L’amore sopra ogni ostacolo: cosa ci lascia la folle notte di Sassuolo-Lecce 2-3

I giallorossi giocano una partita di coraggio, osano e sono premiati anche dalla fortuna. L'abbraccio con la marea di tifosi a fine partita

Novantotto minuti di sofferenza, adrenalina, nervi tesi e andirivieni tra esultanze rabbiose e il baratro dello sconforto. Sassuolo-Lecce 2-3 ĆØ giĆ  diventato un thriller applicato al gioco del calcio che rischierĆ  di diventare indimenticabile in caso di salvezza.

Atto d’amore

La serata del Mapei Stadium ĆØ cominciata con l’adunata dell’attesa marea giallorossa. Il settore ospiti era gremito e le due tribune pullulavano di tifosi del Lecce. 4000 sono state soltanto le presenze nel primo settore riservato ai leccesi. Nella serata dei ringraziamenti del Sassuolo a Fabio Grosso e alla sua squadra, anche il Lecce giocava in casa. Chi scrive ha provato forti brividi giĆ  durante il riscaldamento quando la Tribuna Nord ieri giallorossa caricava i calciatori chiusi in cerchio. Era solo il leggero preludio di quanto poi sarebbe successo.

Il vantaggio della Cremonese ĆØ stata una botta all’entusiasmo crescente, ma il piatto di Cheddira al 14′ ĆØ stato la prima liberazione, compensata subito dal pari di LaurientĆ©. Il Sassuolo attaccava forte, ma al 25′ ancora Cheddira ha regalato emozioni. Il riflesso di Turati ha evitato una pazzesca tripletta giĆ  nel primo tempo. Nella ripresa, il salvataggio di Danilo Veiga, sfinito a terra in scivolata, con pallone che danza sul palo come sul fondo di un burrone ha ricordato una scena di “Fuga per la vittoria”.

Il 2-2 di Pinamonti, frutto di una pressione asfissiante, sembrava una sentenza. Falcone a terra con gli occhi sul settore giallorosso, teste basse a centrocampo. Tutti all’attacco, costi quel che costi. Ciò che ĆØ successo al 96′, poi, ĆØ difficile da raccontare in parole, sia perchĆ© la missione salvezza ĆØ tutto fuorchĆ© finita, sia perchĆ© a volte non bisogna mettere confini alle emozioni. L’amore ĆØ folle, e ieri si ĆØ celebrato in tutta quella parte irrazionale che va al di lĆ  di tassi tecnici, statistiche e anche forse qualche merito sportivo.

Stulic, l’uomo meno atteso, che tiene in vantaggio il Lecce e fa cantare uno stadio che non ĆØ il Via del Mare. Reggio Emilia, dopo lo 0-3 di due anni fa, ĆØ ancora teatro di partite epiche. Questa serata però ha messo a dura prova corde vocali e cuori di tanti di noi. Ma, lo ripetiamo, manca ancora l’ultimo sprint. Però, voi che leggete dopo una notte in bianco in autostrada per tornare a casa con l’adrenalina: porterete per sempre il ricordo di questo 17 maggio 2026 o no? Con occhi di sonno e muscoli stanchi, cosa direte a chi vi ammonirĆ  con i “ma ne ĆØ valsa la pena?”, “perchĆ© fai tutti questi sacrifici”? Sorridete in silenzio, delle notti d’amore vanno custodite gelosamente.

Le partite nella partita

Parlando di calcio giocato, Sassuolo-Lecce 2-3 ĆØ stato il necessario, forse doloroso, tanto rischioso, ma dovuto, atto di coraggio dei ragazzi di Di Francesco, costretti a vincere dal risultato della Cremonese e gestori di “partite nella partita”: aperta nei primi minuti mentre Vardy aveva giĆ  colpito in Friuli, pericolosa nei numerosi attacchi neroverdi nella ripresa, conservativa sull’1-2 con Jean e la difesa a cinque, spregiudicatamente all’attacco sul 2-2 quando da Udine arrivavano solo illusioni e Di Francesco se la giocava lanciando Stulic, Camarda, N’Dri e Gandelman.

La fortuna ha premiato il Lecce, ma questa fortuna va cercata, quasi stimolata. Per lunghi tratti del campionato Di Francesco e i suoi calciatori hanno costruito il tesoretto di punti sulla compattezza e sull’identitĆ  difensiva, preservata dai maiuscoli Falcone e Tiago Gabriel. Ieri no, serviva l’audacia e la forza di attaccare. Il Lecce ĆØ stato premiato con il gol del 3-2 confezionato dagli uomini forse più in ombra in questo periodo: stacco cestistico di Gandelman e palla in rete messa da Stulic che dopo zero minuti in due partite esplode sotto il muro giallorosso e diventa l’uomo della provvidenza sotto il cielo di Reggio Emilia.

Un’analogia da completare

Si potrebbe anche aggiungere un’analogia con l’anno scorso. Il Lecce dell’oggi avversario diretto Giampaolo conquistò sei punti battendo Torino e Lazio con due gol di centrocampisti, Ramadani e Coulibaly, in un campionato dove prima mancava la contribuzione di gol da quel reparto. Ieri, tre gol su azione tutti e tre segnati dai centravanti, sul banco degli imputati per mesi.

La doppietta di Cheddira e il gol di Stulic, in 90 minuti, superano la metĆ  delle reti segnati dalle punte nel resto dell’anno. Prima di Sassuolo-LecceĀ  2-3, Cheddira era a 1, Stulic a 3 e Camarda a 1. Per chiudere l’analogia, signori miei, serve però portare a casa la salvezza, magari con un altro bel grappolo di gol dei centravanti.

Lecce solo con i propri mezzi e con i propri tifosi

La fortuna ha sƬ premiato il Lecce, bisogna ammetterlo come ĆØ stato fatto da Eusebio Di Francesco. Dall’errore di Volpato al tripudio causato da Stulic sono passati solo una manciata di secondi, divenuti incroci di vita sportiva. Sassuolo-Lecce 2-3 ĆØ stata partita (tanto) vera, dolorosa, di quelle che oggi divertono gli spettatori neutrali affamati tanto di spettacolo e poco di tattica.

Probabilmente, e ci teniamo il beneficio del dubbio, non ĆØ stato cosƬ in Udinese-Cremonese 0-1. A leggere e analizzare commenti e reazioni, i supporter friulani, comunque compiaciuti della stagione positiva, non hanno gradito l’atteggiamento della squadra superata dai grigiorossi. Runjaic si ĆØ preso le responsabilitĆ  parlando di squadra non abbastanza cattiva a fronte della strenua difesa della Cremonese. Rievocare le dietrologie sull’atteggiamento morbido dettato dai 5 milioni per il riscatto di Payero che l’Udinese incasserebbe in caso di salvezza della Cremo ora, sempre a parere di chi scrive, non ha senso ed ĆØ un pensiero che toglie energie positive.

Dall’altra parte, riavvolgendo il nastro della serata thriller a Reggio Emilia, la convinzione forte ĆØ che il Lecce di Di Francesco ieri ce l’abbia fatta solo puntando il massimo sulle proprie forze e raccogliendo un premio da condividere solo e soltanto con la propria gente. “Novanta minuti di battaglia per amore di questa maglia”. CosƬ la Curva Nord piena all’inverosimile caricava il Lecce prima della sfida col Palermo per tornare in Serie A il 7 giugno 2003. Messe nel cuore le emozioni forti di ieri, ora ci caliamo in un’altra settimana di passione che dovrĆ  sfociare in quel messaggio domenica sera al Via del Mare.

Redazione

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3 Commenti
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Gianni
3 mesi fa

Eroici tutti, da Falcone para tutto al goleador Cheddira, a Gandelmann che salta fino in cielo per colpire quel pallone prezioso che un incredibile Stulic trasforma in magia pura šŸ’›ā¤ļø.
Comunque andrà domenica (speriamo bene per noi!) un grazie ragazzi e grazie mister per le emozioni forti che ci avete sempre regalato durante il più folle dei campionati!

Tino Cuper
3 mesi fa

Ho detto tante brutte parole a tutti quanti i ragazzi,me le rimangio con gli interessi perchƩ oltre ad essere stata partita vera ,sono andati oltre il loro limite, questa volta sono stati veramente grandi, grazie ragazzi

Sergio M .
3 mesi fa

Vamossss LECCEEEE šŸ‡²šŸ‡°

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