Marco Giampaolo è da oggi il nuovo allenatore del Lecce. Nato a Bellinzona da una famiglia di emigranti di Giulianova, sul campo è stato un mediano. Da calciatore, si afferma con il suo Giulianova e milita sempre tra C1 e C2. L’unico campionato di B lo spende alla Fidelis Andria (1995/1996). La volontà di diventare allenatore una volta appesi gli scarpini al chiodo dopo l’esperienza al Gualdo (a 30 anni dopo un brutto infortunio alla caviglia sinistra) è indotta da due allenatori e insegnanti di calcio, abruzzesi come lui, avuti in carriera: Giovanni Galeone, con cui comincia da vice nel Pescara nel 2000, e Ivo Jaconi.
La prima esperienza in panchina di Giampaolo è già vincente. Nel 2004/2005, di fatto è il capo allenatore dell’Ascoli e, insieme a Silva, affiancatogli per motivi di patentino, chiude al sesto posto perdendo però le semifinali playoff. Gli stravolgimenti della Serie B (Genoa retrocesso dal primo posto per calcio scommesse, Torino e Perugia out per inadempienze finanziarie) aprono all’Ascoli le porte della Serie A. Giampaolo coglie l’occasione, debutta in A fermando 1-1 il Milan allo stadio Del Duca, conquista il primo punto in trasferta da allenatore di A al Via del Mare (Lecce-Ascoli 0-0 alla seconda giornata) e termina il primo massimo campionato al 10°posto con 43 punti.
Il Cagliari del vulcanico presidente Cellino sceglie Giampaolo nel 2006/2007. Il primo dirigente esonera il tecnico a dicembre, ma poi lo richiama a febbraio e arriva la salvezza. Nel 2007/2008 il Cagliari inizia bene e poi arriva in crisi. Cellino esonera ancora Giampaolo, nel frattempo promosso a pieni voti a Coverciano, ma non arrivò la reazione con Sonetti. Giampaolo però rifiutò di tornare con una nota: “Pur nella consapevolezza del danno economico che ne deriverà, rinuncio a tornare a Cagliari. L’orgoglio e la dignità non hanno prezzo”.
Un altro successo in zona salvezza giunse a Siena. Giampaolo, subentrato a Beretta, eguagliò il record di punti (44) del suo predecessore e chiuse 14°. L’anno successivo, l’esonero con una squadra impoverita dalle cessioni di Galloppa, Zuniga e Kharja. I numeri però non erano certamente dalla sua parte: 1 vittoria, 2 pari e 5 sconfitte in una squadra poi retrocessa. Non andò meglio al Catania, dove firmò a maggio 2010. Tanti cambi di modulo e confusione d’identità fino al pareggio contro il Chievo fatale mentre era 15°. Al suo posto il Cholo Simeone all’epoca ad inizio carriera. Altra delusione fu il Cesena. Nonostante una campagna acquisti importante (Mutu, Ghezzal, Eder, Candreva, Jorge Martinez), i romagnoli con Giampaolo rimasero impantanati sul fondo con tre pareggi e sei sconfitte in nove gare con soli 3 gol all’attivo. Il 30 ottobre 2011, dopo un ko per 2-0 col Parma, il tecnico lasciò spazio ad Arrigoni. Il Cesena chiuse comunque sul fondo.
Nel 2013, Giampaolo, fermo quasi da due anni, accettò il Brescia di Gino Corioni in B. L’avventura nasce già male, la piazza bresciana non apprezza il carattere di Giampaolo e soprattutto il vice Fabio Gallo, (ufficialmente collaboratore dietro il prestanome Buffoni)“traditore” del Brescia da calciatore quando dopo la retrocessione in B del 1995 si trasferì all’Atalanta neopromossa in A. Le dimissioni arrivano dopo cinque giornate, troppe promesse di A alla tifoseria, con ingerenze anche tattiche, da parte del club, e un “giallo” quando Giampaolo lasciò Brescia non rispondendo più alle chiamate. Commentò poi così: “Lascio il Brescia e lo faccio con comprensibile amarezza. La mia decisione irrevocabile dipende da uno stravolgimento degli obiettivi della società, non più in linea con quelli programmati. Ho lasciato per non tradire il mio modo di fare calcio. Sono stato fatto passare per un pazzo, invece sono molto lucido: semplicemente, non mi riconosco in questo calcio selvaggio” (nel pezzo di Giovanni Pastore su Ultimo Uomo tutta la vicenda).
Nel 2014/2015, l’allenatore decide di accettare l’offerta della Cremonese, in Serie C. Subentra in corsa al posto di Montorfano e fine campionato i grigiorossi sono 8°. Tale esperienza gli vale il riscatto . La seconda scossa alla carriera di Giampaolo arriva all’alba della Serie A 2015/2016. L’Empoli sceglie il Maestro, ormai così ribattezzato per la capacità di far esprimere la qualità dei calciatori più tecnici, per l’eredità di Maurizio Sarri. Proprio l’ex bancario consigliò a Fabrizio Corsi il nome di Giampaolo per la sua successione nell’onda del calcio propositivo. L’allenatore nato a Bellinzona migliora il risultato del collega: l’Empoli è 10° a fine campionato con un grande girone d’andata (30 punti) seguito da un ritorno più lento (16). Zielinski a centrocampo cresce a dismisura al fianco di Paredes, Saponara ispira il duo offensivo Maccarone (capocannoniere con 13 gol)-Pucciarelli, mentre sulle fasce la Serie A conosce Mario Rui. Il 14 maggio 2016, Giampaolo rassegna le dimissioni dall’Empoli. Ad attenderlo c’è l’offerta della Sampdoria
I successi con la Sampdoria e i fallimenti con Torino e Milan nella seconda parte della sua carriera
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Lecce in b
Conigli impresentabili serie B senza scampo pagliacci!! Forza bari sempre re di puglia!!
Quanto rimpiango i 2 punti col PARMA,,una classifica con 7 squadre sotto e ancora con GOTTI,,nessun cambio tecnico e con la giusta tattica e cioè non prenderle in primis visto il livello tecnico dell attaccante unico in rosa,, per poi migliorare le ripartenze e la fase realizzativa,,12 partite di cui 6 proibitive ,,nessun scontro diretto perso e media punti salvezza,,invece una svolta con un Mister fallimentare e da diverso tempo lontano da società, che gli hanno dato fiducia, con un po’ di minima fortuna GOTTI sarebbe al comando e valutato quando a gennaio CORVINO gli dava un centrocampista regista e una seconda punta da serie A,, SPERIAMO TUTTI CHE SIA UN CAMBIO TECNICO INDOVINATO
Aspettiamo prima di dare giudizi negativi
Guardando il suo curriculum rabbrividisco
E’ un allenatore che predilige il gioco d attacco. Ma noi abbiamo pochi giocatori offensivi. Vediamo che si inventa.
Che scandalo! Vene cu cchiangi! Questa scelta è il modo più esplicito per dire che ci stiamo preparando per un dignitoso campionato di media classifica in serie C fra due anni. Se avessimo rriffato alli Salesiani unu qualsiasi nnia sciuta megghiu.
Ne vedremo delle belle 🙄