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QdP – Bucchi: “Il Lecce è la dimensione ideale di Coda per potersi affermare nell’Olimpo del calcio italiano”

Nella stagione 2018-19, Coda, nel Benevento in B, stabilì il record personale di 22 gol: l’allenatore di quella squadra, Cristian Bucchi, ricorda, tra le altre cose, quella stagione nel corso di un’intervista rilasciata a Il Quotidiano di Puglia (a cura di Lino de Lorenzis)

IN SERIE A IN ETA’ AVANZATA? «La sua storia mi ricorda tanto quella di Ciccio Caputo del Sassuolo, anche lui ha trovato la sua dimensione con qualche anno di ritardo. Dirò di più: nel calcio ci sono pure i giocatori di categoria, che hanno dei limiti e di conseguenza non possono ambire a categorie superiori. Non è questo il caso di Coda, lui questi limiti non li ha, Massimo regge tranquillamente l’urto della serie A anche perché sa giocare in qualsiasi sistema di gioco e non è vincolante per l’allenatore. Lecce è la sua dimensione ideale e quindi spero per lui e per il club salentino che possano avviare un bel cammino insieme fatto di continuità e di soddisfazioni reciproche».

DOVE PUO’ ARRIVARE QUEST’ANNO? «Ha già segnato 20 gol e spero che possa battere il suo record. Conoscendolo però sono convinto che dinanzi alla possibilità di conquistare la promozione sul campo rinuncerebbe volentieri alla soddisfazione personale».

QUALI LE FAVORITE PER LA PROMOZIONE DIRETTA? «Empoli, Monza a Lecce anche se la squadra che mi diverte di più è il Venezia. È moderna, sa alternare il modo di giocare, cambia spesso modulo. Al netto di tutto ciò però dico che gli organici più forti per me restano Empoli, Monza e Lecce. Dietro c’è la Salernitana che in una partita secca è l’avversario peggiore che possa capitare. Io non vorrei affrontarla nei play off».

NEL SUO BENEVENTO C’ERA ANCHE MAGGIO. «Cristian fisicamente è un giocatore stratosferico, è un ragazzo d’oro, un leader in campo e fuori. Con me all’inizio probabilmente ha risentito del passaggio dal Napoli al Benevento, storia e organizzazione ben diverse. Un salto indietro che all’inizio è stato un po’ faticoso, poi ha avuto anche qualche piccolo problema fisico. Però ricordo che da febbraio in avanti è stato devastante, una spina nel fianco per chiunque perché poi ha questo grande senso dell’inserimento, dei tempi importanti e poi porta in dote quei tre, quattro gol».

Qui la prima parte dell’intervista.

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