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Le pagelle del Lecce: Mancosu è una sentenza, Gabriel una fortezza. E la difesa non molla mai

Lecce-Juventus, le pagelle giallorosse: Lucioni soffre Higuain ma è decisivo come il suo portiere. Petriccione, un solo errore in una gara da applausi.

Gabriel 7,5 – Solo il rigore di Dybala riesce a superare la sua perfetta resistenza. La Juve non trova la porta tantissime volte, e quando lo fa, in tre occasioni, trova un estremo brasiliano impeccabile. Su Dybala nel primo tempo una parata da mostrare nelle scuole calcio

Meccariello 6 – Netta crescita rispetto a domenica scorsa, quando Liverani lo fece esordire in Serie A. Contiene bene Alex Sandro che lo salta solo una volta. In avanti anche un paio di proiezioni positive, prima di arrendersi ai crampi

dal 71′ Rispoli 6 – Corsa da vendere e attenzione nel concitato finale. Stavolta si fa trovare prontissimo

Lucioni 6,5 – Che sofferenza per contenere Higuain! Il centrale umbro barcolla parecchio, tante volte è decisivo e in altre è salvato da Gabriel e dalla sorte. Prestazione comunque encomiabile

Rossettini 6 – Nel primo tempo è a tratti in bambola, messo nel mezzo tra le verticalizzazioni di Pjanic e i movimenti di Dybala. Alla lunga però non perde mai la bussola, sciogliendo spesso nodi complicati. Quando ci mette la testa nel finale è una certezza

Calderoni 6,5 – L’eroe di San Siro quest’oggi si limita a compiti difensivi, e lo fa con con grande autorità. Certo, imprecisioni e difficoltà sono all’ordine dei minuti, ma immaginare una passeggiata sarebbe stata utopia. Perfetto sul temibile Cuadrado nel finale

Majer 5,5 – Prestazione sulla falsariga di quella di San Siro. Tanta corsa, tanta generosità, poca precisione. E Liverani lo cambia subito dopo il pari di Mancosu

dal 58′ Tabanelli 6 – Centimetri e classe nella positiva mezz’ora finale del Lecce. Si disimpegna benissimo, peccato per un errore di marcatura su Cuadrado che sarebbe potuto costare caro

Tachtsidis 5,5 – Il più in affanno del centrocampo del Lecce. Non riesce a trovare i ritmi giusti per del palleggio per eludere il feroce pressing bianconero, e in un paio di volte praticamente manda in porta gli avversari. Esce alla lunga con autorità trovando il modo di rendersi utile

Petriccione 6,5 – Sul piano fisico paga tantissimo rispetto ai possenti avversari, ma con la sua tecnica tiene in piedi le trame offensive e il possesso palla di un Lecce per forza di cose in difficoltà. L’enorme differenza con gli avversari non si vede, e quando sale in cattedra è da applausi, riuscendo anche a propiziare il rigore del pari. La frettolosa scivolata con la quale fa fallo di rigore su Pjanic gli abbassa un voto che sarebbe stato ben più alto

Mancosu 7 – Stretto nella morsa di uno dei centrocampi più forti del mondo, prova a limitare Pjanic e a lanciare i suoi attaccanti. La sua qualità esce nella ripresa, quando prima Szczesny gli nega il gran gol sotto l’incrocio e poi dal dischetto insacca il gol che fa esplodere di gioia il Via del Mare. Non molla fino all’ultimo, nonostante i crampi

Farias 5 – L’opposto di quanto gli avevamo visto fare nello strepitoso secondo tempo di Milano. Stavolta la corsa è poca e spesso a vuoto, i palloni giocati sempre male e i movimenti fuori tempo. Sostituzione giusta

dal 46′ Lapadula 6 – Furetto indemoniato che si lancia inarrestabile su ogni pallone. Ci mette una gran voglia per aiutare i compagni e lo fa benissimo, non riuscendo a concludere ma guadagnando sempre tempo e metri preziosi

Babacar 6 – Pomeriggio da centrocampista aggiunto. Questo perché mentre nella prima frazione il suo lavoro alla ricerca del gol non è indimenticabile, nella seconda lotta da gladiatore per consentire al Lecce di allentare l’asfissiante pressione bianconera. E non sbaglia più nulla

All. Liverani 7 – Si poteva forse chiedere qualcosa in più a questo Lecce? Francamente no. Il risultato è da sogno, oltre che preziosissimo per la classifica. La resistenza difensiva encomiabile contro una delle squadre più forti del mondo, e anche davanti aver creato 5-6 palle gol non era per nulla scontato. Soprattutto, al di là dell’importanza del risultato, i giallorossi hanno dato un segnale a caratteri cubitali: sono da Serie A

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