L’abbraccio finale tra Cristiano Ronaldo e Luka Modric, immortalato da numerosi fotografi, ha rappresentato l’ultima partita al Mondiale del genio del centrocampo croato. Nel pomeriggio di Toronto c’è stato di tutto: occasioni da gol, talento, legni, ricorso al Var, parate fondamentali (Diogo Costa nella ripresa e Livakovic nel primo tempo) ed episodi controversi.
Lo stacco di Goncalo Ramos, su cross di Leao, ha oscurato anche Cristiano Ronaldo. Il nuovo milanista è stato imperioso di testa nel cuore dell’area ma ciò che è successo nel cuore del recupero è tutta la crudeltà del football moderno. Algoritmi ed evoluzione tecnologica hanno battuto le emozioni croate. Gvardiol ha spinto in porta il 2-2 ma per giungere all’annullamento si è dovuti scomodare il sensore che rileva i movimenti, anche impercettibili, del pallone. Dalla sala Var, si è notato il tocco di Matanovic, in offside sul cross dalla sinistra. Smaltita l’adrenalina dell’andamento della gara, resta l’aver vissuto la Last Dance di Modric, a dir la verità ieri sofferente e in difficoltà contro la mediana portoghese, con la Croazia ai Mondiali. Applausi anche per un altro grande vecchio come Ivan Perisic.
Come funziona il sistema che ha “salvato” il Portogallo
Il sistema Connected Ball è basato su un sensore IMU (Inertial Measurement Unit) inserito all’interno del pallone Trionda. Il dispositivo, dal peso di circa 14 grammi, raccoglie dati 500 volte al secondo (500 Hz), registrando accelerazioni, rotazioni, traiettoria e soprattutto l’istante esatto di ogni tocco sul pallone, con una precisione superiore a quella delle riprese televisive. I dati vengono trasmessi in tempo reale alla sala Var, dove sono incrociati con quelli delle 16 telecamere di tracciamento e analizzati da un sistema di intelligenza artificiale. La decisione finale, comunque, resta sempre dell’arbitro. La valutazione arbitrale non si è limitata al tocco rilevato dal chip. A pesare sull’episodio e sulla valutazione è stato anche il giudizio sul successivo intervento di Renato Veiga: il difensore portoghese ha toccato il pallone con la testa, ma l’arbitro ha ritenuto che si trattasse di una semplice deviazione e non di una “giocata deliberata” prevista dalla Regola 11 dell‘Ifab sul fuorigioco. Per questo motivo l’azione è stata considerata la prosecuzione di quella originata dal tocco di Matanovic e Pasalic è rimasto in posizione irregolare.
La partita
I lusitani hanno cominciato bene ma senza mettere il pallone alle spalle di Livakovic. Dopo il vantaggio croato con Perisic al 53′ (dopo un’occasionissima di Kovacic che ha sfiorato l’eurogol sull’1-1), al 68′ è arrivato l’1-1 di Cristiano Ronaldo dal dischetto, dopo che a CR7 era stato annullato un gol per fuorigioco e una traversa di Leao. All’81’ altra rete annullata per offside stavolta all’interista Sucic, mentre il gol partita è arrivato al 94′, quando su un cross dalla sinistra Gonçalo Ramos, nuovo attaccante del Milan, ha beffato di testa Pongracic e Gvardiol, con il viola che non è andato a saltare sul pallone. Al 13′ di recupero, poi il gol annullato a Gvardiol che entrerà nella storia del calcio. Uno spettacolo così non poteva terminare con un finale commovente: Cristiano Ronaldo ha indossato la maglia numero 21 di Diogo Jota a un anno dalla sua tragica scomparsa.
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