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Bojinov, la donazione al suo vecchio club e il pensiero: “Voglio ancora giocare in A”

Il bulgaro, cresciuto nel Lecce fino allo storico esordio in Serie A contro il Brescia di Roberto Baggio a 15 anni e 11 mesi (il più giovane straniero della storia), ha parlato a Il Centro, tra ricordi e progetti per la ripresa dei giochi con il Pescara.

Valeri Bojinov, sempre senza filtri, è pronto a riaccendere i motori dopo il suo ritorno in Italia, perfezionatosi nei mesi scorsi prima del lockdown. Il Pescara ha accolto il ragazzo nato a Gorna Orjahovica che, a 34 anni, è ancora un tourbillon di progetti e sogni. Uno lo ha realizzato durante la quarantena, donando parte del suo ingaggio al Levski Sofia, suo ex club e storica compagine della Bulgaria, ora in gravissime difficoltà economiche. Riportiamo ora un estratto delle dichiarazioni riprese dal quotidiano abruzzese.

MOMENTO. “Mi sono sempre allenato e non vedo l’ora di ricominciare. Siamo concentratissimi e desiderosi di riscattare il periodo negativo che abbiamo attraversato prima della sosta. In quella fase avevamo perso un po’ di fiducia a causa delle tante assenze, ma ora la situazione è cambiata. Obiettivo del Pescara? Sono ottimista e nella via vita ho sempre pensato in grande. Abbiamo le carte in regola per toglierci delle belle soddisfazioni, siamo convinti di poter risalire la china. Ora occupiamo una posizione di classifica anonima, non siamo né carne né pesce, però la squadra ha valori importanti. Può succedere di tutto”. 

LIVELLO PERSONALE. “So cosa si aspettano la società, l’allenatore e i tifosi, non ho paura delle responsabilità. In questo momento bisogna lavorare tanto e parlare poco, stare zitti e pedalare. Da febbraio non mi sono mai fermato, ho sofferto e ora sono pronto. Ovviamente, non giocando da un po’, per vedere i frutti dei sacrifici ci vorrà un po’ di pazienza. Non ho più 18 anni, gioco in maniera diversa rispetto al passato, alla mia età devo curare ancora di più il corpo, la mente e l’alimentazione, ma posso essere ancora utile”.

ZEMAN. “Io sono una sua creatura, lo ringrazierò per sempre. È stata dura lavorare con lui, ma i risultati si sono visti”. 

IL SOGNO. “Se ho un sogno? Sì, mi piacerebbe giocare di nuovo in A e spero di poterlo fare con il Pescara. Ho vinto due campionati di B e lo stesso ha fatto Sebastiani. Al presidente ho detto: come si dice in Italia? Non c’è due senza tre”. 

 

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