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Le pagelle del Lecce: Gabriel, Babacar e poco altro. Che fine ha fatto il centrocampo?

Lecce-Udinese, le pagelle giallorosse: il portiere quasi blinda il punto, l’attaccante è sfortunato. Tachtsidis anche stavolta è il peggiore

Gabriel 6,5 – Per l’ennesima volta in questa stagione prova a salvare la baracca, e ci va davvero vicino con le prodezze su Mandrogara e, soprattutto, Lasagna. Quando la difesa lo abbandona aprendo le porte all’assolo di De Paul alza anche lui bandiera bianca. Per il resto puntuale come (quasi) sempre

Donati 6 – Parte molto bene e sforna subito un paio di assist che fanno gridare al colpaccio di mercato. Alla lunga paga soprattutto la poca condizione e la mancanza dai campi, andando in difficoltà soprattutto dietro. Tiene con difficoltà, non sale più ma salva un gol quasi fatto sul Lasagna

Lucioni 6 – Che sofferenza su Okaka! Il centrale ex Benevento riesce a tenere botta contro l’italiano di origini nigeriane, a dir poco scatenato, e alla fine vince la battaglia personale.

Rossettini 5,5 – Anche lui, come Lucioni, tutto sommato attutisce il colpo di un attacco ospite pimpante e complessivamente contenuto. Un paio di disimpegni e uscite errate spalancano però le porte a clamorose occasioni che l’Udinese non sfrutta. In difficoltà ed in calo rispetto ad inizio campionato

Dell’Orco 6 – Dimostra di essere superiore a Calderoni nella fase difensiva con una prestazione ordinata e che lascia poco a Stryger-Larsen. Chiaramente la controparte è nella totale, o quasi, assenza in zona offensiva. Dalla sinistra zero cross per gli attaccanti giallorossi, anche se non ci si aspettava poi tantissimo

Petriccione 5,5 – Mai così in difficoltà quest’anno. Il 4 di Liverani ha difficoltà anche a stoppare la palla, fisicamente perde pressoché tutti i duelli e sbaglia diversi appoggi che avrebbero potuto portare ad interessantissimi sviluppi di azioni. La miglior cosa il vantaggio sfiorato con un gran bel destro al volo

Tachtsidis 5 – Ormai sta mettendo a dura prova anche la pazienza dei suoi più grandi estimatori. Un paio di buone chiusure, qualche lancio e apertura intelligenti e poi il nulla più totale. Il greco è in grandissima difficoltà e lo si vede, ma Liverani non dispone di degni sostituti

Tabanelli 5,5 – Insostituibile per assenza d’alternative più che per prerogative tecniche e tattiche, anche stavolta è in netta difficoltà al cospetto del dinamismo avversario. Si abilita, come sempre, con l’impegno e la puntualità nei ripiegamenti. In avanti, però, fallisce anche gli stop più semplici vanificando un paio di ottime occasioni

dal 69′ Farias 5,5 – Acclamatissimo all’ingresso in campo, il brasiliano stavolta ha un impatto sul match tutt’altro che devastante. Il Lecce non c’è, i compagni non lo cercano ma lui non fa nulla di adeguato per farsi trovare pronto

Mancosu 6 – Il sardo non ha tecnica sopraffina per la Serie A, e proprio per questo chi lo vede ha la certezza che stia andando ben oltre le proprie possibilità. Per due volte a un soffio dal gol, prima con un destro a uscire su cui Musso è strepitoso e poi con una gran giocata che sfiora l’angolino. Anche lui sbaglia tanto, correndo però per tre

Falco 5,5 – E’ evidentemente sovraesposto a responsabilità che non può sobbarcarsi da solo. Questo Lecce, in debito d’ossigeno e di ricambi da circa un mese, punta troppo sul Romario di Pulsano, con il risultato che il 10 ha trattamenti particolari dagli arcigni avversari (vedi Nuytinck) e pochi spazi. E quando glieli concedono, tuttavia, non riesce a sfruttarli a dovere

Babacar 6 – La sfortuna si sta accanendo nei confronti del senegalese, tra i migliori dei suoi ma che vede la sua bomba di destro impattata dalla traversa. E poi tante sponde per i compagni e anche un gol (giustamente) annullato. Esce quando non ne ha davvero più

dall’80’ La Mantia sv

All. Liverani 5,5 – Senza la giocata di De Paul, sulla quale non può nulla, sarebbe stato sufficiente così come il suo Lecce. Lo ripeteremo fino alla nausea: al netto di qualche errore di valutazione, il tecnico romano può poco con il parco giocatori di cui è in possesso. Mettici la sfortuna è il gioco è fatto, facendo sfumare un punto che sarebbe stato meritato. Una cosa però non gliela facciamo passare: questo Lecce, tecnicamente inferiore a ogni avversario, deve andare a due mila e combattere su ogni pallone. Cosa che non fa dal secondo tempo con il Genoa, per non dire da Firenze

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