Mancosu: “Cagliari avversario forte e speciale. Giocherei con una gamba, ma non so se ci sarò”

Il capitano del Lecce, cagliaritano e cresciuto con i rossoblu, ha parlato del fatto che per lui non è una gara come le altre ma alla quale rischia di non poter partecipare.

Chi meglio di Marco Mancosu può presentare Lecce-Cagliari? Nessuno, con tutta probabilità, visto il suo particolare status di capitano giallorosso e cagliaritano doc di cui vi abbiamo già parlatoOggi Mancosu ha approfondito le sue emozioni nell’arrivare a questa sfida, per la quale ha ammesso di non essere certo di poter essere disponibile.

SOGNO. “Per me affrontare il Cagliari è un sogno che si realizza, impensabile solo fino ad un paio d’anni fa. Con i rossoblu ho un rapporto speciale per ovvie ragioni. Inoltre molti di coloro che ai tempi erano calciatori rossoblu ora sono dirigenti del club. Sarà sicuramente una grande emozione“.

INCERTEZZA. “Purtroppo nonostante io ci tenga tantissimo a questa sfida, non sono sicuro di potervi prender parte. Questo a causa di un problema muscolare insorto da poco, diverso da quello che mi ha creato problemi in estate. Diciamo che sono a rischio. Vorrei esserci, solo io so quanto ci tengo a questa sfida e che giocherei anche con una sola gamba. Al tempo stesso ho 31 anni e non posso ripetere ingenuità fatte in passato, forzando. Anche perché prima di tutto viene il bene della squadra”.

CAGLIARI. “I sardi vantano un centrocampo stellare, che davvero pochi in Serie A possono permettersi. La ciliegina sulla torta è certamente Nainggolan, calciatore strepitoso. Tutta la squadra vanta un’importante esperienza e fisicità. Inoltre sono in stato di grazia, risultati e classifica alla mano. Non sarà facile”.

NIENTE FIRMA. “Non partiamo battuti ed è una gara che vogliamo giocarci. Di certo non firmo per il pareggio e non perché ci troviamo di fronte il Cagliari, non lo farei con nessuno. Il nostro obiettivo è migliorare sempre e comunque, non possiamo accontentarci di poco. Anche perché se avessi dovuto firmare chi lo avrebbe detto che sarei potuto arrivare a fare cinque gol in Serie A? Bisogna sempre lavorare e magari andare oltre i pronostici”.

CRESCITA. “Sono contento dei miglioramenti che abbiamo fatto come collettivo. Ora sì che possiamo essere chiamati squadra, perché abbiamo idee e sappiamo bene cosa fare quando scendiamo in campo. Prima spesso galleggiavamo, inseguendo più il risultato che altro”.

VAR. “Il caso di Roma è stato più unico che raro. Purtroppo ci siamo andati di mezzo di noi, credo che si tratti più che altro di sfortuna. E’ stato ammesso che si è trattato di un errore, peccato che questo ci abbia compromesso la gara”.

RIGORI. “Diciamo che da quanto accaduto con la Lazio ho imparato una lezione che tengo per me. Questo con l’obiettivo di trarne beneficio e avere miglioramenti per il futuro. Credo che da ogni episodio, anche da quelli sfortunati, vada preso il giusto”.

Redazione

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