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La B e le sue maglie – Empoli, l’azzurro simbolo di una cittadina divenuta grande nel calcio

Decima puntata della nostra rubrica dedicata, tra storia e presente, all’emblema per eccellenza di ogni club del campionato cadetto: la maglia da gioco. Oggi tocca all’Empoli.

Il nostro viaggio cromatico ed iconico nelle maglie della Serie B prosegue con la prossima avversaria del Lecce, l’Empoli. Il club della provincia fiorentina è tra i pochi rappresentanti un comune non capoluogo ad essere riuscito a raggiungere la Serie A. Un motivo di grande orgoglio per una città che non può contare su un grande territorio circostante a supportarla, come è per la maggior parte, e che anche per questo vede i propri colori rappresentati sulla maglia della sua squadra.

I colori sociali che da sempre accompagnano le sorti dell’Empoli Football Club, fresco di centenario, corrispondo proprio al colore dello stemma cittadino: l’azzurro. Un colore che domina il gonfalone araldico del territorio empolese, con riferimento al fatto che lo stesso è delimitato dalla presenza dei fiumi Arno ed Elsa. Azzurro che caratterizza la storia del club, e che si è manifestato sulla maglia in varie forme ma pressoché con costanza, salvo varie eccezioni.

La prima di queste è del tutto casuale, la sua fondazione tra origine dal confluire nel nuovo sodalizio, nel 1920, della sezione calcistica della polisportiva USE, la quale adottava divise color vinaccia per i propri atleti. Colore ripreso solo in futuro per terze maglie o divise celebrative, come quella del centenario nella passata stagione. Dopo un anno di maglie “in prestito”, dal 1921 l’Empoli ha iniziato a vestire azzurro. Un’altra eccezione c’è stata poi in epoca fascista, quando il nero, poi a lungo mitigato in grigio, ha iniziato a farsi largo dapprima nei pantaloncini, poi anche in calzettoni e home kit. Particolarmente emblematica quella del 1940-43: interamente grigia con una fascia orizzontale azzurra.

Nell’immediato secondo dopoguerra si registrano altre due peculiarità. La prima risale al 1947, quando si decise di adottare un giallo subito abbandonato probabilmente per discostarsi dall’azzurro-Savoia in età neo repubblicana. Dunque, per un decennio circa, ritornò l’azzurro ma il bianco in precedenza usato solo per gli inserti prese largo, diventando colore dominante. La situazione si invertì dunque da fine anni sessanta fino all’epoca attuale.

Come per tutti i club, anche l’Empoli ha spesso assecondato i “capricci” del marketing che dato varie forme al suo azzurro. Nel 1997/98 si festeggiò la Serie A con una maglia casalinga a due tonalità di azzurro, separate da altrettante righine bianche. Doppia tonalità anche nel 2003/04, con separazione stile british tra petto, spalline e maniche, e la stagione seguente, con half-and-half diagonale. Particolare anche la scelta del 2009/10 di optare, per la prima volta nella storia, per le righe orizzontali biancazzurre.

E andiamo al presente: dopo le scelte coraggiose per festeggiare il centenario, si torna al classico. Per la maglia di casa Kappa ha operato una scelta senza fronzoli, con una divisa completamente azzurra, priva di inserti diversi dallo stemma celebrativo. Gli esagoni visti nella precedente stagione si sono spostati invece sulla maglia away, bianca con i futuristici simboli in chiaroscuro. Torna il total black, infine, per la terza maglia.

QUI la puntata dedicata al Pordenone.

QUI la puntata dedicata alla Cremonese.

QUI la puntata dedicata al Pescara.

QUI la puntata dedicata alla Reggiana.

QUI la puntata dedicata al Venezia.

QUI la puntata dedicata al Frosinone.

QUI la puntata dedicata al Pisa.

QUI la puntata dedicata al Vicenza.

QUI la puntata dedicata al Monza.

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