Non solo in zona salvezza: la Serie A non è un campionato per numeri 9

Il campionato italiano è quello in cui si segna di meno

La giornata 34 della Serie A è stato un manifesto del digiuno di gol che soffre il campionato. 24 reti spalmate su 10 partite e dieci squadre su venti a non essere andate in gol. Mancano le reti, mancano anche i dribbling. Le partite si risolvono sempre su ribaltamenti ed è raro trovare squadre che sappiano attaccare una difesa schierata. In più, non è un caso che il maggior numero di gol si concentri nei minuti finali: 177 tra il 76’ e il 90’: il 21,7%. C’è una maggioranza di reti nei secondi tempi, quando i piani partita s’allentano: 57,1% contro 42,9% dei primi tempi come ricordato dalla statistica sull’edizione odierna de La Repubblica.

Punte in calo

Nel quadro di una Serie A sempre più in crisi, è evidente che si segna di meno. In A ad oggi ci sono state 825 reti, l’anno scorso erano state 863 con media gol da 2,56 a 2,42. Nel 2020/2021 i gol dopo 34 partite erano addirittura 1032. Agli attaccanti di oggi sono richiesti molti più compiti per legare il gioco? La qualità è soffocata in troppo tatticismo? C’è da dire anche che numericamente le punte sono poche e si predilige molto l’uso degli esterni offensivi.

Il capocannoniere del campionato Lautaro è a “solo” 16 reti. L’ultima volta che un “pichichi” terminò con meno di 20 reti successe nel 1991 (Vialli 19 con la Sampdoria). Le punte sono in crisi e l’apporto di elementi dall’indubbio valore come Malen, 11 gol dal 18 gennaio, allarga la forbice. In zona medio-bassa, tolti Simeone (10 gol) e Kean (8) che si sono ritrovati inaspettatamente giù, i cannonieri sono Orban, Colombo, Bonazzoli (7) ed Esposito, Malinovskyi, Moreo (6).

Il Lecce

La mancata incisività dei centravanti del Lecce è un problema che ormai è noto a tutti, e che nelle disamine rischia di essere ridondante e noioso. Nel quadro della Serie A, i giallorossi hanno invertito la rotta rispetto all’iper-dipendenza dagli spunti di Krstovic andando a pescare reti dagli altri reparti. A questo punto del campionato scorso, il montenegrino aveva già segnato 10 su 11, due in più del doppio dei gol di Stulic (3), Camarda (1) e Cheddira. Aggiungendo la rete di Rebic, si sfiora il triplo. E i gol totali? 22 ora contro 24 l’anno scorso ma con due punti in meno. Da 27 ieri a 29 oggi.

I numeri fanno capire che, preoccupazioni legittime a parte per il calo di qualità offensiva a disposizione, i giallorossi sono in lizza per la salvezza che, se arriverà, verosimilmente si toccherà all’ultimo minuto dell’ultima giornata.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
2 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
4 mesi fa

Parlando dell’inutilità dei numeri 9, il Lecce di Di Francesco con Camarda, per caratteristiche,sarebbe l’uomo piu adeguato per questo Lecce li davanti.

Alessio Lecce
4 mesi fa

Intanto…vicino lo scambio Stulic Chirico’, con conguaglio a favore del Casarano

Articoli correlati

Quattro anni di Serie A hanno parlato chiaro: questa squadra può far bene a patto...
Le prime quattro partite della stagione hanno evidenziato la necessità di mettere a punto la...

Altre notizie