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Di Francesco, duttilità offensiva e sprint per le ripartenze del Lecce

L’ala 28enne, acquistata dalla SPAL, darà esperienza al tridente offensivo, reparto che ai lati ora annovera, oltre alla new entry, Strefezza, Listkowski, Di Mariano e gli adattati Rodriguez e Persson. Di Francesco vorrà dare un seguito nel Salento alla positiva stagione disputata l’anno scorso in quel di Empoli.

Federico Di Francesco è l’undicesimo acquisto del calciomercato estivo 2022. Il pisano, figlio di Eusebio Di Francesco (passato anche dal Lecce nella sua prima avventura in A nel 2011/2012) arriva a titolo definitivo con conguaglio da assicurare alla SPAL in caso di salvezza. DiFra, elemento duttile, può svariare su tutti i fronti dell’attacco e principalmente occuperà una delle due caselle laterali del tridente. La trattativa non è stata facile. Inizialmente il Lecce ha provato a inserire Majer come contropartita tecnica. Il no del ds spallino Lupo ha poi indotto Corvino e Trinchera all’all in: il profilo di Di Francesco era necessario per dare più garanzie all’attacco di Marco Baroni.

PESCARA E L’ESORDIO IN A. Il percorso professionale di Federico prende il volo nel settore giovanile del Pescara, dove disputa per tre anni il campionato Primavera fino al 2012/2013, divenendo anche il capitano agli ordini di Cristian Bucchi. L’ex attaccante subentra alla guida della prima squadra (dopo Stroppa e Bergodi) ormai retrocessa in B da tempo e gioca 7 partite (5 da titolare) a 18 anni. L’anno dopo, Di Francesco segue Bucchi al Gubbio, in prestito in Lega Pro. Quell’anno c’è il primo incrocio con il Lecce: il 20 ottobre 2013 al Via del Mare finisce 1-1 (vantaggio Lecce con Lopez e pareggio eugubino di Ferrari). Il calo di rendimento del Gubbio costa la panchina a Bucchi, sostituito da Roselli. Col nuovo allenatore, Di Francesco decide di ritornare al Pescara, in B, senza giocare.

DA CREMONA A MARAGLIULO. L’anno dopo, la storia cambia. Il Pescara lo cede per 100mila euro al Parma e i ducali lo girano in prestito, in C, alla Cremonese. Allo Zini s’intervallano Montorfano e Marco Giampaolo ma Di Francesco non soffre il distacco dal primo maestro Bucchi. Anche se il rendimento della Cremo è altalenante fino all’ottavo posto finale, l’ala, impiegata con proficuo anche da seconda punta e da trequartista, si fa vedere a 20 anni con 5 gol e 4 assist in 27 presenze. L’anno dopo, la Virtus Lanciano, l’anno prima salva con Marco Baroni, lo porta in B acquistandolo a titolo gratuito. D’Aversa lo sceglie per il suo 4-3-3 e Di Francesco cresce ancora. Titolarità, 5 assist e 8 gol che, insieme a Piccolo, gli valgono lo scettro di vicecapocannoniere di squadra dietro Nicola Ferrari. Nel finale di stagione, il leccese Primo Maragliulo subentra a D’Aversa nel tentativo di centrare la salvezza, poi sfuggita nel playout perso contro la Salernitana di Coda.

SUBITO IN A. A 22 anni, Di Francesco sfonda le porte della Serie A. Il Bologna del (dimissionario) Corvino lo acquista dal Lanciano per 1,40 milioni. Con Donadoni, l’ala esordisce in A il 28 agosto 2016 nel finale della sconfitta 5-1 in casa del Torino. Alla prima al Dall’Ara, però, è già gol vincente (2-1 al Cagliari). Di Francesco gioca senza distinzione a sinistra a destra, si gioca spesso una maglia a Krejci, subentrandogli spesso, ma cresce nel finale, segnando anche altre tre reti. Il minutaggio della prima stagione in A reciterà 1081′, con tre assist serviti ai compagni d’attacco Verdi e Destro. L’anno dopo, Donadoni punta ancor più su di lui costruendo il tridente titolare Verdi-Destro-Di Francesco. Un problema fisico lo stoppa a novembre e solo a marzo, complice anche il cambio di modulo con Palacio affiancato a Destro con un trequartista gli ritarda il rientro nello starting XI. A fine campionato, il Bologna, che chiuderà a 39 punti (4 in più del Crotone retrocesso), giocherà col 3-5-2 e Di Francesco, quando impiegato, si adatterà anche da laterale destro a tutta fascia. I minuti giocati saranno 1598 con 3 assist e 1 gol.

STOP AL SASSUOLO. Le qualità di Di Francesco, per 6 volte in campo con l’Italia Under 21 e autore di 3 gol ma poi escluso dal ct Di Biagio per gli Europei 2017, non passano inosservate. Nell’estate del 2018 il Sassuolo mette sul piatto quasi 7,5 milioni di euro e lo strappa al Bologna. Coi neroverdi di De Zerbi, però,  Di Francesco si ritaglia lo spazio giusto solo nel girone d’andata. L’ampia concorrenza di un reparto che annoverava Boateng, Djuricic, Babacar, Matri, Brignola, Berardi e Boga riducono le presenze totali a 21 con poco più di 1000 minuti giocati. Solo due gol decoreranno la militanza di Di Francesco al Sassuolo. Il rallentamento del processo di crescita induce Di Francesco a cercare una squadra dove recitare un ruolo da protagonista, sempre nella massima serie.

OK A FERRARA. La SPAL, dopo due salvezze, strappa il prestito di Di Francesco. Con la squadra estense, Di Francesco, che condivide lo spogliatoio con Strefezza, comincia da seconda punta al fianco di Petagna. Dopo cinque presenze e due gol (al debutto con l’Atalanta e nella sconfitta casalinga proprio contro il Lecce), uno stiramento alla coscia e un infortunio al bicipite femorale lo tengono di fatto fuori dai campi fino a fine dicembre. Al rientro, la squadra di Semplici è in coda alla Serie A e la sfilza di sconfitte del pre lockdown condannano quasi definitivamente la SPAL alla Serie B. Dei problemi fisici alla coscia lo tengono fuori alla ripresa. Nell’1-1 col Torino del 26 luglio 2020, con la SPAL già retrocessa, Di Francesco e Strefezza agiscono ai lati di Petagna nel tridente offensivo spallino: la coppia di ali sarà la prima scelta del Lecce 2022/2023. Di Francesco decide di ripartire dalla Serie B con la SPAL che, agli ordini di Marino, tenta la pronta risalita in A. Alla partenza sprint segue un rallentamento e Rastelli sostituirà il tecnico siciliano alla 29°. DiFra, punta nel 3-4-1-2 e poi ala, segna 4 reti e serve due assist.

RITORNO NELLA MASSIMA SERIE. Dopo una presenza in B nel torneo appena concluso, Di Francesco accetta il prestito dell’Empoli e rientra in Serie A. Con gli azzurri toscani debutta con assist (contro il Venezia) e centra la stagione più prolifica in Serie A: 5 reti e 2 assist in 26 presenze con 1373′ di gioco. Andreazzoli lo alterna con Henderson e Bajrami per far da spalla a Pinamonti sulla trequarti, con libertà di offendere sulle fasce, e l’Empoli raggiungerà agevolmente la salvezza con un gioco arioso condotto perlopiù da calciatori con pochissima esperienza in A affiancati a Di Francesco e altri elementi. L’auspicio è che l’arrivo a Lecce di Di Francesco, scelto per restare in A, possa permettere ai giallorossi lo stesso destino della compagine empolese. Il 28enne, verosimilmente, costruirà la catena di sinistra con Frabotta e cercherà di fornire assist vincenti alle punte centrali. Corvino ha chiuso la trattativa con la SPAL per 500mila euro, che potrebbero diventare 1 milione a causa del conguaglio dovuto in caso di salvezza. Anche qui, l’augurio è che il bonifico con destinazione Ferrara possa partire il prima possibile.

 

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