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La B e le sue maglie – La Reggiana, i Blaugrana d’Italia e quel colore “copiato” al Toro

Quarta puntata della nostra rubrica dedicata, tra storia e presente, agli emblemi per eccellenza di ogni club del campionato cadetto: la maglia da gioco. Oggi tocca alla Reggiana.

Il nostro viaggio cromatico ed iconico nella nelle maglie della Serie B prosegue con la prossima avversaria del Lecce, la Reggiana. Una delle granata d’Italia, colore da sempre sinonimo di fascino. Che, per quanto riguarda la Regia, ne ha se possibile ancora di più, perché quasi sempre è stato associato nella sua storia ad un blu capace di creare connubio di barcelonista memoria. Magari “un po'” meno vincente, ma certamente accattivante.

Eppure di questi colori non vi è traccia negli anni pionieristici del calcio nella città emiliana. Il primo colore della Reggiana fu infatti il bianconero, perché bianconera era la divisa da gioco di una delle squadre che, dopo la fusione del 1919, contribuì alla nascita dell’attuale sodalizio. Il motivo è facilmente rintracciabile nel nome: Juventus Reggio.

Il bianconero rimase però davvero per pochi anni come colore sociale del club della Città del Tricolore. Si era ancora nel primo Dopoguerra, infatti, quando si decide di adottare un granata che fece presto storia, anche qui bisogna spostarsi nel capoluogo piemontese per trovarne le ragioni. Il Torino fu infatti la prima squadra di uno dei fondatori della Reggiana, Severino Taddei, per cui si decise di adottarne i colori come omaggio ai più famosi granata.

La storia della maglia reggiana ripercorre dunque quella dei colori sociali, con dunque l’unico elemento caratterizzarne che va rintracciato nel blu scuro. Che comparve quasi dal nulla, associato sempre al granata, nel corso della storia del club, pressoché sempre utilizzato per pantaloncini. Raramente, invece, venne scelto come inserto per la prima maglia. L’esempio più celebre lo si trova sulla divisa dell’ultima Reggiana di Serie A, quella 1996/97, quando un blu più chiaro del solito acquista spazio attraverso delle righe sottili che intervallano quelle più grosse granata. Quest’ultimo resta infatti l’indiscutibile segno distintivo del club, che soprattutto negli anni ottanta lo ha adottato come unico colore per le proprie divise, rinunciando ai contorni blu.

E andiamo al presente: qui l’oro prende momentaneamente spazio sulle maglie degli emiliani. Per festeggiare il ritorno in Serie B 21 anni dopo, infatti, lo sponsor tecnico Macron ha arricchito di inserti oro la prima maglia della Reggiana, caratterizzata anche da un numero di matricola che ne rende unico ogni esemplare. Questo è visibile all’interno del colletto. Il Tricolore che ha reso celebre la città torna sulle spalle e sui pantaloncini, questi sì interamente blu. Bandiera italiana presente anche sulla divisa da trasferta, bianca con sottili righine granata. Un sorprendente celeste è stato invece scelto per la terza gara. Poi, una chicca: per celebrare la promozione della passata stagione, Macron ha messo in vendita per i tifosi reggiani (ma non solo) una t-shirt celebrativa ritraente il gol-vittoria di Kargbo contro il Bari nella finale playoff dell’anno scorso.

QUI la puntata dedicata al Pordenone.

QUI la puntata dedicata alla Cremonese.

QUI la puntata dedicata al Pescara.

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RDN
RDN
10 giorni fa

Belle maglie..le loro, credo che noi invece da un paio di anni a questa parte, se non di piu toppiamo alla grande ( escluse le nostre bianche,nere)

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Juan Alberto Barbas

Ultimo commento: "Un grande ottima visione di gioco nel centrocampo dell'epoca."

Carlo Mazzone

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