La Corea del Sud è ormai un punto fisso del mappamondo mondiale. Nella filosofia locale In-Nae (인내) rappresenta la pazienza e la perseveranza. È la capacità di sopportare le avversità e le difficoltà con dignità e forza d’animo, credendo che il duro lavoro porti sempre a risultati nel lungo periodo. Questa frase potrebbe descrivere la partita condotta dall’armata comandata in campo da Son. Il campione d’Europa Lee Kang-In è stato il fulcro offensivo del gioco in una gara dove sin da subito gli asiatici hanno preso il pallino del gioco e, pur subendo la prima palla gol dalla Repubblica Ceca hanno dapprima confezionato occasioni e poi saputo rimontare lo 0-1 di Krejci.
Otto minuti dopo, tutta la qualità coreana è sfociata nell’azione pregevole con gol di Hwang In-Beom del Feyenoord. Dal gol, la fiducia e l’orgoglio messo sul rettangolo verde di una nazione tanto legata alle proprie radici dopo secoli (perdonateci la digressione extra Mondiale) di pressioni e invasioni dei due colossi Giappone e Cina. L’intensità e la furia agonistica hanno fatto il paio con la stabilità della difesa presidiata da Kim Min-Jae (oggi del primo calciatore coreano universalmente riconosciute, proprio il ct Hong Myung-bo libero vecchio stampo da calciatore) e dalle parate, pazzesca l’ultima, di Kim Seung-Gyu, che difende la porta del Tokyo FC nell’ “odiato” Giappone.
La conseguenza e il premio, meritato al di là della buona compattezza difensiva dei cechi con sfuriata finale fermata dal portiere, hanno portato al gol di Oh Hyeon-Gyu che ha fatto esultare i tifosi dei Guerrieri Taeguk presenti a Guadalajara. Perseveranza e pazienza nonostante le avversità. La Corea del Sud è ormai una realtà. La K-culture, chissà, dopo serie tv, musica pop e film magari conquisterà anche il calcio, esploso grazie al mito Son Heung-Min.
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.








