, Petrachi ha sottolineato l’importanza di una riforma profonda per il calcio nazionale, focalizzandosi in particolare sul miglioramento delle condizioni economiche e professionali per gli allenatori giovanili. La sua analisi ĆØ stata chiara: senza un cambiamento radicale, il calcio italiano non riuscirĆ a rigenerarsi.
Una dignitĆ professionale per gli allenatori giovanili
Uno degli argomenti centrali del suo intervento ĆØ stato la necessitĆ di garantire una dignitĆ economica agli allenatori dei vivai. Petrachi ha denunciato gli stipendi attuali, che, secondo lui, sono insufficienti per assicurare la qualitĆ della formazione giovanile. Ha dichiarato: āParlerei del settore giovanile, perchĆ© ĆØ da lƬ che parte tutto. Comincerei col pagare bene gli allenatori, perchĆ© fatico a credere che con 7-800 euro si possa insegnare calcio ai giovaniā. Il direttore sportivo ha aggiunto che il calcio giovanile non dovrebbe essere trattato come un “dopolavoro” e che la valorizzazione degli allenatori ĆØ il primo passo verso una gestione più seria e professionale.
Petrachi ha anche messo in evidenza l’importanza di un approccio pedagogico più mirato. Gli allenatori, secondo il DS, devono possedere strumenti pratici e non solo teorici per educare i giovani calciatori. Per migliorare la formazione, ĆØ essenziale che gli allenatori siano adeguatamente preparati e supportati nel loro lavoro.
La critica al sistema delle retrocessioni nel campionato Primavera
Un altro aspetto critico sollevato da Petrachi riguarda il sistema delle retrocessioni nel campionato Primavera. L’attuale struttura, che prevede penalizzazioni per le squadre che non raggiungono determinati obiettivi, ĆØ considerata dal DS una āstorturaā che penalizza lo sviluppo dei giovani calciatori. Petrachi ha spiegato: āLa stortura delle retrocessioni in Primavera ĆØ una delle più grandi: lƬ i giocatori devono poter sbagliare, senza sentire il pesoā. Secondo Petrachi, la paura di sbagliare e il peso della pressione competitiva impediscono ai giovani di sviluppare la propria personalitĆ e le proprie capacitĆ in modo naturale.
La visione del direttore sportivo ĆØ chiara: per favorire la crescita tecnica dei ragazzi, ĆØ fondamentale permettere loro di fare errori senza temere conseguenze drastiche, come le retrocessioni, che spesso compromettono la loro serenitĆ .
Un invito alla collaborazione per una riforma del calcio giovanile
In chiusura, Petrachi ha lanciato un appello alla collaborazione tra tutte le parti coinvolte nel calcio giovanile italiano. Ha proposto di avviare un dialogo aperto tra le istituzioni, i club e gli allenatori per promuovere un cambiamento significativo. “Ripartiamo da una tavola rotonda, parlando di calcio con la gente. Da lƬ parte tuttoā, ha concluso Petrachi, ribadendo la necessitĆ di affrontare questi problemi in modo concreto e condiviso.
La sua proposta è quella di creare un confronto continuo per ridare valore agli allenatori e migliorare il sistema delle giovanili, così da permettere ai giovani calciatori di crescere in un ambiente che li aiuti a diventare professionisti completi. Senza un investimento serio in questo settore, il rischio è che il calcio italiano non riesca a rinnovarsi e a restare competitivo a livello internazionale.
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.









Il vero problema ĆØ che il 90% dei calciatori, nei campionati italiani sono stranieri!!!!!!!!