#25AnnifA – Campolonghi: “Lecce una città a sé stante rispetto alle altre del sud. Fu decisivo il 2-2 a Napoli”

L’ex attaccante ha partecipato al nostro speciale per il 25°anniversario della promozione in Serie A del Lecce di Nedo Sonetti nel 1998/1999

(di Davide De Santis*)- Marcello Campolonghi uno dei tre rinforzi del mercato di riparazione acquistati dal DS Corvino: “Arrivai a gennaio, ero di proprietà del Milan ma in prestito al Monza con cui avevo giocato la prima parte del campionato di Serie B. Ci fu quest’opportunità di venire a Lecce e la colsi al volo perché secondo me la squadra salentina era uno squadrone in quel momento lì. In più avevo nuovamente l’occasione di rivincere il campionato dopo l’annata precedente con il Brescia”.

La stagione rappresentò però un piccolo rammarico: “Purtroppo arrivai a Lecce che avevo la pubalgia quindi mi sento di non aver dato quello che avrei potuto e voluto. Segnai comunque due gol importantissimi nella sfida casalinga contro il Cosenza che ci consentirono di mantenere a distanza il Pescara. E’ stato un campionato molto bello e avvincente”.

Campolonghi racconta l’esperienza di giocare a Lecce, per lui fu la prima esperienza al Sud dopo Fidenza, Maceratese, Brescia, Milan e Monza: “Sinceramente non so che tipo di difficoltà abbiano potuto trovare altri prima di me. Per quanto mi riguarda forse sono stato fortunato a trovare l’annata giusta che sicuramente in generale rende l’ambientamento più agevole ma io mi sono trovato benissimo e non ho avuto nessun problema. Per me Lecce è una delle città più belle d’Italia sia per l’aspetto architettonico che per la gente che ho conosciuto. Sembra veramente una città a sé stante rispetto alle altre del sud dell’Italia. Sicuramente la gente ha dentro il calore viscerale delle città meridionali però al di fuori del campo non ho visto morbosità, c’è sempre stato rispetto ed educazione”.

Il classe 1975 parla poi di società e area tecnica: “Ho un ricordo fantastico del D.S. Corvino, persona alla mano e per bene, “pane e salame” come si dice da noi. Così come ho un bellissimo ricordo di tutta la componente societaria, dal Patron Semeraro, davvero un gran signore, a Fenucci, al Presidente Moroni, Ezio (Candido, ndr), e infine ma non per ultimo il mitico Dottore Palaia. Anche il mister Nedo Sonetti è stato bravo a tenere sempre sulla corda tutti, anche quelli che hanno giocato un po’ meno. C’erano Ferrari, Blasi, Cimarelli, Viali, tutta gente che, come me, non giocava spesso ma Sonetti ha sempre dato a tutti la loro opportunità e tutti quanti ci tenevamo a fare bella figura perchè ognuno di noi in quell’annata si è ritagliato il proprio spazio e il più elle volte non abbiamo fatto rimpiangere chi giocava abitualmente”.

Sui compagni di squadra, Campolonghi rivela un aneddoto: “Avevo legato un po’ con tutti e in particolare con Cyprien. Ero stato uno dei pochi a legare con lui perché aveva un carattere molto particolare e spigoloso, se non gli andavi a genio era un attimo a litigare (ride, ndr). L’ho incontrato casualmente un po’ di anni fa a Nizza dove abitava ma poi non l’ho più visto né sentito”.

Infine, il telegramma sul momento decisivo: “Quando siamo andati a giocare a Napoli, in un ambiente come il San Paolo in cui è difficile giocare, dove abbiamo anche dovuto recuperato l’iniziale svantaggio lì, secondo me, abbiamo capito che eravamo davvero forti e che potevamo farcela a conquistare la Serie A così come poi è stato”.

*Fondatore della pagina Lecce Amarcord

Qui il racconto del campionato

Candido: “Il segreto della promozione? La forza della società e degli uomini, fummo più forti…”

Campolonghi: “Lecce una città a sé stante rispetto alle altre del sud. Fu decisivo il 2-2 a Napoli”

Redazione

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