Oltre agli spunti dati su critiche percepite nel suo periodo a Lecce e sul futuro personale, Pantaleo Corvino ha parlato alla stampa dopo la lezione conclusiva del corso di formazione per Direttori Sportivi organizzato dal Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università del Salento.
La presenza in cattedra
“Ritorno molto volentieri, non è la prima volta che vengo chiamato per portare nella nostra università, autorevole, le mie esperienze e il mio modello in questo corso di alta formazione. Dico a loro che se ce l’ho fatta io partendo da Vernole ce la possono fare anche loro che partono da manager. Un consiglio? Fare quello che ho fatto io, quello che ci accomuna tutti. Quando si è giovani serve sognare, ogni giovane deve farlo per raggiungere traguardi. I sogni vanno difesi e coltivati, sapendo che ci sono discese, risalite e cadute. È un viaggio”.
Metodo Corvino
“I direttori sono i manager di un’azienda. Io ho sempre considerato il calcio un’azienda anomala e mi sono sforzato di seguire un modello basato su certi principi. Ognuno conosce la strada per l’obiettivo. Ho avuto un ieri in cui ho creato un modello e un domani per aggiustarlo e modellarlo. Nell’oggi poi il modello tuo può essere anche in funzione del domani”.
Scelta del calciatore
“Bisogna capire per cosa si va a seguire un calciatore, se pronto all’uso per usare un termine alterato. Lì servono qualità conclamate ed è più facile vederlo ed è più difficile sbagliare. Il problema è quando devi intravedere, vai a vedere delle potenzialità senza cose già fatte. Lì c’è più rischio. Quando sei in sostenibilità come fatto nel Lecce. C’è stato un rischio maggiore e i risultati nonostante tutto sono stati raggiunti”
Critiche
“Non mi aspettavo di tornare a Lecce. Ho fatto due cicli, ho preso la squadra in B ed è portata in A, andai via con il Lecce in A e la primavera scudettata. Sono stato richiamato, e ho rinunciato a due anni e mezzo di contratto con la Fiorentina, per mettere a posto la parte finanziaria, non quella dei risultati. Abbiamo raggiunto la Serie A, ora sono cinque anni, la Primavera è in A da 6 anni. Abbiamo ragazzi nelle nazionali giovanili italiane…più di così. Lecce mi ha dato tantissimo, ho avuto il piacere di essere applaudito dallo stadio quando qualcuno mi ha ferito”.
Quello che sarà
“Non ho la capacità di farmi capire bene a volte, è un mio limite. Io ho rispetto della mia tifoseria, della mia proprietà e del mio presidente che mi hanno dato tanto dopo che io ho dato tanto anche. Sono stato chiaro, non è che finisco questa corsa. Ne voglio fare altre, ma non perché voglio scappare o inseguire. Io non sono nelle condizioni oggi dopo 6 anni di sostenibilità di fare questi risultati. C’è bisogno di un altro direttore, io voglio pulirmi da certi preconcetti che non fanno parte del mio modus operandi. Io se lavoro sono in prima linea, sono un capobranco. Se non sono a capo di un branco non me la sento di stare dietro a un altro”.
I tempi dell’addio al Lecce
“Non potevo farlo in date diverse. Ci giocavamo la salvezza e non potevo dire neanche al presidente. Ogni presidente si sarebbe preoccupato per anticipare i tempi, oggi quando si cerca un sostituto tutti lo sanno. Io non volevo alterare gli equilibri, il mio staff e l’ambiente che avrebbe parlato di questo prima della fine del campionato. Finito questo ho avvisato la società e da professionista era giusto fare questo”.
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Se eri una persona consapevole prima avresti dovuto mettere apposto il Lecce come squadra e finire il mercato,in più il ritrovo,per la preparazione poi teneri andato con più calma e responsabilità
I Lecce non si tradisce ❤️💛♥️💛♥️e come tradire Sant’ Ronzo
Corvino non c’ è più. Basta parlare di questo personaggio. L’ US LECCE prima di tutto.
Ane camina a cuntala alli fessa…senza preavviso !
Pantaleu, hai cumbìnatu nu casìnu
Basta Corvino, non avete da scrivere altro?
Forza Lecce libero fa dittature!
“Se non sono un capo branco non me la sento di stare dietro a un altro” più chiaro di così.
Da quello che dichiara, o dalla versione intellegibile fornita da chi ha scritto l’articolo, si evince che non era disponibile a veder ridimensionato il suo ruolo.
Mi tocca persino fare l’esegesi del Corvino pensiero.
😀
E basta con sto Corvino, non avete di che scrivere?